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Bonus casa: errori nel bonifico parlante

6 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2017



Pagamenti semplificati per i bonus sui lavori di ristrutturazione: arriva la possibilità di sanare gli errori.

Avete intenzione di effettuare lavori di ristrutturazione, riqualificazione energetica, acquisto di mobili ed elettrodomestici? Non dimenticate che da tempo, in Italia, esistono importanti agevolazioni fiscali che permettono a tutti i cittadini di ottenere un “bonus casa”: si tratta di una detrazione fiscale, cioè della possibilità di togliere dalle tasse una percentuale dei costi sostenuti per la casa (il 50%, ad esempio, per i costi di ristrutturazione).

Attenzione però, perché per godere dei bonus è necessario rispettare alcune linee guida, prime tra tutti quelle relative al pagamento. È indispensabile, infatti, che i pagamenti avvengano tramite il cosiddetto bonifico parlante e non quello ordinario. Si tratta di una modalità ben specifica che deve contenere delle informazioni peculiari e necessarie tanto che, eventuali errori nella compilazione, possono addirittura far perdere al cittadino il diritto al bonus.

Vediamo quindi come comportarsi in questi casi e come evitare errori nel bonifico parlante.

Bonus casa: i documenti necessari

Nella generalità dei casi, per fruire dei bonus è necessario essere in possesso della seguente documentazione:

  • fattura relativa alle spese sostenute;
  • bonifico parlante: si tratta di un bonifico indicante, nella causale del versamento, gli interventi effettuati, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente la detrazione (che può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario.

Per ottenere la detrazione, relativamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è anche necessaria una dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori: può trattarsi di una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, o di un titolo abilitativo comunale. Nel caso in cui l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Per gli interventi più notevoli, come la riqualificazione globale, la coibentazione dell’involucro e l’isolamento dell’edificio, deve essere trasmessa la seguente ulteriore documentazione all’Enea (Agenzia Nazionale per L’Efficienza Energetica):

  • ape (attestato di prestazione energetica): deve essere redatto da un professionista abilitato e indipendente dalla ditta che esegue i lavori;
  • asseverazione: è la certificazione dei produttori necessaria per caldaie, finestre e infissi;
  • scheda informativa: è un documento che contiene i dati identificativi del soggetto, dell’immobile e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all’intervento.

Possono essere poi previste ulteriori formalità per alcune specifiche tipologie d’intervento: ma che cosa succede se il cittadino sbaglia?

Come rimediare al bonifico errato

Se il cittadino sbaglia nella compilazione del bonifico parlante, fortunatamente, esistono dei rimedi. L’Agenzia delle Entrate, difatti, è tornata più volte sul tema delle agevolazioni collegate agli interventi edilizi semplificando, almeno in parte, le modalità di pagamento per ricevere il “bonus casa”.

Attraverso una nota circolare del 2016 [1] e ulteriori precisazioni fornite a Telefisco 2017, l’agenzia aveva dapprima fornito importanti precisazioni al riguardo e ricordato che la detrazione fiscale non può essere riconosciuta nel momento in cui si presentino pagamenti effettuati con modalità diverse da quella indicata, ovvero con bonifici diversi da quello parlante.

In seguito, però, seppur con una modalità di esposizione poco chiara, l’agenzia sembrerebbe aver ammesso la possibilità, da parte del contribuente, di sanare le eventuali sviste qualora ci siano errori nella compilazione dei bonifici, permettendo così al cittadino di rimediare al danno commesso.

Pare, infatti, in base agli ultimi chiarimenti, che si possa considerare valido il bonifico anche nel caso in cui non riporti tutti i dati richiesti, a condizione che il cittadino rilasci un’apposita dichiarazione, specificando l’impossibilità di ripetere il pagamento.

L’agenzia, in particolare, ha specificato che il versamento sia valido «anche nei casi in cui non sia possibile ripetere il pagamento mediante bonifico, qualora risulti comunque soddisfatta la finalità della norma agevolativa (cioè quella di effettuare una corretta tassazione del reddito derivante dalla esecuzione delle opere di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica)».

Nella compilazione dei bonifici, quindi, si considera errore sanabile anche il pagamento delle spese con bonifico ordinario anziché parlante: il beneficiario del bonifico, però, cioè l’impresa esecutrice dei lavori, deve rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dalla quale risulti che «i corrispettivi accreditati sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito».

In definitiva, quindi, nell’ipotesi in cui il bonifico sia errato, il contribuente, per non perdere i benefici fiscali, deve in primo luogo provare a ripetere il pagamento con un nuovo bonifico, quello parlante appunto, che sia completo di tutti i dati. Se questo non è possibile si deve procedere alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Il problema, allo stato attuale, è che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora specificato le situazioni in cui è “impossibile” rifare il pagamento. In attesa di ulteriori chiarimenti, dunque, è bene prestare la massima attenzione negli adempimenti, in quanto, nonostante l’apertura dell’Agenzia alle correzioni, il rischio di contestazione in sede di controlli fiscali resta.

L’acquisto del box auto

L’Agenzia delle Entrate, di recente, ha dato chiarimenti anche in merito alle agevolazioni per l’acquisto di un box auto. L’Ente ha specificato che il pagamento può essere effettuato anche prima del contratto preliminare o del rogito notarile, a condizione che uno dei due atti venga stipulato prima della presentazione della dichiarazione dei redditi del cessionario, senza tralasciare però l’importanza dell’attestazione nel momento in cui il bonifico non sia corretto.

I pagamenti per i mobili

Sono arrivati chiarimenti anche sul fronte del “bonus casa” per l’acquisto dei mobili. Basandosi su una recente circolare [2], l’Agenzia ha specificato che il pagamento può avvenire tramite bonifico o carta di credito; qualora avvenga con bonifico, non è necessario che questo sia parlante, dal momento in cui non è più necessario applicare la ritenuta d’acconto.

note

[1] Circolare n. 43/E/2016.

[2] Circolare n. 6/E/2016.

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