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Lo sai che? Casa in affitto e pignorata: si pagano le tasse

Lo sai che? Pubblicato il 12 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 12 aprile 2017

La casa pignorata può essere data in affitto solo su consenso del tribunale; i canoni di locazione vengono incassati dal custode mentre il proprietario pignorato ci paga le tasse.

Chi ha la casa pignorata non la può dare in affitto senza il consenso del tribunale. Se lo fa, il contratto resta valido ma i canoni di locazione vengono incassati dal custode che li utilizzerà per pagare i creditori poco alla volta. In ogni caso, su tali canoni il proprietario dell’immobile, benché pignorato, ci deve ugualmente pagare le tasse. Questo perché egli comunque trae un vantaggio da tali somme, che vanno a decurtare i debiti contratti. Lo ha chiarito la Commissione tributaria provinciale di Cremona con una recente sentenza [1]. Ma procediamo con ordine.

Se hai letto il nostro articolo Si può dare in affitto una casa pignorata? avrai un’idea molto chiara di quale sia la sorte del contratto di locazione stipulato dal proprietario di una casa prima o dopo che, sulla stessa, sia stato avviato un pignoramento immobiliare. Ricorderemo, in questa sede in modo molto sintetico, che se il contratto è anteriore alla trascrizione del pignoramento, esso è valido e l’inquilino può rimanere nell’appartamento a condizione che l’affitto sia registrato, sia trascritto nei pubblici registri immobiliari e il canone di locazione non sia inferiore a un terzo rispetto al prezzo di mercato.

Se invece la locazione è posteriore al pignoramento essa va sempre autorizzata dal giudice dell’esecuzione forzata ed i canoni versati dall’inquilino verranno ripartiti dai creditori. Anche in assenza, però, dell’ok del tribunale la locazione resta valida, ma i canoni passano comunque in mano al custode giudiziario.

Una volta che i canoni di affitto non passano dalle mani del proprietario, ci si potrebbe attendere che questi non sia neanche tenuto a indicarli nella dichiarazione dei redditi per non andare ad aumentare la base imponibile dell’Irpef. E invece non è così: secondo la sentenza in commento – che richiama un precedente di identico tenore della Cassazione [2] – il proprietario dell’immobile pignorato deve pagare le tasse sull’affitto anche se è il custode che incassa il relativo canone. In base all’attuale legge [3], infatti, i redditi fondiari vanno sempre imputati al proprietario dell’immobile. Del resto, è solo quest’ultimo ad avvantaggiarsi di tali proventi: egli infatti si giova del reddito della casa (anche quando non la utilizza direttamente) in quanto concorre al soddisfacimento dei suoi debiti.

Pertanto, la circostanza che il custode percepisca i canoni dei contratti di locazione degli immobili pignorati non esclude l’obbligo di pagamento della relativa Irpef da parte del proprietario di tali immobili.

note

[1] Ctp Cremona, sent. n. 27/3/17.

[2] Cass. sent. n. 5736/2014.

[3] Art. 26 dpr n. 917/86.

Autore immagine: 123rf com


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