Ape sociale, lavori faticosi negli ultimi 7 anni

13 Aprile 2017 | Autore:
Ape sociale, lavori faticosi negli ultimi 7 anni

Accesso all’Ape sociale: gli addetti ai lavori faticosi e pesanti potranno risultare con periodi d’inattività non superiori a 12 mesi.

Si amplia, anche se di poco, la platea dei destinatari dell’Ape sociale: in base agli ultimi “ritocchi” al decreto attuativo in materia, difatti, per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti basterà essere stati occupati in una di queste attività per 6 anni, prendendo a riferimento gli ultimi 7 anni a partire dalla data della domanda, per accedere all’anticipo pensionistico a carico dello Stato.

In buona sostanza, anche se negli ultimi 6 anni di lavoro risultano dei periodi d’inattività, se questi non superano i 12 mesi e complessivamente, nell’arco dei 7 anni che precedono la domanda di Ape sociale, risultano comunque 6 anni di lavori faticosi e pesanti, l’accesso all’Ape sociale è consentito.

Questa novità va a vantaggio di coloro che hanno interrotto per brevi periodi l’attività lavorativa, ad esempio chi ha alle spalle delle pause tra un contratto e l’altro: certamente, l’elasticità concessa dal decreto è limitata, in quanto si deve risultare addetti ai lavori faticosi per almeno 6 anni negli ultimi 7. Tuttavia, è pur sempre, per quanto piccola, un’apertura a vantaggio degli addetti ai lavori faticosi e rischiosi.

Ma chi sono questi lavoratori, quali attività devono aver esercitato e quanti anni di contributi devono possedere, per accedere all’Ape sociale? Facciamo il punto della situazione, iniziando dalla misura dell’anticipo pensionistico, per capire meglio.

Ape sociale: che cos’è

L’Ape sociale è un’indennità che spetta fino al conseguimento dei requisiti necessari alla pensione di vecchiaia: è destinata ad alcune categorie di lavoratori tutelati che sono in possesso di un minimo di 63 anni di età e di 30 anni di contributi, o di 36 anni di contributi, se addetti ai lavori usuranti, faticosi e pesanti.

L’Ape sociale, a differenza della cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico ma non un prestito bancario: difatti, è erogata direttamente dallo Stato e non comporta trattenute sulla futura pensione.

Ape sociale: beneficiari

Possono accedere all’Ape sociale i lavoratori che abbiano già compiuto, come anticipato, 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa, non siano già titolari di pensione diretta, e siano in possesso di  un minimo di 30 anni di contributi, se appartenenti a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti, cioè per coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale: ammontare dell’assegno

La prestazione mensile spettante per i beneficiari dell’Ape sociale viene determinata secondo il normale criterio di calcolo della pensione, ma il suo importo non può comunque superare i 1.500 euro lordi. La legge di bilancio 2017 non esplicita, come nel caso dell’Ape volontaria, che il trattamento sia esentasse: pertanto, l’Ape sociale dovrebbe essere sottoposta all’ordinaria tassazione Irpef come qualsiasi reddito di lavoro dipendente o pensione.

L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità e la tredicesima non spetta.

Ape sociale: incompatibilità

L’Ape sociale è incompatibile con la percezione di prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

  • con la Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
  • con l’Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
  • con l’indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

È invece compatibile:

  • con attività lavorativa dipendente o parasubordinata, se il reddito che ne deriva non supera 8.000 euro all’anno;
  • con attività di lavoro autonomo, se il reddito che ne deriva non supera 4.800 euro annui.

Inoltre, si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

Ape sociale: domanda

Per quanto riguarda la domanda di Ape sociale, salvo ritardi ci saranno due finestre entro le quali sarà possibile presentarla:

  • la prima si aprirà dal 1° maggio al 30 giugno;
  • la seconda dal 1° luglio al 30 novembre.

Il decreto attuativo sull’Ape sociale, in corso di emanazione, dovrà poi:

  • definire le modalità attuative della prestazione;
  • fissare le procedure per accertare il diritto all’indennità;
  • dettare le istruzioni relative alla predisposizione della documentazione necessaria per la trattazione delle diverse fasi dell’istruttoria amministrativa e decisionale.


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