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News Pensione, l’ape arriva in ritardo

News Pubblicato il 11 aprile 2017

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La possibilità di richiedere l’ape slitterà di almeno 2 settimane; definito l’ammontare dell’assegno che potrà essere domandato.

 

Si avvicina la data a partire dalla quale sarà possibile anticipare la pensione richiedendo l’ape volontaria, o ape di mercato. L’anticipo pensionistico volontario sarebbe dovuto partire il 1° maggio ma, in base a quanto reso noto, slitterà di almeno 15 giorni a causa della predisposizione della piattaforma informatica. Un ritardo inevitabile, vista la portata della novità in questione e considerati i soggetti coinvolti nell’anticipo pensionistico (oltre all’Inps, banche e assicurazioni).

Sono stati annunciate, però, ulteriori novità, come la misura massima dell’assegno che è possibile richiedere: l’ammontare dipenderà dall’anticipo richiesto.

Confermate, poi, le limitazioni: la futura pensione deve essere almeno pari a 1,4 volte il trattamento minimo (702,65 euro) e l’Inps deve verificare che il peso delle rate dell’anticipo pensionistico, assieme ad eventuali altri debiti, non superi il 30% della pensione. In caso contrario, l’ape stessa non può essere concessa.

Ma procediamo per ordine e vediamo come funziona l’ape volontaria e quali sono le ultime novità.

 

Ape volontaria: che cos’è

L’ape, o anticipo pensionistico, consiste in un prestito (con natura di credito al consumo) erogato ogni mese da una banca, esente da tassazione, che l’interessato può scegliere di percepire per un determinato periodo, precedente alla maturazione dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia: il periodo non può essere superiore a 3 anni e 7 mesi.

Dato che questo trattamento è erogato per scelta si parla di ape volontaria, o ape di mercato, per distinguerla dall’ape sociale, che è invece una prestazione erogata dallo Stato, che non va restituita.

Ape volontaria: il prestito

Per quanto riguarda la restituzione del prestito relativo all’ape volontaria, il finanziamento va restituito gradualmente, nell’arco di 20 anni, con rate di ammortamento mensili: queste rate vengono poi trattenute direttamente sulla pensione, una volta maturata.

Il taeg (tasso annuo effettivo globale) del prestito è pari al 2,75%.

Per coprire il rischio di eventuale premorienza, con successiva impossibilità di restituire il prestito, questo deve essere garantito da una polizza assicurativa obbligatoria: in questo modo, l’impossibilità di restituire il finanziamento non penalizza l’eventuale pensione ai superstiti, che viene quindi pagata regolarmente. Il pagamento della polizza, però, incide negativamente sulla pensione, così come la restituzione delle rate del prestito.

L’Ape non è, dunque, una prestazione pensionistica vera e propria, ma un trattamento che accompagna al pensionamento chi, in possesso dei requisiti, voglia cessare l’attività lavorativa o si trovi senza occupazione: grazie all’anticipo pensionistico, l’interessato non resta senza reddito, ma percepisce un trattamento sotto forma di prestito, per un breve periodo di tempo, accettando di addebitarlo sulla futura pensione. Peraltro, l’ape volontaria può essere richiesta anche da chi non cessa la propria attività, per integrare il reddito da lavoro (ad esempio, se il lavoratore decide di diminuire l’orario).

Ape volontaria: chi può richiederla

Possono accedere all’Ape volontaria i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi), nonché alle forme sostitutive ed esclusive dell’Ago e alla Gestione separata Inps, a condizione che:

  • abbiano compiuto il 63 anni di età;
  • siano in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi (43 mesi);
  • non siano già titolari di una pensione diretta;
  • la pensione attesa sia di importo non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’Ape: considerato che nel 2017 la rata mensile della pensione minima ammonta a 501,89 euro, l’importo non deve essere inferiore a 702,65 euro;
  • inoltre, in base al testo del decreto attuativo in uscita, le rate per la restituzione dell’ape volontaria, assieme ad eventuali altre trattenute come la cessione del quinto, non possono superare il 30% della pensione.

Ape volontaria: a quanto ammonta l’assegno

L’ammontare dell’ape volontaria, che può essere erogata non oltre la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ma per un minimo di 6 mesi, in base a quanto reso noto non può superare il 90% della futura pensione.

In particolare, l’ammontare dell’assegno non può superare:

  • il 90% della pensione, se l’anticipo pensionistico è richiesto per meno di 12 mesi;
  • l’85% della pensione, se l’anticipo pensionistico è tra i 12 e i 24 mesi;
  • l’80% della pensione, se l’anticipo pensionistico è tra i 24 e i 36 mesi;
  • il 75% della pensione, se l’anticipo pensionistico è richiesto per oltre 36 mesi.

In questo modo, limitando l’ammontare dell’assegno al crescere della durata del prestito, si mira e contenere le penalizzazioni sulla pensione dovute alla restituzione del finanziamento.

Sugli interessi del finanziamento e sui premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, comunque, è riconosciuto un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50% di un ventesimo degli interessi e dei premi complessivamente dovuti.

Questo credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è recuperato direttamente dall’Inps nella sua qualità di sostituto d’imposta.

Ad ogni modo, come già anticipato, il rateo annuo sulla pensione non potrà superare il 30% della stessa, tenendo conto di altri impegni finanziari in corso come, per esempio, un mutuo casa o un altro prestito bancario.

Ape volontaria: invio delle domande

Le domande di Ape potranno essere presentate a partire dal 15 maggio 2017, in caso di ulteriori slittamenti, anche in una data successiva; comunque, non si dovrebbe andare oltre il mese di maggio.

Nel dettaglio, si dovrà dapprima presentare all’Inps la domanda per ottenere la certificazione del diritto all’anticipo finanziario.

Una volta certificato il diritto, l’Inps specificherà anche la misura dell’importo minimo e massimo dell’Ape, calcolato sulla base delle disposizioni dettate dal decreto in corso di emanazione.

A questo punto, le persone interessate  dovranno presentare all’Inps:

  • la domanda di ape;
  • una contestuale domanda di pensione di vecchiaia, da liquidarsi al momento di perfezionamento dei requisiti.

Nella domanda andranno indicati la banca e l’assicurazione che si assumerà il rischio premorienza: finanziatore e assicurazione dovranno essere scelti tra quelli che aderiranno alle apposite convenzioni che saranno stipulate a breve.

In questi accordi saranno inoltre definiti il tasso di interesse (in base al decreto pari al 2,5% annuo) e la misura del premio assicurativo per premorienza.


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1 Commento

  1. Non è chiaro se i 20 anni di contributi minimi includano anche eventuali riscatti di laurea ed altri contributi come ad esempio quelli di servizio militare e maternità

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