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Ici in eccesso: posso compensarla?

29 aprile 2017


Ici in eccesso: posso compensarla?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 aprile 2017



Nel 2007 e 2008 ho erroneamente versato Ici in eccesso. Ho cercato di recuperare la somma ma nulla. Posso procedere a compensazione dovendo provvedere tra poco al pagamento della seconda rata dell’Imu?

 

In linea generale è possibile, in molti Comuni, eseguire una compensazione del tributo Ici per errati versamenti: diversi sono i Comuni che permettono di scaricare il modello cartaceo da compilare.

Nel caso specifico, però, non sembra si avvenuto alcun riconoscimento del diritto al rimborso: affinché il contribuente possa procedere ad una compensazione è necessario, infatti, che il Comune riconosca in via ufficiale il credito, mentre nei confronti del lettore, dopo diversi solleciti non vi è stata alcuna risposta formale in ordine al riconoscimento, che pertanto potrebbe assimilarsi ad un silenzio-rifiuto della sua istanza.

A tal fine si segnala come il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione [1]. In mancanza di riscontro da parte dell’Ufficio, il lettore può presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale avverso il rifiuto tacito alle restituzione delle somme versate [2]. Il ricorso può essere proposto entro il termine di prescrizione ordinario di dieci anni che decorrono dal novantesimo giorno dalla domanda di restituzione.

Alla luce di tutto ciò, visto il silenzio da parte degli organi competenti, si consiglia di pagare – al momento – regolarmente la seconda rata Imu (per evitare eventuali sanzioni) e successivamente di diffidare nominativamente il responsabile del procedimento (persona a capo dell’Ufficio Tributi) a procedere con il rimborso, evidenziando che diversamente procederà ad agire in sede giudiziaria presso la competente Commissione Tributaria, con aggravio di costi e spese per il Comune, a seguito della certa soccombenza.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Paolo Florio

note

[1] Art. 1, co. 164, l. n. 296 del 27.12.2006.

[2] Art. 21, co. 2, d.lgs. n. 546 del 31.12.1992.

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