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Il ricorso tributario sospende l’esecuzione della cartella?

13 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2017



Ho impugnato alcune cartelle esattoriali con ricorso in Commissione Tributaria: il ricorso sospende l’esecuzione? Equitalia o l’Agenzia delle Entrate possono riscuotere le imposte anche se pende il giudizio?

La presentazione del ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria non comporta automaticamente la sospensione degli atti impugnati. Ciò vuol dire che, se si tratta di atti impositivi (avvisi di accertamento, cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento ecc.) questi, essendo dotati di esecutività, possono essere portati, appunto, ad esecuzione da parte dell’ente creditore o esattore.

La legge prevede che nelle ipotesi in cui è prevista la riscossione frazionata in pendenza di giudizio, anche in deroga a quanto previsto dalle singole leggi di imposta, il tributo con i relativi interessi, deve essere versato:

  • per 2/3, dopo la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che respinge il ricorso;
  • per l’ammontare risultante dalla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, e comunque non oltre i due terzi, se la stessa accoglie parzialmente il ricorso;
  • per il residuo ammontare determinato nella sentenza della Commissione Tributaria Regionale.

Inoltre, a decorrere dal 1° giugno 2016, in caso di ricorso per Cassazione, il tributo deve essere versato:

  • per l’ammontare dovuto nella pendenza del giudizio di primo grado, dopo la sentenza della Corte di Cassazione di annullamento con rinvio;
  • per l’intero importo indicato nell’atto originariamente impugnato, in caso di mancata riassunzione.

Discorso a parte meritano le sanzioni. Difatti le sanzioni amministrative, in presenza di ricorso, non possono essere riscosse, a prescindere dalla tipologia di tributo cui si riferiscono.

I suddetti limiti di riscossione dei tributi in pendenza di giudizio riguardano le controversie relative ad atti impositivi, di liquidazione, di irrogazione sanzioni e di riscossione. Non si applicano invece alle controversie concernenti il diniego espresso o tacito alla restituzione di tributi e relativi accessori pagati spontaneamente; in questi casi l’Amministrazione è obbligata ad effettuare il rimborso soltanto in esecuzione di sentenze passate in giudicato.

Come sospendere la riscossione dei tributi durante il giudizio

La sospensione dei tributi, in pendenza di ricorso, non è automatica ma può essere ordinata dal giudice tributario su richiesta del contribuente. Quest’ultimo deve tuttavia dimostrare la fondatezza delle proprie contestazioni (cosiddetto fumus boni iuris) e il pericolo di un danno grave e irreparabile (cosiddetto periculum in mora) discendente dalla riscossione in pendenza di giudizio.

La sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato può essere chiesta con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificata alle altre parti e depositato in segreteria.

La sospensione ha natura cautelare, può anche essere parziale e può essere subordinata alla prestazione di idonea garanzia.

Gli effetti della sospensione cessano dalla data di pubblicazione della sentenza di primo grado. In caso di mutamento delle circostanze la commissione, su istanza motivata di parte, può revocare o modificare il provvedimento cautelare prima della sentenza.

Immediata esecutività sentenze di condanna

Si precisa che le sentenze di condanna al pagamento in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso avverso gli atti relativi alle operazioni catastali sono immediatamente esecutive.

Il pagamento delle somme di importo superiore a 10.000,00 euro, diverse dalle spese di lite, può essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia; in caso di mancata esecuzione della sentenza il contribuente può chiedere l’ottemperanza.

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