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Posso costituire una fondazione per testamento?

12 Apr 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Apr 2017



Una fondazione può essere costituita anche per testamento, con eventuale nomina di un esecutore testamentario per curare la corretta attuazione della disposizione.

È ormai comune a molti, soprattutto ai titolari di patrimoni di una certa consistenza, l’esigenza di dare una destinazione ai propri beni dopo la morte, magari destinandoli a fini lodevoli e che in vita stanno particolarmente a cuore (si pensi ad un facoltoso amante dei cani, che vorrebbe assicurare adeguata cura ai randagi della sua città).

La fondazione soddisfa pienamente questa esigenza, e può trovare origine anche in un testamento, come espressamente previsto dal Codice Civile [1].

In quali modi si può realizzare questa volontà?

Chiunque voglia costituire una fondazione per testamento deve per prima cosa recarsi da un notaio per redigere un testamento pubblico, alla presenza di due testimoni. In alternativa, può redigere egli stesso, di suo pugno, con tanto di data e sottoscrizione, un testamento detto “olografo”, affidandone poi la custodia a una persona di fiducia (questa è una modalità decisamente più economica, dato che saranno poi gli eredi a sopportare i costi per la pubblicazione). Infine, si può scrivere il proprio testamento consegnandolo in una busta chiusa al notaio, che redigerà un verbale di ricevimento di testamento segreto.

La costituzione della fondazione avrà effetto soltanto alla morte del testatore (e i testamenti olografo e segreto andranno pubblicati dal notaio alla presenza di due testimoni e degli eredi).

Che requisiti deve avere la fondazione?

Innanzitutto, occorre precisare che il testatore può sia procedere egli stesso alla costituzione della fondazione, sia incaricarne nel testamento un altro erede, che vi provvederà all’apertura della successione, seguendo comunque i requisiti minimi già indicati che la fondazione deve possedere.

Nel testamento bisogna indicare la denominazione dell’ente (ad esempio, “Fondazione amici a quattro zampe”), lo scopo (ad esempio: la cura dei cani e dei gatti trovatelli del Comune di Cosenza), la sede (come: Corso Mazzini 11), le norme sull’amministrazione e i criteri e le modalità di erogazione delle eventuali rendite (da destinare, ad esempio, all’acquisto di cibo e cucce) [2]. Ma, cosa molto importante, occorre indicare da cosa sia composto il patrimonio, che può essere attribuito alla fondazione nominandola erede, oppure attribuendole un singolo bene o un singolo diritto (in questo caso, siamo in presenza di un legato).

Come ci si può assicurare che la volontà venga attuata?

Il testatore che voglia essere sicuro che, alla sua morte, la sua volontà trovi piena attuazione, può nominare come esecutore testamentario [3] una persona di sua fiducia, che può essere chiamata, altresì, a redigere lo Statuto della fondazione (che è il documento che contiene le norme sul funzionamento dell’ente).

Quali sono gli adempimenti successivi all’apertura della successione?

La fondazione costituita, per poter essere operativa, deve ottenere il riconoscimento, che avviene ad opera del Prefetto, chiamato a verificare il rispetto delle condizioni di legge [4]. Giova ricordare che le fondazioni, al pari delle associazioni e degli enti non riconosciuti, possono accettare l’eredità solo con il beneficio d’inventario [5]: alla dichiarazione di accettare ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale nella cui circoscrizione si è aperta la successione, deve seguire (o precedere) la redazione di un inventario dei beni ereditari. Effetto di tale accettazione è la completa separazione del patrimonio del defunto da quello della fondazione-erede, i cui beni non potranno essere aggrediti dai creditori di quest’ultimo (e viceversa). Il discorso cambia, invece, se la fondazione è soltanto legataria (ossia destinataria di un singolo bene). Il legato, infatti, si acquista senza accettazione (ma vi è facoltà di rinunciarvi), e non comporta comunque alcuna responsabilità per i debiti del defunto [6].

note

[1] Art.14, co. 2, cod. civ.

[2] Art. 16 cod. civ.

[3] Artt. 700 e ss. cod. civ.

[4] D.P.R. n. 361 del 10 febbraio 2000.

[5] Art. 473 cod. civ.

[6] Art. 649 cod. civ.


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