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Lo sai che? Il recesso dal contratto di service

Lo sai che? Pubblicato il 29 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 aprile 2017

Che cos’è il contratto di service: caratteristiche e diritto di recesso. 

Il libero professionista, detto anche lavoratore autonomo, pur non dovendo gestire un’attività produttiva di beni, necessità di una sede operativa in cui prestare i propri servizi, organizzare la propria attività, ricevere la clientela, ecc.

Ebbene, non sempre, l’architetto, il medico o l’avvocato di turno, possono usufruire di locali di proprietà. Infatti, acquistare un immobile a tale scopo, anche se di piccole dimensioni, potrebbe rivelarsi una scelta antieconomica oppure poco conveniente. Se poi mancano anche i mezzi economici per farlo, l’acquisto di un locale per esercitare la professione diventa impossibile.

Ed allora, la soluzione ideale potrebbe essere semplicemente la locazione di un ufficio oppure la sottoscrizione di un contratto di service. Scopriamone insieme le caratteristiche principali e le differenza con la locazione.

Che cos’è il contratto di service?

In questo caso oggetto del contratto è una pluralità di prestazioni finalizzate all’esercizio di un’attività lavorativa, rispetto alle quali la concessione dell’occupazione di uno spazio (ad esempio, una stanza di un immobile) è soltanto una delle tante (anche se la principale). Tale conclusione è confermata dall’Agenzia delle Entrate [1], secondo la quale, il contratto di service si distingue dalla locazione, poiché in quest’ultima, il locatore concede all’interessato, per una durata convenuta e dietro corrispettivo, il diritto di occupare un immobile come se ne fosse il proprietario…. escludendo ….qualsiasi altra persona dal beneficio di un tale diritto. Viceversa, precisa l’Agenzia, nel nostro caso, il locatore, tecnicamente definito prestatore ….oltre all’obbligo di mettere a disposizione dell’altra parte uno spazio determinato ha anche l’obbligo di rendere servizi ulteriori che risultino qualificanti ai fini della causa del contratto e che non si sostanzino in semplici prestazioni accessorie alla locazione quali i servizi di portierato o altri servizi condominiali.

Ebbene questi servizi ulteriori che si aggiungono alla locazione esclusiva di uno spazio, sono, ad esempio, quello di segreteria, quello postale e in alcuni casi anche quello della contabilità. In buona sostanza, il professionista che vuole un “service”, fitta una o più stanze e nel corrispettivo, paga anche i descritti “servizi ulteriori”.

Si tratta, quindi, di un contratto:

  • avente ad oggetto una prestazione di servizi generica;
  • che si distingue dal contratto di locazione;
  • al quale non si applica la disciplina prevista per i contratti di locazione;
  • che è soggetto, per i corrispettivi previsti (il canone mensile), all’applicazione dell’Iva, a differenza di quanto avviene per la locazione stessa.

Il recesso anticipato del conduttore nella locazione abitativa

La normativa in vigore stabilisce che, per i contratti di locazione a canone liberamente pattuito oppure concordato, il conduttore/affittuario possa recedere in qualsiasi momento, con un preavviso di almeno sei mesi, ma ove ricorrano dei gravi motivi [2].

Nonostante ciò, di regola, le parti del contratto (proprietario/locatore – inquilino/conduttore) prevedono il diritto di recesso dell’inquilino, senza dare importanza alle ragioni dello stesso.  Nella pratica, tale termine può essere di sei mesi oppure anche più breve: dipende tutto dalla volontà delle parti, così com’è stata espressa nel contratto firmato.

Il recesso anticipato del conduttore nella locazione non abitativa

Per i contratti di locazione a uso non abitativo, la legge stabilisce una disciplina non dissimile da quella prevista per le abitazioni. Anche in tal caso, infatti, è concessa alle parti del contratto la facoltà di stabilire o meno la possibilità per il conduttore di recedere con un preavviso di almeno sei mesi. Ove mai tale possibilità non sia stata contemplata nel contratto, l’affittuario di turno potrà recedere, sempre nel rispetto del predetto preavviso, ma solo alla presenza di gravi motivi [3].

Posso recedere dal contratto di service sei mesi prima?

Abbiamo visto in precedenza che il contratto di service è sostanzialmente, giuridicamente e fiscalmente diverso dalla locazione. Pertanto non è applicabile la disciplina prevista dalla legge per le locazioni e il recesso dalle stesse.

In altre parole, quando firmate un contratto di service, dovete concordare attentamente i termini e le modalità per esercitare il recesso, avendo cura di stabilire delle condizioni a riguardo, adeguatamente convenienti ai vostri interessi (ad esempio, anche a proposito dell’eventuale tacito rinnovo). A tal proposito, sappiate che se è previsto un tacito rinnovo, e poco dopo lo stesso, avete la necessità di recedere dal contratto, non potrete invocare la facoltà di recesso semestrale prevista dalla legge in materia di locazione.

note

[1] Agenzia delle Entrate circ. n. 12/E del 01.03.2007

[2] Art. 3, ultimo comma, della legge 431/1998.

[3] Art. 27 Legge 392/1978.


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