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Diritti dopo un colpo di frusta: come avere il risarcimento

10 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2017



Servono il parere di un medico legale e gli esami strumentali: radiografia, risonanza o Tac. La legge combatte così le truffe alle assicurazioni.

La compagnia di assicurazioni non può negare il risarcimento al suo cliente quando quest’ultimo, in seguito ad un incidente stradale, ha subìto un colpo di frusta. Se c’era ancora qualche dubbio in merito, lo ha spazzato via un Giudice di Pace di Venezia, che ha condannato una compagnia a risarcire il danno e le spese ad un assistito e alla segnalazione all’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni [1].

L’importante, però, è che chi pretende un risarcimento per un colpo di frusta presenti una un riscontro medico-legale del danno subìto. In altre parole, un accertamento clinico, secondo quanto disposto dal Decreto Monti [2]. Perché? La risposta è piuttosto ovvia: è l’unico modo per riconoscere a chi ha avuto il danno il giusto risarcimento e, allo stesso tempo, per evitare la truffa del solito furbetto che, quando gli spingono appena appena la macchina da dietro, comincia a dire: «Che male…».

Per accertare il danno da colpo di frusta non servono, come preteso da qualche compagnia di assicurazione, dei macchinari specifici o particolarmente sofisticati. Come stabilito dalla Corte di Cassazione, conta il parere di un medico legale e non l’attrezzatura utilizzata per l’esame clinico, che – per quanto necessaria per stabilire l’entità del danno – serve solo come aiuto allo specialista [3]. Inoltre, la giurisprudenza di merito [4] ha chiarito che i nuovi criteri introdotti dal Decreto Monti non sono indirizzati a mutare i criteri di valutazione del medico legale che continuerà ad operare secondo i propri autonomi criteri tecnico scientifici, quanto ad una valutazione più rigorosa della valutazione del danno biologico rispetto a quanto si era fatto in precedenza.

Che cos’è il colpo di frusta

Il colpo di frusta è una lesione lieve dei tessuti molli del collo o, per dirla in modo più tecnico, un trauma distorsivo del rachide cervicale. Avviene, di solito, a seguito di incidenti stradali, soprattutto quando si viene tamponati da un’altra auto. Provoca, di solito, dolore e rigidità del collo, rigidità della spalla, mal di testa, vertigini, dolore al braccio, ecc.

In caso di microlesioni, cioè entro i primi 9 punti di invalidità – e per venire al caso nostro, cioè quello sui diritti dopo un colpo di frusta – occorre un esame clinico strumentale per avere diritto al risarcimento e non solo un certificato del pronto soccorso. In sostanza, ci vuole una radiografia, una risonanza magnetica o una Tac per attestare il danno da colpo di frusta.

Un modo, come accennato prima, per creare un deterrente alle classiche furbate appoggiate da medici compiacenti dalla firma facile. Non a caso, le richieste di risarcimento hanno subìto un notevole calo e la percentuale dei risarcimenti erogati per il colpo di frusta è scesa drasticamente. E’ anche vero, che questa norma complica la vita a chi deve pagare un accertamento particolarmente costoso come una risonanza o una Tac, sicuramente più esose di una semplice radiografia.

La scatola nera per ottenere il risarcimento sul colpo di frusta

Il decreto legge «Destinazione Italia» [5] approvato dal Governo Letta prevede, tra le altre cose, l’introduzione nelle auto della scatola nera. A che cosa serve in caso di colpo di frusta?

La scatola nera delle auto è un Gps di localizzazione. Quando c’è un incidente, quello che è stato registrato dal dispositivo è ammesso in un procedimento civile come piena prova dei fatti, a meno che venga dimostrato il mancato funzionamento della scatola nera. E allora? Allora questo dispositivo può impedire un’ipotetica truffa per presunto colpo di frusta, perché la scatola nera è in grado di stabilire la velocità a cui andava il veicolo che ha tamponato un altro. In pratica: posso avere un colpo di frusta se mi vengono addosso a 70 all’ora (ad esempio) ma difficilmente avrò un danno al collo – e nemmeno il diritto al risarcimento – se mi tamponano a 20 all’ora.

Letta non si è fermato qui: nel suo decreto ha introdotto una novità che riguarda i testimoni dell’incidente. La loro identificazione deve essere fatta sul luogo del sinistro, altrimenti sono inammissibili. Insomma, si esclude la possibilità che, il giorno dopo, la persona coinvolta chiami un paio di amici e chieda di raccontare una versione di comodo.

Come avere il risarcimento per il colpo di frusta?

Per ottenere il risarcimento dopo un colpo di frusta bisogna, innanzitutto, compilare il modulo Blu che, se sottoscritto da tutte le parti in causa – e dagli eventuali testimoni –, vale come constatazione amichevole.

Messa la firma sul modulo Blu, si deve fare – al massimo entro il giorno successivo all’incidente – una visita al pronto soccorso per l’accertamento delle lesioni e per sottoporti ad un esame strumentale (radiografia, risonanza o Tac, a seconda dell’entità del danno).

Se da questi accertamenti risulterà la lesione, il medico emetterà dei certificati di malattia fino a guarigione avvenuta, con postumi da valutare in sede medico-legale. Ed ecco che arriva il momento di inoltrare domanda di risarcimento alla propria assicurazione, secondo le regole dell’indennizzo diretto.

Cosa farà, a questo punto, l’assicurazione? Nominerà un medico legale, il quale, dopo avervi visitato e dopo aver visionato tutta la documentazione, dovrà stimare il danno subito a causa dell’incidente e valutare la congruità delle spese mediche sostenute rispetto alla lesione.

E’ importante, quindi, portare con sé tutta la documentazione medica acquisita, comprese le spese mediche, e le prove che attestino la proporzionalità del danno fisico riportato a quello riscontrato sulla vettura. Cioè: più sarà importante il danno alla macchina, più probabilità ci saranno che il colpo di frusta venga riconosciuto.

Infine il medico-legale nella perizia determinerà quale percentuale di invalidità permanente spetta all’infortunato a seguito del suo colpo di frusta.

Infine, non guasterebbe produrre anche una perizia medico-legale di parte al fine di stabilire il grado di inabilità permanente riportato: insieme alle altre voci che concorrono a determinare il calcolo dell’indennizzo (età del danneggiato, numero dei giorni di malattia risultanti da certificazione medica e il danno morale) servirà a individuare l’importo del risarcimento da parte della Compagnia Assicuratrice.

note

[1] G.d.P. Venezia, sent. n. 769/2016.

[2] Dl 1/2012 convertito in legge, secondo la quale “Il danno alla persona per lesioni di lieve entità di cui all’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione”.

[3] Cass. sent. n. 18873/2016.

[4] G.d.P. Torino sent. n. 8035/12 del 29.10.2012, G.d.P. Torino sent. n. 8802/12 del 27.11.2012, G.d.P. Treviso, sent. n. 774/12 dell’11.10.2012 G.d.P. Mascalucia, sent. 28.05.2012, G.d.P. di Padova, sent. n. 1443/12.

[5] D.L. 145 del 2013.

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1 Commento

  1. volete gentilmente riferirmi quale sia la fonte della novità da voi riferita circa la necessità di identificare i testimoni sul luogo del sinistro? non mi risultano modifiche all’art 135 Cod Ass.. Grazie

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