HOME Articoli

News Pensione, niente Ape ai protestati

News Pubblicato il 12 aprile 2017

Articolo di




> News Pubblicato il 12 aprile 2017

Ape volontaria preclusa ai cattivi pagatori, ai protestati, ai pignorati e a chi è eccessivamente indebitato.

La platea dei destinatari dell’ape volontaria continua a restringersi: non saranno molti, difatti, coloro che potranno richiedere l’anticipo pensionistico, considerando le diverse occasioni in cui la banca che eroga il prestito può respingere la richiesta. È quanto emerge dal decreto attuativo sull’ape volontaria, o ape di mercato, che sta per entrare in vigore.

In particolare, l’ape potrà essere negata non solo ai protestati o agli iscritti negli elenchi dei cattivi pagatori, ma anche a chi ha in atto prestiti il cui “peso”, assieme all’ape, supera il 30% della pensione. Insomma, anche un solo finanziamento può precludere l’accesso al beneficio dell’anticipo pensionistico. Ma procediamo per ordine e vediamo quali sono le ultime novità sull’ape.

Ape volontaria: che cos’è

L’ape volontaria, o anticipo pensionistico volontario o di mercato, consiste in un prestito (con natura di credito al consumo) erogato ogni mese da una banca, esente da tassazione, che l’interessato può scegliere di percepire per un determinato periodo, precedente alla maturazione dei requisiti previsti per la pensione di vecchiaia: il periodo non può essere superiore a 3 anni e 7 mesi.

Il finanziamento deve essere restituito nell’arco di 20 anni, con rate di ammortamento mensili: queste rate vengono poi trattenute direttamente sulla pensione, una volta maturata.

Il taeg (tasso annuo effettivo globale) del prestito è pari al 2,75%.

Per coprire il rischio di eventuale premorienza, con successiva impossibilità di restituire il prestito, questo deve essere garantito da una polizza assicurativa obbligatoria: in questo modo, l’impossibilità di restituire il finanziamento non penalizza l’eventuale pensione ai superstiti, che viene quindi pagata regolarmente.

Il pagamento della polizza, però, incide negativamente sulla pensione, così come la restituzione delle rate del prestito, determinando significative penalizzazioni sull’assegno.

Ape volontaria: chi ne ha diritto

Possono richiedere l’Ape volontaria i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni speciali dei lavoratori autonomi), nonché alle forme sostitutive ed esclusive dell’Ago e alla Gestione separata Inps, a condizione che:

  • abbiano compiuto il 63 anni di età;
  • siano in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturino il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi (43 mesi);
  • non siano già titolari di una pensione diretta.

Ape volontaria: i limiti

L’ape volontaria, invece, viene negata se si verifica una delle seguenti situazioni:

  • la pensione futura è di importo inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo, al netto della rata di ammortamento dell’ape: considerato che nel 2017 la rata mensile della pensione minima ammonta a 501,89 euro, l’importo non deve essere inferiore a 702,65 euro per accedere al trattamento;
  • le rate per la restituzione dell’ape volontaria, assieme ad eventuali altre trattenute come la cessione del quinto, superano il 30% della pensione;
  • il richiedente ha esposizioni creditizie scadute o non pagate con «sconfinamenti» di 90 giorni;
  • il richiedente risulta iscritto come «cattivo pagatore» nella Centrale rischi della Banca d’Italia;
  • il richiedente ha pignoramenti in corso o altre procedure di ricomposizione di vecchi debiti;
  • il richiedente ha protesti a proprio carico.

In tutti questi casi, la banca prescelta per erogare l’anticipo pensionistico può rigettare la domanda del candidato; una volta inviata la bocciatura all’Inps per via telematica, decade automaticamente anche la domanda di pensione di vecchiaia già certificata.

Ape volontaria: a quanto ammonta l’assegno

L’ammontare dell’ape volontaria, che può essere erogata non oltre la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, ma per un minimo di 6 mesi, in base al testo del decreto attuativo non può superare il 90% della futura pensione.

In particolare, l’ammontare dell’assegno non può superare:

  • il 90% della pensione, se l’anticipo pensionistico è richiesto per meno di 12 mesi;
  • l’85% della pensione, se l’anticipo pensionistico è tra i 12 e i 24 mesi;
  • l’80% della pensione, se l’anticipo pensionistico è tra i 24 e i 36 mesi;
  • il 75% della pensione, se l’anticipo pensionistico è richiesto per oltre 36 mesi.

Sugli interessi del finanziamento e sui premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, comunque, è riconosciuto un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50% di un ventesimo degli interessi e dei premi complessivamente dovuti.

Questo credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini Irpef ed è recuperato direttamente dall’Inps nella sua qualità di sostituto d’imposta.

Ape volontaria: invio delle domande

Ancora non è stata resa nota la data a partire dalla quale sarà possibile inviare le domande di ape volontaria: comunque, non si dovrebbe andare oltre il mese di maggio.

Nel dettaglio, si dovrà dapprima presentare all’Inps la domanda per ottenere la certificazione del diritto all’anticipo finanziario, attraverso il sito web dell’istituto per chi possiede il pin dispositivo o lo spid (identità unica digitale) di secondo livello, o attraverso un patronato.

Una volta certificato il diritto, l’Inps specificherà anche la misura dell’importo minimo e massimo dell’Ape, calcolato sulla base delle disposizioni dettate dal decreto in corso di emanazione.

A questo punto, le persone interessate  dovranno presentare all’Inps:

  • la domanda di ape;
  • una contestuale domanda di pensione di vecchiaia, da liquidarsi al momento di perfezionamento dei requisiti.

Nella domanda andranno indicati la banca e  l’assicurazione che si assumerà il rischio premorienza: finanziatore e assicurazione dovranno essere scelti tra quelli che aderiranno alle apposite convenzioni che saranno stipulate a breve.

In questi accordi saranno inoltre definiti il tasso di interesse (in base al decreto pari al 2,5% annuo) e la misura del premio assicurativo per premorienza.

 

Ape: estinzione anticipata

L’Ape potrà comunque essere estinta in anticipo, evitando così la penalizzazione sulla pensione.

Se l’interessato riceve, ad esempio, un’entrata imprevista e vuole estinguere il prestito, dovrà comunicare all’Inps l’intenzione di estinguere anticipatamente il debito Ape; l’Inps informerà la banca entro 30 giorni e segnalerà all’iscritto l’entità del debito totale da saldare, mentre l’assicurazione rimborserà al richiedente la parte del premio non goduta, secondo quanto previsto dagli accordi quadro ancora da definire.

L’estinzione anticipata potrebbe anche essere utilizzata dai dipendenti pubblici, considerando che potranno ricevere il trattamento di fine servizio solo dopo aver raggiunto i requisiti della pensione di vecchiaia con le ordinarie decorrenze (anche 24 mesi dopo), non al momento in cui ricevono l’ape.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI