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Illegittima segnalazione alla Crif: ho diritto al risarcimento?

18 agosto 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 agosto 2017



Se una banca segnala illegittimamente un soggetto alla Crif, pregiudica la sua attività economica e ne lede la reputazione. Si ha sempre diritto al risarcimento?

Secondo una sentenza del Tribunale di Catanzaro [1], se una banca segnala illegittimamente un soggetto alla Crif, pregiudica la sua attività economica e lede la sua reputazione [2], soprattutto se il soggetto in questione esercita un’attività d’impresa: il discredito che deriva dalla segnalazione, infatti, lo rende, agli occhi degli altri, scarsamente affidabile. Se la segnalazione alla Crif è illegittima, si ha sempre diritto al risarcimento? Cerchiamo di dare una risposta.

La vicenda

Una persona chiedeva la revoca della segnalazione del proprio nominativo presso la Crif, effettuata da una banca, e il risarcimento dei danni.

Crif: cos’è?

La Crif (Centrale Rischi d’Intermediazione Finanziaria) è la società privata che gestisce il Sic (Sistema d’Informazioni Creditizie), una vera e propria banca dati, costituita dalle informazioni provenienti dalle banche e dagli enti finanziatori in genere, che ha l’obiettivo di valutare oggettivamente l’affidabilità del profilo creditizio di un determinato soggetto: se, cioè, è un buon pagatore o meno. Vediamo come funziona.

Se uno di noi chiede un prestito, le relative informazioni sono trasmesse al Sic: ad esempio, viene comunicato se siamo in difetto con la restituzione delle rate o se stiamo pagando regolarmente. In questo modo, la banca dati in questione, se consultata, consente di valutare, in base ai dati in essa contenuti, se siamo o no dei buoni pagatori. Dopo un certo periodo di tempo, i dati presenti nel Sic vengono cancellati;  nel dettaglio:

  • finanziamento in corso d’istruttoria : dopo 6 mesi dalla data della richiesta del prestito ;
  • finanziamento rifiutato o alla cui concessione si è rinunciato : dopo 1 mese dal rifiuto o dalla rinuncia ;
  • finanziamento rimborsato correttamente: dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito;
  • pagamento ritardato di una o due rate: dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, ma a condizione che nel predetto periodo, i versamenti siano stati sempre regolari;
  • pagamento ritardato di tre o più rate: dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a patto che nel predetto periodo, i versamenti siano stati sempre regolari;
  • finanziamenti non restituiti o con morosità grave: dopo 36 mesi dalla data di estinzione del prestito, così come prevista originariamente, o dalla data in cui la banca o la finanziaria ha inviato l’ultimo aggiornamento dei dati creditizi.

Se i dati segnalati non sono corretti o sono stati segnalati in modo improprio, il titolare ne può chiedere la correzione o la cancellazione, tramite due modi:

  1. rivolgendosi direttamente alla banca, che ha operato la trasmissione dati da modificare;
  2. inoltrando la richiesta direttamente alla Crif, la quale chiederà la dovuta verifica all’istituto finanziario responsabile che vi provvede entro 15 giorni.

Crif: cosa determina una segnalazione illegittima?

Se la segnalazione alla Crif viene effettuata illegittimamente, ciò determina un danno morale all’immagine e alla reputazione. Nel sistema creditizio bancario, infatti, il nome del cittadino/imprenditore segnalato è associato all’immagine di “cattivo pagatore“. Il risultato sarà che le altre banche chiedono il rientro immediato delle loro posizioni di credito (in parole povere, chiedono subito indietro i soldi prestati) oppure rifiutano le richieste di finanziamento del cittadino perché già segnalato (se una persona chiede un prestito non glielo danno). Oppure, può succedere che un soggetto che abbia bisogno di un prestito o di un finanziamento, non può o non riesce ad ottenerlo in tempi congrui, perché inserito in una lista nera come cattivo pagatore.

Il problema è che non sempre le segnalazioni si rivelano legittime.

A tal proposito, si ricorda che il soggetto che intende effettuare in maniera corretta la segnalazione nella Centrale Rischi di un cliente deve adempiere a precisi obblighi, ispirati a perizia, prudenza e diligenza. Per prima cosa, deve verificare che la non solvibilità del cliente non consista in un semplice inadempimento, ma sia il risultato di altri fattori: ad esempio, la sussistenza di protesti, procedure esecutive in corso (fallimenti, concordati preventivi), ecc. La banca che segnala, poi, deve informare il debitore per iscritto, in maniera chiara e puntuale con raccomandata, in modo tale da metterlo in condizione di pagare il suo debito prima che si verifichi la segnalazione, riuscendo così ad evitarla.

Perché possa configurarsi un danno non patrimoniale a carico del soggetto segnalato, questi deve provare la lesione subita, dimostrando di godere della reputazione di buon pagatore e chiedendo la cancellazione immediata

note

[1] Trib. Catanzaro, sent. n. 449 del 13.03.2017.

[2] Cass. sent. n. 15609 dello 09.07.2014.

Fonte della sentenza: lesentenze.it

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