HOME Articoli

Lo sai che? A chi rivolgersi per problemi con anziani?

Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2017

Assistenza domiciliare, ricovero temporaneo o definitivo: cosa fare e che diritti si hanno quando c’è un anziano in casa con problemi di demenza o Alzheimer.

Si sa che a una certa età i problemi si amplificano. Non tanto come numero, ma come gravità perché, nella maggior parte dei casi, sono legati alla salute che viene a mancare. E a volte, non si sa a chi rivolgersi per i problemi con gli anziani: demenza, Alzheimer, anche una (apparentemente) semplice situazione di non autosufficienza.

I figli devono, comunque, portare avanti la loro vita, il loro lavoro, pur non trascurando i problemi dei genitori anziani. Anche perché hanno l’obbligo legale di occuparsi di loro, altrimenti incorrerebbero nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [1]. Cosa fare, allora? A chi rivolgersi? Dipende dal problema. Ed è quello che vedremo di seguito, cercando di individuare la soluzione migliore per ogni tipo di situazione.

A chi rivolgersi per problemi di demenza degli anziani

La demenza senile è uno dei problemi degli anziani più comuni, raggiunta una certa età. Ma anche uno dei più complicati da affrontare. Perché l’anziano non ha una malattia grave, ma ha una malattia seria. Capisce e non capisce. I figli, ad un certo punto, non sanno quanto l’anziano non si renda conto di quello che fa o quanto, a volte, abbia di proposito un certo comportamento per attirare l’attenzione. I suoi atteggiamenti cambiano, la sua irritabilità aumenta. Spesso è disorientato. La memoria recente piano piano scompare. Il risultato è un rapporto con l’anziano problematico e frustrante. A chi rivolgersi per problemi di demenza dell’anziano?

Può sembrare banale, ma la prima cosa da fare quando si avvertono questi primi sintomi è accertarsi che il problema dell’anziano sia quello della demenza senile e che non si tratti di qualcosa di più grave (un morbo di Alzheimer, per esempio).

A chi rivolgersi? Al medico di base che ha in cura l’anziano. Dovrà prescrivere alcuni esami strumentali in grado di aiutare ad individuare la diagnosi di demenza: una Tac o una risonanza magnetica del cervello sarebbero sufficienti. Ma, se proprio si vuole approfondire di più la situazione, si può chiedere anche una Spect, cioè la tomografia computerizzata ad emissione di fotone singolo. Terminologia complicata che, in realtà, ha uno scopo molto semplice: determinare il grado di demenza dell’anziano valutando il flusso di sangue al cervello per individuare la possibile cura.

Che cosa fare se l’anziano soffre di demenza?

La decisione da prendere quando al genitore anziano viene diagnosticata una demenza senile può variare sia in base alla gravità della malattia sia in base agli impegni quotidiani dei suoi familiari.

Se lo stadio della demenza senile consente di tenere l’anziano a casa, ci sono degli accorgimenti che possono evitare di rivolgersi ad una struttura esterna. Ad esempio:

  • creare per l’anziano un ambiente sicuro e tranquillo;
  • mantenere un orario regolare per pasti o attività giornaliere, in modo da non creargli confusione;
  • affidare all’anziano dei compiti molto semplici che possa svolgere in autonomia;
  • tenere nella sua casa degli orologi in vista, in modo che possa orientarsi meglio;
  • tenergli a portata di mano dei numeri di telefono a cui chiamare in caso di necessità, affinché non debba cercarli da solo rischiando che non si ricordi dove trovarli.

Si può ricoverare un anziano che soffre di demenza?

Ma se lo stadio della malattia è più avanzato, a chi rivolgersi per i problemi con l’anziano che soffre di demenza?

In questo caso, ci potrebbero essere le condizioni per un ricovero in una Rsa, ovvero in una Residenza sanitaria assistenziale, indipendentemente dall’età. Fattori come una malattia che possa avere delle conseguenze prolungate nel tempo e che provochi una perdita progressiva dell’autonomia del soggetto (la capacità di mangiare da solo o di camminare, oppure l’incontinenza).

Se ne deduce che questi anziani avranno un bisogno permanente di cure sanitarie. Che cosa fare, allora, e a chi rivolgersi?

L’anziano dovrà essere visitato da un medico dell’Asl di competenza territoriale per ottenere il certificato di non autosufficienza in cui viene segnato il grado di gravità della malattia. Con quel certificato, il parente dovrà contattare il Servizio sociale del Comune di residenza per fissare un appuntamento a domicilio, nel corso del quale bisognerà presentare la valutazione diagnostica in originale e in copia, l’eventuale certificato di invalidità ed il modello Isee.

Spetterà al Servizio sociale decidere se optare per un ricovero diurno, per l’assistenza domiciliare o per un ricovero in una Rsa disponibile.

Se il paziente è in grado di farlo (cioè se le sue condizioni ancora glielo permettono) può decidere quando farsi ricoverare. Ai suoi parenti verrà riconosciuto un rimborso forfettario delle spese sostenute purché prestino servizio di volontariato nella struttura in cui l’anziano viene ricoverato.

Il voucher demenze

C’è da ammettere che il nome fa venire un certo brivido, ma questo è, e così ce lo dobbiamo tenere: il voucher demenze è rivolto ai pazienti con diagnosi di demenza certificata da uno specialista in fase iniziale (cioè quando si presentano principalmente problemi cognitivi e di comportamento e non ancora sintomi clinici) e alle loro famiglie. Può richiedere questo servizio la famiglia che si trova in difficoltà a gestire la situazione di un anziano e che ha bisogno di aiuto per affrontarla.

Va da sé che il paziente non deve ricevere altri aiuti e non deve essere seguito da altri servizi sul territorio.

A chi rivolgersi per ottenere il voucher demenza? (Ogni volta che lo scrivo mi viene quel certo brivido.) Al medico di famiglia, che lo farà attivare dopo avere ricevuto una relazione dell’assistente sociale del Comune di residenza del malato. La famiglia può chiederlo anche direttamente all’assistente sociale oppure all’Asl di competenza.

A chi rivolgersi per problemi con anziani malati di Alzheimer

Chi, invece, ha in famiglia un anziano con il morbo di Alzheimer ha diritto ad avere la possibilità di ricoverarlo a spese del Servizio sanitario nazionale. E’ la Corte di Cassazione a stabilire che, in questo tipo di patologia, sono si possono separare le attività socio-assistenziali da quelle sanitarie e che, quindi, l’anziano con problemi di Alzheimer deve avere «prestazioni totalmente a carico del Ssn» [2].

A nulla serve (o dovrebbe servire) il fatto che Regioni o Comuni dispongano in modo diverso. La Suprema Corte sancisce in modo ben preciso che «il diritto alla salute è protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana». Il diritto aggiunge anche che «ogni promessa di pagamento da parte dei familiari al momento del ricovero è da ritenersi nulla» e che non è possibile alcuna rivalsa nei confronti dell’anziano o dei parenti se, nel frattempo, il congiunto fosse deceduto.

I familiari dell’anziano malato di Alzheimer a cui viene chiesta l’integrazione della retta, devono rivolgersi ai Servizi sociali del Comune di residenza, per verificare chi se ne può fare carico. E’ opportuno anche inviare alla Rsa una lettera di recesso dall’impegno sottoscritto in cui si comunica che nulla più verrà pagato. Se la struttura minacciasse le dimissioni dell’anziano, sarebbe opportuno ricordarle che potrebbe incorrere nel reato di abbandono di persone incapaci [3].

Allora, a chi rivolgersi per problemi con gli anziani malati di Alzheimer?

Per accedere ai servizi di assistenza che si occupano di questo tipo di malattia, bisogna rivolgersi a:

  • il medico curante per quanto riguarda i servizi sanitari e socio-sanitari;
  • l’assistente sociale del Comune di residenza per i servizi socio-assistenziali;
  • il Centro di assistenza domiciliare presso il Distretto socio-sanitario.

Ciascuno di questi interlocutori sarà in grado di consigliare la soluzione migliore per l’assistenza all’anziano malato di Alzheimer.

L’assistenza domiciliare integrata all’anziano malato di Alzheimer

L’assistenza domiciliare agli anziani malati di Alzheimer si divide in due tipi: quello sanitario e quello sociale. Il primo è un servizio gratuito erogato dall’Asl a persone con patologie croniche in fase avanzata e con elevati livelli di dipendenza, quindi anche agli anziani malati di Alzheimer. Vengono erogate prestazioni mediche, infermieristiche, riabilitative e socio-assistenziali presso il domicilio del paziente. A chi rivolgersi per attivare il servizio? Al proprio medico curante.

L’assistenza domiciliare di tipo sociale, invece, non prevede delle prestazioni sanitarie ma soltanto quelle di natura socio-assistenziale mirate a consentire la permanenza dell’anziano nel normale ambiente di vita e di ridurre il ricorso al ricovero in strutture residenziali.

Le principali prestazioni erogate dal Servizio di Assistenza Domiciliare sono:

  • l’aiuto per la cura della persona (igiene personale);
  • l’aiuto per la gestione della casa (pulizie, commissioni e spese);
  • il sostegno per lo svolgimento delle attività quotidiane;
  • l’aiuto per il mantenimento dei rapporti con vicini ed amici.

Il servizio è gratuito per i nuclei familiari al di sotto di una certa soglia di reddito Isee, mentre è prevista la compartecipazione alla spesa delle famiglie che eccedono dai parametri stabiliti dalle Amministrazioni comunali.

Altre prestazioni socio-assistenziali a domicilio sono i buoni sociali, cioè i contributi economici per le famiglie che hanno a carico, erogati in base ad un tetto limite dell’indicatore Isee, ed i pasti a domicilio, qualora fossero previsti nel Comune di residenza.

A chi rivolgersi per un ricovero temporaneo

I servizi sociali del Comune di residenza possono valutare la possibilità di un ricovero temporaneo dell’anziano con problemi di Alzheimer. Viene chiamato anche «ricovero di sollievo», con una durata compresa tra 15 e 30 giorni presso strutture residenziali (Rsa). Questa prestazione è compatibile con le altre, in quanto non è definitiva. Concede ai familiari dell’anziano di prendere un respiro per poi farsi di nuovo carico di lui.

A chi rivolgersi per un ricovero presso una Rsa di un anziano con Alzheimer

Altra possibilità, per affrontare i problemi con anziani malati di Alzheimer, è quella del ricovero presso una Rsa, cioè una Residenza sanitaria assistenziale, quella che una volta veniva chiamata casa di riposo. Si tratta di un ricovero temporaneo o definitivo per gli anziani che non possono più essere assistiti a domicilio. A chi rivolgersi in questo caso?

I familiari del paziente devono presentare la domanda direttamente alla struttura individuata tra quelle accreditate dalla propria Regione oppure presso il Centro unico di prenotazioni (il Cup).

Come detto in precedenza, la Cassazione ha stabilito che le rette devono essere a carico del Servizio sanitario nazionale.

Diritti degli anziani con problemi e dei loro familiari

Infine, ecco a chi rivolgersi per problemi con anziani quando si ha bisogno di ottenere un aiuto economico per la loro assistenza o per difendere i diritti sia dell’anziano sia dei familiari che lo hanno in carico.

L’amministrazione di sostegno

La legge [4] sostiene gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, dando ai familiari che hanno a carico un anziano con problemi una possibilità in più per garantire la sua tutela attraverso la nomina di un amministratore di sostegno. Rappresenta , in questo caso, il parente in alcuni atti della vita decisi dal giudice tutelare con apposito decreto.

L’indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento [5] viene riconosciuta quando il paziente non ha la possibilità di deambulare in modo autonomo ed ha bisogno, quindi, dell’aiuto costante di un accompagnatore oppure è una persona che ha bisogno di assistenza continua perché non più in grado di assolvere alle normali azioni quotidiane della vita.

A chi rivolgersi? All’Asl. Qui deve essere presentata la domanda dal richiedente invalido oppure da un suo legale rappresentante. La Commissione medica fisserà entro tre mesi la data della visita e poi si pronuncerà in merito.

La Legge 104

C’è, infine, la possibilità di assistere il parente anziano con problemi quando si è al lavoro. La legge 104/92 permette ai familiari di chiedere dei permessi per un’assistenza urgente al malato oppure per accompagnarlo in certi momenti della sua malattia, grazie a dei permessi speciali.

I familiari (parenti o affini entro il terzo grado), nello specifico, possono usufruire di tre giorni di permesso mensili oppure di un massimo di due anni consecutivi nella loro vita lavorativa a condizione che convivano con l’anziano con problemi e che prestino assistenza continuativa ed esclusiva.

A chi rivolgersi? All’Inps e al proprio datore di lavoro. Ma è opportuno approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo Come chiedere la Legge 104.

note

[1] Art. 433 e ss. Cod. civ.

[2] Cass. sent. 4558/2012.

[3] Art. 591 cod. pen.

[4] Legge n. 6/2004.

[5] Legge n. 18/1980.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Buongiorno,

    l’articolo è molto chiaro e lo posterò sulla pagina fb del mio blog saperesociale.it
    Mi permetto solo di precisare che non sempre al familiare del ricoverato in RSA “verrà riconosciuto un rimborso forfettario delle spese sostenute purché prestino servizio di volontariato nella struttura in cui l’anziano viene ricoverato”.
    Probabilmente questo avviene in alcuni territori ma io personalmente non ho mai avuto notizia di questo (sono un’assistente sociale lombarda).

    cordiali saluti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI