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Lo sai che? Salatini, nocciole, patatine e mandorle al bar: regole di igiene

Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 aprile 2017

Norme per un aperitivo conforme a igiene e a legge: la normativa sugli stuzzichini al bar. Patatine, arachidi, mandorle, pistacchi e altri salatini non vanno riciclati.

Chi non si è mai seduto al bar per prendere un aperitivo senza mangiare qualche salatino, mandorle, arachidi, nocciole e noccioline, pistacchi e olive! Gli stuzzichini sono ormai una componente necessaria dei cocktail e, anzi, la concorrenza gioca proprio su questi “corollari” alle bevande (anche per quelle alcoliche). Che si tratti o meno di una pratica studiata per aumentare la sete dei clienti, una cosa è certa: un aperitivo che si rispetti non può tralasciare salatini e noccioline. Che, comunque, immancabilmente finiscono sul conto del cliente, benché spacciati come un servizio “offerto gentilmente” dal ristoratore.

Ma quali sono le regole di igiene che deve seguire il bar per garantire la sicurezza dei propri clienti? Siamo proprio sicuri che, nella ciotola che ci viene servita, non siano finite mani sporche di altri avventori? Chi ci garantisce che, a rovistare tra le noccioline nel barattolo non siano state le dita di chi, dopo essere andato al bagno, non si è adeguatamente pulito?

Non esiste una legge dedicata ai salatini, noccioline e patatine; restano le regole generali per i ristoratori e i somministratori di cibi e bevande. Regole che impongono all’esercente del bar di prestare massima attenzione alla qualità igienica degli stuzzichini serviti per accompagnare la bevanda così come per tutti gli altri prodotti.

La prima regola è quella del rispetto della temperatura di conservazione per evitare proliferazione batterica.

Salatini e noccioline non possono inoltre essere serviti in recipienti sfusi dove ciascuno attinge con le proprie mani senza l’ausilio almeno di un cucchiaino pulito, che deve essere cambiato per ogni cliente e non può essere utilizzato nuovamente per altri tavoli.

Anche gli stessi stuzzichini non possono essere “riciclati” di tavolo in tavolo e vanno tolti dagli imballaggi solo al momento dell’ordinazione del cliente.

Salatini, patatine e noccioline vanno poi conservati in vetrine o reparti con le opportune protezioni per evitare contaminazioni esterne ed accidentali come ad esempio mosche, insetti, polvere ecc.

Se ci accorgiamo che non vengono rispettate queste regole, possiamo chiedere l’intervento dell’Asl o dei Nas che provvederanno ad eseguire gli opportuni controlli.

Ma cosa dice la giurisprudenza? La Corte di Giustizia UE [1] ha ritenuto non appropriato il provvedimento sanzionatorio emesso dalle autorità di controllo austriache per non aver verificato se i commercianti interessanti avessero o meno valutato il rischio contaminazione e l’adeguatezza delle eventuali contromisure prese. In altre parole, occorre  – secondo il principio dell’autocontrollo dell’operatore del settore alimentare – che le autorità di controllo verifichino se l’operatore ha valutato il rischio e se le misure adottate siano adeguate (e non la semplice esistenza del rischio).

note

[1] C. Giust. UE sent. Albrecht, 06.10.2011: «il fatto che un potenziale cliente possa avere teoricamente toccato a mani nude gli alimenti in vendita … non consente, di per sé, di constatare che tali alimenti non sono stati protetti da qualsiasi forma di contaminazione atta a renderli inadatti al consumo umano» (Albrecht, 06.10.2011).


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