Business | Articoli

Omissione IVA: quando non si va in carcere?

21 Dicembre 2016
Omissione IVA: quando non si va in carcere?

Omissione di versamento IVA: non è penale, ecco quando accade anche se i debiti superano i 250mila euro.

Si configura un omesso versamento IVA quando alla data di scadenza per il versamento dell’acconto questo non sia stato versato. Nei prossimi giorni, dunque, in assenza di pagamenti, sarete “rei” di mancato pagamento relativamente al periodo di imposta 2015.

Le modifiche introdotte alla normativa di settore nel 2015 [1] hanno fatto sì che il reato in questione [2] sanziona ora con la reclusione le omissioni di oltre 250mila euro, non più di 50mila come accadeva precedentemente.

Qual è il periodo di reclusione previsto per omissione versamento IVA?

L’omissione di versamento IVA per 250mila euro punisce con una reclusione da sei mesi a due anni, chiunque non versi l’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo d’imposta successivo.

I casi in cui anche oltre 250mila euro si esclude la reclusione

L’esclusione della reclusione vige anche nel caso in cui prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, il debito comprensivo di sanzioni e interessi venga estinto mediante integrale pagamento del dovuto, anche attraverso conciliazione, adesione o ravvedimento operoso.

Omissione IVA: quando non scatta il penale? 

Ecco allora quali sono i casi in cui non è previsto il penale:

  • omissioni di versamenti inferiori a 250mila euro;
  • ravvedimento operoso;
  • pagamento a seguito della ricezione dell’avviso bonario dell’Agenzia delle entrate;
  • pagamento a seguito della ricezione della cartella da parte di Equitalia.

Per gli ultimi 3 casi, tuttavia, è necessario però che, l’adempimento avvenga prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado.

Se a quella data il debito si dovesse trovare in fase di estinzione, è dato un termine di 3 mesi per eseguire i residui versamenti, mentre il giudice può ulteriormente prorogare tale termine di ulteriori 3 mesi.


note

[1] DLgs 158/2015.

[2] Art. 10 ter del DLgs 74/2000.

Autore immagine: 123rf.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube