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Lo sai che? I genitori rispondono dei danni causati dal figlio minore?

Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 aprile 2017

Una guida per orientarsi sulla responsabilità dei genitori per  i danni provocati dal figlio minore. 

Alla domanda se i genitori rispondono dei danni causati dal figlio minore si deve dare risposta positiva.

È infatti direttamente la legge [1] a prevedere che i genitori (e anche i tutori) siano responsabili del danno cagionato dai figli minori che abitano con essi e possono essere liberati da questa responsabilità solo se dimostrano di non aver potuto impedire il fatto.

Quindi è possibile innanzitutto affermare che è vero che i genitori rispondono dei danni causati dal figlio minore; é poi altrettanto giusto affermare che questa responsabilità deriva dai doveri di educazione e dai poteri correzione che la legge impone e riconosce ai genitori nei confronti dei figli e che essa trova un limite nell’impossibilità di impedire il fatto.

La legge, infatti, obbliga i genitori ad educare i figli ed attribuisce loro anche il potere di esercitare nei confronti della prole quell’azione repressiva (mai però violenta), preventiva e di controllo finalizzata a correggere ed evitare quelle condotte del minore lesive o potenzialmente lesive della sua o dell’altrui sicurezza e integrità fisica e morale.

Sarà pertanto complesso per un genitore dimostrare di non avere colpa per il fatto ed il conseguente danno provocato dal figlio: la giurisprudenza [2], infatti, ritiene che per dimostrare la mancanza di responsabilità, e quindi di colpa, il genitore dovrebbe dare la dimostrazione di avere fornito al proprio figlio un’adeguata educazione.

Fornire una prova di questo tipo sarà pressoché impossibile non solo perché dimostrare come si sia educato nel corso degli anni un figlio è assai difficile, ma anche perché se si volesse dimostrare che il tipo di educazione impartita è reso evidente dalla condotta del figlio, allora è chiaro che si dovrebbe concludere affermando che con un’educazione adeguata il ragazzo non avrebbe mai commesso quel fatto e provocato quel danno.

Fortunatamente, però, assai spesso i giudici valutano caso per caso e adeguano i principi delle leggi a ciò che in concreto è accaduto (quindi non è sempre automatico che siccome il figlio minore abbia commesso un danno, vi sia colpa del genitore).

I genitori rispondono dei danni causati dal figlio minore, ma la legge riconosce questa responsabilità solo per quanto riguarda le condotte dannose dei figli che convivono con loro: ciò vuol dire che la responsabilità dei genitori non sussiste se il figlio ha commesso un fatto dannoso in un periodo in cui abbia stabilmente abbandonato la dimora dei genitori, mentre invece i genitori resteranno responsabili se il figlio minore dovesse trovarsi in vacanza o da parenti per brevi periodi, oppure se sarà stato abbandonato.

La legge [3] chiarisce che se il figlio minore sia anche incapace di intendere e di volere, del danno che abbia provocato nel momento in cui risultava affidato alla sorveglianza di terzi (ad esempio alla scuola) risponderà solo il soggetto sorvegliante, mentre se il minore è capace di intendere e volere del danno commesso anche quando era affidato a terzi risponderanno solo i genitori (alcune opinioni dottrinarie, però, propendono in questi casi per una responsabilità in solido, cioè sia dei genitori che dei sorveglianti).

In conclusione è doveroso chiarire che i genitori rispondono dei danni causati dal figlio minore in solido tra loro (cioè il danneggiato potrà pretendere l’intero risarcimento da uno o dall’altro genitore), mentre anche il figlio minore, se capace di intendere e volere, potrà essere chiamato a risarcire il danno (ovviamente se titolare di un proprio patrimonio distinto da quello dei genitori) in solido con i propri genitori (il danneggiato, quindi, potrà chiedere di essere interamente risarcito dal figlio minore danneggiante o da ogni singolo genitore).

Se, invece, il figlio minore è incapace di intendere e volere, risponderanno del danno in solido tra loro soltanto i genitori.

note

[1] Art. 2048 Cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 2413 del 2014.

[3] Art. 2047 Cod. civ.


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