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La mamma iperprotettiva è fuorilegge

23 Ottobre 2011
La mamma iperprotettiva è fuorilegge

Madri troppo apprensive: l’iper apprensione può integrare il reato di maltrattamenti; a dirlo è addirittura la Cassazione.

Essere mamme troppo protettive può causare guai giudiziari. Un contenzioso che, particolarmente in Italia, si preannuncia inflazionato.

“Sì, mamma: sto bene. Non ho la tosse: mi è solo andato di traverso il respiro. Si, ho mangiato a sufficienza. Ti sembra che possa morire di fame? No, mamma, ho detto solo: «un po’» stanco”…

Mamme ansiose? La verità è che non esiste una madre che non si preoccupi. Ma a volte l’iperprotezione e l’ipercura del genitore possono integrare il reato di maltrattamenti. È quanto stabilito da una recente sentenza della Cassazione [1], che ha confermato la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione nei confronti di una mamma di Ferrara che aveva riempito di eccessive attenzioni il figlio di sei anni, ritardandone la regolarità dello sviluppo. Secondo i giudici, la signora Elisa G., in concorso con il nonno del minore, aveva davvero esagerato, ponendo atteggiamenti qualificati dal giudice come eccesso di accudienza. Tali condotte erano consistite, per esempio, nell’impedimento al bimbo di rapporti con coetanei, nell’esclusione dalle attività inerenti la motricità, anche quando organizzate dalla scuola. La donna aveva inoltre indotto nel figlio la rimozione della figura paterna, costantemente dipinta in termini negativi, fino a impedirgli di utilizzare il cognome del padre. E proprio quest’ultimo aveva denunciato il caso.

La Suprema Corte ha precisato che, sebbene possibile che inizialmente madre e nonno abbiano agito in buona fede, sia pur secondo una falsa conoscenza della metodiche educative, isolando il bambino nelle sicure mura domestiche, in seguito hanno sbagliato nel perseverare.

La sentenza della Corte coglie ai punti estremi un problema che, nella sua sostanza, è tutt’altro che estremo. La preoccupazione mammifera è un’onda nera che dilaga per la nostra società. Non c’è bimbo che non rischi di rimanere schiacciato dal peso del «poverinismo» genitoriale. Di alibi in alibi, stiamo procreando generazioni di debosciati sotto teca, con genitori trasformati in scudi umani. Ma si fa davvero il bene dei figli? O li si lascia impreparati alla vita, alle relazioni, incapaci di camminare da soli? Seppur l’ansia delle mamme, nella quasi totalità dei casi, nasce a fin di bene, si trasforma spesso in un male contemporaneo, una diffusa bambocceria che toglie ambizioni  e coraggio ai nostri giovani.

di MARIA VALENTINA MITTIGA


note

[1] Corte di Cassazione, sent. n. 36503/11.


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3 Commenti

  1. Articolo completo, conciso, preciso che può dare “adito” davvero ad un vivace e “feroce” dibattito in materia.

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