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Lo sai che? Che cos’è la quota disponibile?

Lo sai che? Pubblicato il 29 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 aprile 2017

Quota disponibile: definizione, caratteristiche ed ammontare della stessa. Gli effetti sugli eredi legittimari.

Secondo la legge italiana, alla morte di una persona ci sono alcuni soggetti che non possono essere esclusi totalmente dalla successione ereditaria. In altri termini, neanche le ultime volontà del defunto, se espresse in un valido testamento, possono destinare il patrimonio in esame, senza considerare in alcun modo quelli che, tecnicamente, sono definiti gli eredi legittimari.

Questi, secondo la legge, sono i discendenti, il coniuge e gli ascendenti del defunto, al quale è riservata una quota minima del patrimonio del medesimo: il restante, invece, potrà essere liberamente devoluto a chiunque.

La decritta “quota libera” è chiamata quota disponibile. Vediamone insieme le caratteristiche.

Che cos’è la quota disponibile?

Come accennato in precedenza, la quota disponibile corrisponde a quella parte di patrimonio che il defunto può liberamente destinare a chiunque, indipendentemente dalla presenza o meno dei discendenti, del coniuge o degli ascendenti, alla morte del medesimo. L’ammontare della stessa varia a seconda del grado di parentela e del numero degli eredi legittimari.

Ebbene, ponendo il caso che una persona, titolare di un certo patrimonio, voglia fare un testamento olografo (cioè scritto a mano, con tanto di data e firma autografa), quale quota dei propri beni potrà devolvere a un amico oppure a maggior favore di un figlio ed a scapito del proprio coniuge?

A quanto ammonta la quota disponibile?

Come accennato in precedenza, la quota disponibile varia a seconda del tipo di erede legittimario e del numero degli stessi [1]:

  • Se al defunto succede un solo figlio, può liberamente destinare la metà del proprio patrimonio;
  • Se al defunto succedono più figli, può liberamente destinare 1/3 del proprio patrimonio;
  • Se al defunto succede un solo figlio insieme al coniuge, può liberamente destinare 1/3 del proprio patrimonio;
  • Se al defunto succedono più figli insieme al coniuge, può liberamente destinare 1/4 del proprio patrimonio;
  • Se al defunto succede solo il coniuge, può liberamente destinare la metà del proprio patrimonio;
  • Se al defunto succedono solo gli ascendenti (quindi in mancanza di discendenti e coniuge), può liberamente destinare 2/3 del proprio patrimonio.

È bene sapere, inoltre, che sono eredi legittimari anche i figli adottivi, quelli naturali (ad esempio, quelli nati da una relazione extraconiugale o da un semplice rapporto di convivenza) e, ovviamente, quelli nati da un precedente matrimonio.

Infine, per quanto riguarda il coniuge superstite, la legge [2], stabilisce che al medesimo debba essere riservato il diritto di abitazione sulla residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, anche se si tratta di un bene di proprietà esclusiva del defunto. In tal caso, il valore di tale diritto deve essere calcolato sulla quota disponibile, il cui ammontare sarà quindi condizionato dal tale disposizione normativa.

Come si calcola la quota disponibile?

La quota disponibile, va calcolata sul patrimonio lasciato dal defunto alla sua morte (cosiddette patrimonio residuo), cui vanno aggiunte tutte le donazioni eseguite dal medesimo durante la sua vita. A tutto ciò, occorre  sottrarre le passività, cioè i debiti del caro estinto. In buona sostanza, si tratta di fare un calcolo contabile, ecco perché si dice che si deve operare una riunione fittizia tra i beni rimasti e quelli donati.

Per donazioni bisogna intendere sia quelle in denaro che in beni, sia quelle dirette (attraverso, ad esempio, un atto di donazione avanti al notaio) sia quelle indirette (ad esempio, quando un genitore acquista con i propri soldi una casa ad un figlio oppure quando “vende” a un figlio una casa ad un prezzo simbolico: vedi l’articolo vendita ai figli ed eredità).

Per stabilire il valore delle donazioni ricevute, occorre far riferimento alla data dell’apertura della successione, cioè quella della morte del defunto [3].

Contabilizzato, quindi, il patrimonio del defunto secondo le regole poc’anzi accennate, sarà possibile stabilire la quota disponibile in relazione agli eredi legittimari presenti.

Il predetto calcolo sarà essenziale per verificare che l’eventuale testamento non ha fatto “figli e figliastri” oppure per accertare che le donazioni compiute in vita non hanno leso la quota degli eredi legittimari.

note

[1] Artt 536 e seg. cod. civ.

[2] Art 540 cod. civ.

[3] Art 556 cod. civ.


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