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Notifica cartella di pagamento: termini e compiuta giacenza


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2017



Come deve avvenire la notifica della cartella dal postino, a mani o tramite Pec, quando si considera effettuata ed i tempi di giacenza. E se non sono a casa?

Una volta toccava al postino darci quella brutta notizia: «C’è posta per lei». Quando per «posta» si intende una cartella di pagamento, mittente l’Agenzia delle Entrate. Ecco dov’è la brutta notizia (sempre meglio ricevere una cartolina dal mare di un parente con tanti auguri). Oggi, oltre al citofono di casa, ci sono altri modi in cui l’Agenzia di riscossione può farci recapitare quella cartella. In modo altrettanto sicuro ma, senz’altro più veloce, come la Posta elettronica certificata. La Pec.

Può succedere, però, che i termini della notifica non vengano rispettati, il che – buon per il contribuente – basta per invalidare la cartella.

Vediamo, allora, come avviene la notifica della cartella di pagamento ed entro quali termini deve essere notificata.

Come deve avvenire la notifica della cartella di pagamento

Il postino, il messo notificatore o la Posta elettronica certificata, cioè la Pec: ecco i tre modi in cui l’Agenzia di riscossione può fare la notifica della cartella di pagamento.

Nel primo caso, il contribuente riceve una raccomandata a/r spedita dall’Agenzia delle Entrate. Come per le altre raccomandate, il postino suona al citofono, si scende, si mette una firma per ricevuta ed ecco fatto. La busta e gli avvisi utilizzati sono di colore bianco, perché non si tratta di una notifica secondo le regole previste per gli atti giudiziari ma per quelle di una raccomandata ordinaria.

Nel secondo caso, al citofono suona un messo notificatore che redige, in calce alla cartella di pagamento, la relata di notifica.

Nel terzo e ultimo caso, anziché il suono del citofono il contribuente sentirà il «plin» del messaggio arrivato tramite Pec, cioè per Posta elettronica certificata.

Vediamo nel dettaglio.

Notifica della cartella di pagamento a mezzo posta

E’ legittima una notifica con posta privata?

La notifica della cartella di pagamento deve avvenire sempre tramite Poste italiane. Quindi, niente corrieri o servizi postali privati. Lo dice la giurisprudenza. Anche se, volendo essere pignoli – e questo lo dicono alcuni giudici, ma solo alcuni – si potrebbe fare una notifica «a sponde», cioè: l’Agenzia di riscossione la consegna a Poste italiane e quest’ultima, per comodità o per una scelta organizzativa, la consegna a sua volta ad un servizio privato. Ma sempre per conto di Poste italiane.

E se il postino non mi trova a casa?

Può succedere che quando arriva il postino, il destinatario sia al lavoro ed i figli all’università. In questo caso, nell’impossibilità di consegnare la cartella esattoriale, il postino deposita il plico nell’ufficio postale e, contemporaneamente, invia al destinatario una seconda raccomandata, in cui gli comunica di aver tentato invano la notifica e che l’originale può essere ritirato presso il predetto ufficio.

Ma se ad essere assente è solo il destinatario della cartella e alla citofonata del postino risponde qualcuno, la cartella può essere consegnata ad un’altra persona, purché sia una di quelle elencate di seguito ed in quest’ordine:

  • a persona di famiglia che conviva, anche temporaneamente, con il destinatario;
  • a persona addetta alla casa;
  • a persona al servizio del destinatario;
  • se mancanti i precedenti, al portiere dello stabile o a persona che, vincolata da rapporto di lavoro continuativo, è comunque tenuta alla distribuzione della posta al destinatario.

Tuttavia – lo dice la Cassazione – in tali ipotesi, il postino deve dare atto nell’avviso di ricevimento, di non aver trovato il destinatario, né familiari conviventi o altri addetti alla casa, né il portiere dello stabile.

Il postino deve anche fare sottoscrivere al consegnatario l’avviso di ricevimento della raccomandata (è la prova dell’avvenuta notifica) con indicazione di chi è che ha firmato la notifica e, se si tratta di un familiare, dell’indicazione di convivente, anche se temporaneo.

Non è finita per il postino: deve, inoltre, dare comunicazione dell’avvenuta consegna al destinatario tramite lettera raccomandata (la cosiddetta CAD, cioè comunicazione di avvenuta notifica).

Nel momento in cui il plico viene consegnato, la notifica si intende perfezionata. I termini della consegna decorrono dalla data risultante dall’avviso di ricevimento oppure, se la data non risulta o è incerta, dal bollo apposto sull’avviso dall’Ufficio postale che lo restituisce.

La notifica si intende perfezionata alla stessa data di consegna anche quando il piego viene ritirato ma il consegnatario si rifiuta di firmare la ricevuta. Il postino ne fa menzione nell’avviso di ricevimento, indicando le generalità del soggetto.

Entro quando si può ritirare la cartella dell’Agenzia delle Entrate all’ufficio postale?

Tanto il destinatario quanto un suo delegato, purché munito di copia di documento d’identità del primo, potrà ritirarlo entro 30 giorni.

Trascorso quel tempo, se la cartella esattoriale non viene ritirata, scatta la cosiddetta «compiuta giacenza», vale a dire: l’atto si considera ugualmente conosciuto e notificato al contribuente. Tuttavia, la notifica si considera effettuata decorsi 10 giorni dall’invio della raccomandata di avviso o, se anteriore, alla data di ritiro del piego.

Per esempio, se il contribuente ritira la raccomandata il 29mo giorno di giacenza all’ufficio postale, troverà ancora il plico, ma i termini per il ricorso iniziano a decorrere dal decimo.

Posso chiedere all’Agenzia di riscossione di verificare se mi ha notificato o meno una cartella?

Il contribuente che, per vie traverse, viene a conoscenza della notifica di una cartella (per esempio dalla lettura di un estratto di ruolo), può chiedere all’Agenzia delle Entrate di visionare i documenti che attestano tale notifica attraverso una istanza di accesso agli atti. L’Agenzia di riscossione deve produrre copia della cartella e l’originale della relata di notifica (se avvenuta a mani) o dell’avviso di ricevimento (se avvenuta per mezzo posta).

È sempre necessaria la relata di notifica?

Se la notifica l’ha fatta il postino, la relata non è necessaria; è invece necessaria per la notifica a mani.

In entrambi i casi, l’Agenzia delle Entrate deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con l’originale della relata di notifica o dell’avviso di ricevimento, a seconda della forma di notificazione prescelta. Quindi, se il contribuente chiede di poterne pretendere visione, l’Agente di riscossione sarà tenuto ad esibire l’originale e a consentirgli di estrarne copia.

Notifica della cartella esattoriale a mani

Come avviene la notifica a mani?

La notifica a mani della cartella esattoriale avviene attraverso i messi comunali o i messi appositamente autorizzati dall’Agenzia di riscossione.

Il messo, quando possibile, procede alla notifica mediante consegna diretta dell’atto nelle mani dello stesso destinatario, redigendo la relata di notifica, in calce all’originale ed alla copia dell’atto notificato, in cui menziona la consegna del plico. Deve, inoltre, fare sottoscrivere al consegnatario la relata di notifica apposta sull’atto, indicando luogo, data ed ora dell’avvenuta consegna.

La notifica si perfeziona al momento della consegna.

Chi sono i messi?

I messi non hanno a che fare con i parenti del giocatore del Barcellona. Sono, piuttosto le persone autorizzate a consegnare questo tipo di plichi. Possono essere messi comunali o messi speciali autorizzati dall’ufficio di riscossione. Se, invece, la cartella di pagamento viene consegnata da un soggetto diverso (un vigile urbano, un militare delle Fiamme Gialle, ecc.), la notifica è inesistente.

Che succede se mi rifiuto di ricevere la notifica a mani?

Se il destinatario rifiuta di ricevere la copia, la notifica si considera comunque effettuata in mani proprie ed il messo ne dà atto nella relata di notifica.

Che succede se il messo non mi trova a casa?

Se il messo non trova il destinatario presso la sua residenza o domicilio, può comunque effettuare la notifica consegnando copia dell’atto (in quest’ordine) a:

  • persona di famiglia (parente o anche affine purché convivente) o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda, purché non minore di 14 anni o non palesemente incapace;
  • in mancanza dei soggetti di cui al punto precedente, al portiere dello stabile;
  • in mancanza anche del portiere, ad un vicino che accetti di riceverlo.

Se la notifica avviene nelle mani del portiere, il messo deve dare atto nella relata, oltre che dell’assenza del destinatario, di non avere trovato le altre persone. In seguito, deve dare notizia al destinatario a mezzo di una seconda lettera raccomandata dell’avvenuta notifica dell’atto.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, al momento della consegna dell’atto ad uno dei soggetti richiamati.

Che succede se il messo non trova nessuno a casa?

Come con il postino, può succedere anche che quando il messo suona il campanello non risponda nessuno, né il destinatario, né i suoi familiari o le persone addette alla casa. Oppure che nessuno di loro accetti di prendere in consegna l’atto (ed in questo caso, il rifiuto non è assimilabile all’avvenuta consegna). Che cosa deve fare il messo?

  • depositare la copia dell’atto presso la casa comunale;
  • affiggere avviso dell’avvenuto deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
  • dare notizia al destinatario dell’avvenuto deposito tramite raccomandata.

Nella relata di notifica, deve specificare, a pena di nullità, la causa di impossibilità della consegna.

La notifica si perfeziona, per il destinatario, dal ricevimento della raccomandata informativa o, comunque, decorsi 10 giorni dalla spedizione della stessa.

Che succede se ho cambiato indirizzo?

Ma non sempre il destinatario non risponde perché non ha voglia di ritirare la cartella esattoriale dell’Agenzia delle Entrate. Può succedere semplicemente che abbia cambiato indirizzo e, per questo, risulti irreperibile al messo. Succede, ad esempio, quando:

  • il contribuente risulta ancora residente in un determinato posto ma si è trasferito in luogo sconosciuto oppure al di fuori del territorio del Comune di domicilio fiscale;
  • il luogo di trasferimento è sconosciuto anche se a posteriori risulta essere nello stesso comune di domicilio fiscale;
  • è sconosciuto il Comune di residenza del destinatario;
  • il contribuente ha mantenuto la residenza anagrafica nel Comune del domicilio fiscale ma spostato quella effettiva in altro comune.

In questi casi il messo verifica che il trasferimento non si sia risolto in un mero cambio di indirizzo, quindi notifica comunque l’atto con la seguente procedura:

  • deposita l’atto presso la casa comunale;
  • affigge avviso di deposito nell’albo comunale in busta chiusa e sigillata.

Non è dunque previsto, a differenza di quanto accade nel caso di impossibilità di consegna per irreperibilità relativa, che il messo invii l’avviso di notifica per raccomandata.

La notifica si intende perfezionata, per il destinatario, l’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

Notifica della cartella esattoriale a mezzo Pec

Ed eccoci alla terza ipotesi, quella della notifica della cartella di pagamento a mezzo posta elettronica certificata (Pec), all’indirizzo del destinatario risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Elenchi che l’Agenzia di riscossione può consultare anche in via telematica.

Così come nella notifica per posta, quella per Pec può essere effettuata direttamente dall’Agenzia delle Entrate senza bisogno di rivolgersi all’Ufficiale giudiziario o all’intermediazione di altri soggetti.

Cosa contiene la Pec?

La Pec, cioè la posta elettronica certificata, deve contenere in allegato la cartella di pagamento in formato elettronico. Non è necessaria alcuna forma di sottoscrizione fisica o digitale, né del messaggio né dell’allegato.

La notifica si intende perfezionata alla data in cui il messaggio arriva nella casella di posta elettronica del ricevente, a prescindere dal giorno in cui il destinatario ne ha preso visione. Occhio alla casella di posta elettronica, dunque: se il contribuente non la guarda ogni tanto, inutile che se la prenda con qualcuno.

Comunque, la notifica della cartella di pagamento tramite Pec è utilizzata soltanto ai soggetti che sono obbligati a munirsi di un indirizzo Pec, e cioè:

  • tutte le imprese costituite in forma societaria, sia quelle di nuova costituzione che quelle già costituite;
  • le amministrazioni pubbliche;
  • le imprese individuali iscritte al registro imprese;
  • i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge.

Quali sono i termini di notifica della cartella di pagamento

La legge fissa dei termini massimi entro cui la cartella di pagamento deve essere notificata da quando l’obbligo di pagamento è maturato. E’ noto anche come «termine di decadenza» che non ha a che fare con quello di prescrizione (cioè con il termine entro cui, dalla notifica della cartella, bisogna avviare la riscossione): se il termine non è rispettato, alcun pignoramento può essere avviato.

Per conoscere i termini di decadenza, leggi: Cartella di pagamento: come contestare la notifica

Per conoscere i termini di prescrizione leggi: Dopo quanti anni la cartella va in prescrizione

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