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Che fare se l’avvocato non tutela il cliente?

8 Maggio 2017 | Autore:
Che fare se l’avvocato non tutela il cliente?

Tutelare il cliente non significa che l’avvocato deve vincere la causa. Significa svolgere l’incarico con correttezza e diligenza. Ma che fare se ciò non avviene?

Dire che l’avvocato deve tutelare il cliente non significa che quest’ultimo deve vincere la causa, anzi. È chiaro che il professionista dovrà svolgere l’incarico in  modo tale da ottenere il miglior risultato possibile per il suo assistito ma deve, prima di tutto, spiegargli che l’esito del processo non è prevedibile e che avere ragione non significa, per forza, vincere.

Ma cosa fare se non è questione di vittoria o meno? Cosa fare se l’avvocato non ha messo alcun impegno nel curare i miei interessi, finendo per danneggiarmi? Beh… verrebbe quasi da dire che “chi di spada ferisce, di spada perisce”. Se l’avvocato sbaglia la mia causa, gli faccio causa!

 

Doveri dell’avvocato

Come già spiegato nell’articolo Avvocato: quali obblighi verso il cliente?, la relazione tra l’avvocato e il cliente deve basarsi su due elementi essenziali:

  • il rapporto di fiducia tra di loro,
  • il dovere di informazione che il primo ha nei confronti del secondo [1] e che impone al professionista di spiegare chiaramente al proprio assistito (il quale, di regola, non possiede cognizioni tecnico-giuridiche, né ha piena consapevolezza delle scelte che possono essere prese in un giudizio e delle relative conseguenze), le caratteristiche e l’importanza dell’incarico, le attività da espletare, le iniziative da intraprendere, le ipotesi di soluzione, i tempi e i rischi connessi ad un processo, oltre agli oneri ipotizzabili e ai costi della prestazione. Solo così il cliente potrà decidere – consapevolmente – se portare avanti o meno l’azione giudiziaria.

Avvocato: che responsabilità ha verso il cliente?

Se, dunque, l’avvocato viola tali obblighi, si rende responsabile nei confronti del cliente e questa responsabilità assume un duplice valore:

  • da esecuzione del mandato difensivo e
  • professionale.

Che significa? La legge ci dice che il legale deve svolgere la sua attività, che è una prestazione d’opera, rispettando i doveri di correttezza e diligenza [2] e assumendo un’obbligazione di mezzi e non di risultato. Da parte sua, il cliente si obbliga al pagamento del relativo compenso. E qui, ritorniamo al discorso iniziale: se il compito dell’avvocato non è quello di vincere la causa a tutti i costi, ciò vuol dire che non potrà rispondere se il proprio cliente non raggiunge il risultato sperato [3] e avrà comunque diritto ad essere pagato [4], a meno che il cliente non riesca a provare che il legale si è comportato in modo negligente e imprudente e che, se così non fosse stato, le cose sarebbero andate diversamente [5]. Quindi? Significa che il cliente deve provare il danno subito e la presenza di un nesso causale tra la condotta del professionista ed il suo pregiudizio. Per farlo, deve effettuare una specie di prognosi circa l’esito del processo se l’avvocato si fosse comportato correttamente: deve, cioè dimostrate che se il legale si fosse comportato diligentemente, avrebbe vinto la causa o, comunque, avrebbe ottenuto un risultato più favorevole.

Avvocato: cosa fare se non mi tutela?

Che fare allora se mi sono rivolto a un avvocato che non mi ha tutelato come avrebbe dovuto? Che fare se l’avvocato non deposita gli atti della mia causa nei termini o se sbaglia le notifiche e non si presenta in udienza? Se si rivolge al giudice di pace per una causa che è di competenza del tribunale?

In casi di questo genere, si può fare causa al legale.

A tal fine, un primo dato da tenere a mente è il tempo. In che senso? Ci riferiamo al termine di prescrizione: non si può fare causa all’avvocato quando si vuole. Come specificato nell’articolo Per quanto tempo è responsabile un professionista?, il termine è di 10 anni che iniziano a decorre dal momento in cui il danno è oggettivamente percepibile: in pratica, dalla sentenza finale che rivela l’errore commesso dal professionista.

Non è tutto: come dicevamo, l’errore deve essere dimostrato e per farlo ci servirà un altro avvocato. Non si deve essere geni per capire che non si può dare il via a un processo da soli e, soprattutto, senza uno straccio di prova di quanto sosteniamo, relativamente:

  • al comportamento contestato al legale: come ad esempio, l’aver fatto scadere un termine o il mancato deposito di un documento;
  • al danno: come detto, si tratta di provare che, senza l’errore del legale, la causa sarebbe stata vinta.

Occorre anche procedere a una stima di tale danno: quanto mi ha pregiudicato il comportamento del legale? Che cifra posso chiedere a titolo di risarcimento? Se non si riesce a quantificare, il giudice procede a una valutazione equitativa, secondo quanto ritiene giusto.

Avvocato: che fare se non mi fido più di lui?

Se il rapporto di fiducia nei confronti dell’avvocato scelto viene meno, un’altra possibilità che ha il cliente è quella di rinunciare all’avvocato precedentemente nominato, revocandogli il mandato professionale. Ad esempio, può revocare il legale il cliente che lamenta di non ricevere sufficienti informazioni circa l’andamento del proprio procedimento giuridico o che non approva il comportamento tenuto.

Tale revoca:

  • può avvenire per qualsiasi ragione;
  • non deve essere necessariamente motivata;
  • non dà diritto all’avvocato a un risarcimento, nel caso in cui avvenga senza preavviso.

Per la revoca basta una dichiarazione  – meglio se tramite lettera inviata con raccomandata a/r o consegnata a mani – con la quale si esprime la non volontà di proseguire il percorso intrapreso. Una volta fatto questo:

  • il cliente ha l’obbligo di corrispondere all’avvocato gli onorari maturati,
  • l’avvocato deve restituire la documentazione relativa all’incarico e, in caso di successive comunicazioni, trasmetterle immediatamente alle parti interessate. Deve, inoltre, mettere al corrente il cliente dello stato della causa in cui si trova (indicazione del giudice, del numero di ruolo, della prossima udienza e dell’attività svolta), in modo da consentire a chi lo sostituirà una pronta difesa del cliente stesso.

note

[1] Artt. 11, co. 2, e 27 Codice Deontologico Forense.

[2] Richiesti dall’art. 1176, co. 2, cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 3566 del 1995.

[4] Cass. sent. n. 765 del 1969.

[5] Cass. sent. n. 22376 del 10.12.2012.

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 08.09.2015, n. 17758

In tema di liquidazione del danno, il ricorso al criterio equitativo è rimesso al prudente apprezzamento del giudice di merito che può procedere alla liquidazione equitativa anche senza la domanda di parte qualora la determinazione del danno sia impossibile o particolarmente difficoltosa.

 

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 10.12.2012,  n. 22376

L’affermazione di responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell’attività professionale implica una valutazione prognostica positiva – non necessariamente la certezza – circa il probabile esito favorevole del risultato della sua attività se la stessa fosse stata correttamente e diligentemente svolta.


5 Commenti

  1. se un avvocato non ti costituisce parte civile,perche’fa la richiesta di costituzione a parte civile in ritardo,cosa succede

  2. A giorni dobbiamo andare davanti al giudice del lavoro per crediti v/ INPS Teramo del 2009/2012 notificati dopo 5 anni e 5 mesi. l’INPS TE sostiene che siccome nel 2016 Teramo faceva parte dell’area terremoto e quindi c’era la sospensiva per notifiche di pagamento ,anche se noi siamo residenti in comune fuori dall’area terremoto. Il NS. avvocato la pensa allo stesso modo ma secondo legge ‘INPS ( CIRC. N.2 11/1/2017) non è così. Per tale motivo riteniamo che il ns. avvocato possa sposare la tesi dell’Inps in barba alla prescrizione post 5 anni con notevole aggravo di costi : ca. 18000 EURO per una causa persa.. Come possiamo difenderci dall’ostinazione di un legale che nonostante lo avessimo fornito di elementi probatori, va dritto per la sua strada non curante dei ns. interessi.? Restiamo in attesa di risposta .

  3. A seguito di ricevimento di una cartella da parte di Equitalia per contributi inps, oltre due anni fa mi sono rivolto ad un legale che di li a poco tempo mi consigliò di fare il fallimento di persona fisica senza ritardo, dopo due anni non si è capito ancora in che posizione sono. Nonostante c’è stata la possibilità di accedere anche all’opzione “Saldo e stralcio” per la rottamazione delle cartelle. C’è un rimpallo da parte dell’avvocato e dell’O.C.C. nominato dal giudice non riescono a farmi accedere a questa situazione favorevole. Sono molto amareggiato per quanto sta accadendo anche perché il prossimo 31 luglio scade anche questa possibilità.

  4. Salve ho avuto un problema con il mio avvocato …10 anni fa sono stata condannata per direttissima per un reato che avevo commesso dovendo fare concorsi ho dovuto nominare un avvocato penalista per avere la riabilitazione. Dandogli meta della cifra che mi aveva richiesto ..al momento della nomina ha incominciato a chiedermi di fornirgli tutti i documenti per richiedere la riabilitazione e io così ho fatto …Appena ci fu la prima causa lui mi chiamo dicendo che era stata rinviata senza dirmi il perché la seconda e la terza volta idem facendo passare due anni e mezzo …stufa ho nominato in altro avvocato che andando in tribunale per capire ha scoperto che lui non aveva depositato tutti i documenti solo uno di quelli che gli avevo fornito ecco perché veniva rimandata il fascicolo non era completo…così ho mandato gli stessi documenti che avevo consegnato a lui precedentemente al mio nuovo avvocato e lei in tre giorni mi ha fatto avere la riabilitazione visto che la causa per mia fortuna era stata stabilita in quel periodo dicendomi che mancavano i documenti nel fascicolo e che lui in due anni e mezzo non aveva mai messo …ora il precedente avvocato mi ha mandato una lettera dove scrive che avuto la riabilitazione e che vuole il restante dei soldi ….Ma come è possibile dopo la beffa pure la truffa io ho dovuto pagare un nuovo avvocato lui non mi ha tutelato mi ha fatto rimandare la causa per ben due anni e mezzo e ora vuole pure o soldi ….come posso tutelarli da questo impostore grazie in anticipo

    1. Leggi i nostri articoli:
      -Se l’avvocato sbaglia nel consigliare il cliente https://www.laleggepertutti.it/221172_se-lavvocato-sbaglia-nel-consigliare-il-cliente
      -L’avvocato deve informare il cliente? Cosa deve comunicare il legale? Costi, caratteristiche e complessità della causa. L’avvocato deve informare il cliente sull’esito probabilmente sfavorevole. https://www.laleggepertutti.it/176937_lavvocato-deve-informare-il-cliente
      -Avvocato negligente: non sempre il cliente può chiedergli i danni https://www.laleggepertutti.it/162548_avvocato-negligente-non-sempre-il-cliente-puo-chiedergli-i-danni
      -Responsabilità professionale dell’avvocato e risarcimento al cliente. Quando il cliente può essere risarcito se l’avvocato sbaglia e non vince la causa. https://www.laleggepertutti.it/158145_responsabilita-professionale-dellavvocato-e-risarcimento-al-cliente
      -Avvocato: quali obblighi verso il cliente? L’avvocato, assumendo l’incarico conferitogli dal cliente, si impegna a compiere il lavoro e gli adempimenti necessari per consentirgli la realizzazione dello scopo perseguito. https://www.laleggepertutti.it/151174_avvocato-quali-obblighi-verso-il-cliente
      -Quando l’avvocato è responsabile verso il cliente? La responsabilità professionale dell’avvocato presuppone la prova di un danno effettivo che sia stato causato solo dalla condotta del professionista. https://www.laleggepertutti.it/139079_quando-lavvocato-e-responsabile-verso-il-cliente
      -L’avvocato deve fare tutto il possibile per la tutela del cliente https://www.laleggepertutti.it/96850_lavvocato-deve-fare-tutto-il-possibile-per-la-tutela-del-cliente

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