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Amministratore di condominio: il rimborso spese è dovuto?

14 aprile 2017


Amministratore di condominio: il rimborso spese è dovuto?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 aprile 2017



È regolare che l’amministratore di condominio, a fine anno, richieda in aggiunta al suo compenso anche un ulteriore importo a titolo di rimborso spese forfettario senza giustificativi di spesa?

Il compenso dovuto all’amministratore è solo quello che è stato approvato dall’assemblea all’atto della sua nomina, secondo il preventivo fornito dall’amministratore stesso. L’amministratore pertanto non può richiedere compensi aggiuntivi né per lavori straordinari commissionati e seguiti sullo stabile, né per rimborso spese forfettario non supportato da idonea documentazione fiscale. A tanto si arriva leggendo il codice civile [1] in base al quale l’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

La misura del compenso, se non è stabilita dalle parti, dovrà essere determinata con riferimento agli usi raccolti presso la Camera di commercio del luogo nel quale si trova l’immobile.

Che fare, dunque, se l’amministratore presenta una parcella e un conto spese superiore rispetto all’importo fissato nel contratto per come approvato dall’assemblea?

Se si tratta di una percentuale o di un compenso fisso su lavori straordinari si può citare la giurisprudenza secondo cui nessuna legge dà diritto, all’amministratore, di chiedere una percentuale per i lavori di ristrutturazione eseguiti all’interno dello stabile, anche se la sua attività non si limita a un semplice controllo “su carta”, ma è presente giornalmente sul cantiere per verificare che tutto si svolga regolarmente, senza arrecare danno alle parti comuni e alle proprietà individuali (leggi Percentuale dell’amministratore sui lavori straordinari).

Per quanto invece riguarda il rimborso spese forfettario, non accompagnato da alcun giustificativo, esso deve ritenersi una componente del compenso e, perciò, non dovuto in base al codice civile nella misura in cui non sia stato richiesto all’atto della stipula del contratto.

Se, ciò nonostante, l’assemblea dovesse ugualmente riconoscere tali compensi all’amministratore la decisione potrebbe essere annullata anche se approvata a maggioranza: e ciò perché la minoranza dissenziente non può essere costretta a esborsi non dovuti.

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