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A che distanza devono stare i condizionatori in un palazzo?

13 aprile 2017


A che distanza devono stare i condizionatori in un palazzo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 aprile 2017



Non ci sono distanze minime per i condizionatori amovibili, così come i relativi tubi, considerati ormai necessari per godere del proprio appartamento.

I condizionatori d’aria sono ormai un elemento essenziale delle nostre case, tanto essenziale che nessuno bada più alla loro presenza sulle facciate degli edifici, con tutti i tubi in bella vista: un elemento che, per quanto scontato, può tuttavia apparire, a un occhio attento, un pugno all’estetica della facciata dell’edificio. Senza contare la propagazione dei rumori che, nel caso in cui i condizionatori siano particolarmente vecchi o tenuti in uno stato di manutenzione precario, possono infastidire il vicino di casa. Così, potrebbe sorgere il problema relativo a quale distanza devono stare i condizionatori in un palazzo per non dare fastidio e, nello stesso tempo, rispettare i limiti legali imposti dal codice civile. Di questo si è occupata una recente sentenza della Corte di Appello di Palermo [1], fornendo un interessante parere favorevole alla presenza degli impianti di aria condizionata e riscaldamento montati sulla facciata di un edificio condominiale. Le grosse scatole del caldo/freddo sono da considerare – secondo la pronuncia – un elemento essenziale al godimento delle abitazioni, e con loro anche i tubi a vista sulla facciata, tanto che non se ne può ordinare lo smantellamento benché vicini l’uno con l’altro.

I giudici siciliani di secondo grado, a cui è stato appunto posto il quesito «a quale distanza devono stare i condizionatori in un palazzo», hanno detto che la disciplina delle distanze legali prevista dal codice civile [2] – disciplina in base alla quale le costruzioni devono rispettare almeno tre metri l’una dall’altra – non si applica ai condizionatori in quanto apparecchiature amovibili, di dimensioni ridotte rispetto all’ampiezza dell’area circostante.

Per la Corte d’Appello di Palermo, la presenza dei condizionatori nelle case in condominio «è ormai divenuta necessaria se non addirittura indispensabile». Inoltre le norme sulle «distanze minime tra le costruzioni» non sono applicabili agli apparecchi, visto il loro carattere non fisso.

Stesso discorso per quanto riguarda le tubature sulla facciata: sebbene il codice civile [3] impone il passaggio dei tubi ad una distanza di un metro dal confine, tale norma può essere limitata dalla necessità del proprietario dell’immobile di dotare il proprio appartamento di un impianto di condizionamento indispensabile per la vivibilità degli ambienti domestici.

Non è neanche corretto – chiosa la sentenza – ritenere che il passaggio dei tubi sulla facciata «possa alterare l’estetica dell’edificio, considerato il modesto diametro ed il breve tratto interessato rispetto all’estensione dell’intero prospetto dell’edificio» [4].

note

[1] C. App. Palermo sent. n. 269/17 del 15.02.2017.

[2] Art. 907 cod. civ.

[3] Art. 889 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 8857/2015.

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1 Commento

  1. Condizionatore sotto la finestra della mia camera da letto….d’estate il mio vicino accende il Condizionatore….di giorno mi ca anche bene , naturalmente la notte non lo sopporto proprio il rumore che mi porta via sonno e pazienza….come posso fare per evitare di litigare…..grazie

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