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Lo sai che? Il certificato penale o fedina penale

Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 aprile 2017

Il certificato penale non sempre riporta tutte le condanne eventualmente subìte.

Il certificato penale (detto, in gergo, anche fedina penale) può essere richiesto presso appositi uffici presenti in ciascuna procura della Repubblica e riporta solo le condanne definitive (passate in giudicato), ad eccezione di quelle nelle quali è previsto il beneficio della non menzione o della sospensione condizionale della pena e di quelle emesse con decreto penale di condanna: queste saranno visibili solo se richiederete (al medesimo ufficio) una visura.

Il casellario giudiziale

Il certificato del casellario è l’atto in cui  sono iscritti [1]:

  • i provvedimenti giudiziari penali di condanna definitivi tranne quelli concernenti contravvenzioni per le quali è ammessa la definizione in via amministrativa o l’oblazione;
  • i provvedimenti giudiziari concernenti le pene, compresa la sospensione condizionale e la non menzione;
  • le condanne subìte sul territorio italiano (oltre a quelle straniere riconosciute e quelle subite in uno stato dell’Unione europea);
  • le misure di sicurezza personali e patrimoniali, gli effetti penali della condanna, l’amnistia, l’indulto e la grazia;
  • la dichiarazione di abitualità, professionalità del reato o di tendenza a delinquere;
  • i provvedimenti giudiziali concernenti le pene accessorie;
  • i provvedimenti giudiziari concernenti le misure alternative alla detenzione;
  • i provvedimenti giudiziari concernenti la liberazione condizionale;
  • i provvedimenti giudiziari definitivi che hanno prosciolto l’imputato o dichiarato non luogo a procedere per difetto di imputabilità, o disposto una misura di sicurezza, nonché quelli che hanno dichiarato la non punibilità per tenuità del fatto;
  • i provvedimenti giudiziari definitivi di condanna alle sanzioni sostitutive e i provvedimenti di conversione di cui all’articolo 66, terzo comma, e all’articolo 108, terzo comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689;
  • i provvedimenti giudiziari del pubblico ministero in fase di esecuzione della pena;
  • i provvedimenti giudiziari di conversione delle pene pecuniarie;
  • l’ordinanza che dispone la sospensione del procedimento con messa alla prova;
  • i provvedimenti con cui il giudice dispone la sospensione del procedimento per assenza dell’imputato;
  • i provvedimenti giudiziari definitivi concernenti le misure di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno;
  • i provvedimenti giudiziari concernenti la riabilitazione;
  • i provvedimenti giudiziari di riabilitazione;
  • i provvedimenti giudiziari definitivi di interdizione e inabilitazione e quelli di revoca, nonché i decreti che istituiscono, modificano o revocano l’amministrazione di sostegno;
  • i provvedimenti giudiziari relativi all’espulsione a titolo di sanzione sostitutiva o alternativa alla detenzione;
  • i provvedimenti amministrativi di espulsione degli stranieri dallo stato italiano ed i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi;
  • i provvedimenti di correzione, a norma di legge, dei provvedimenti già iscritti.

Sappiate che, contrariamente a ciò che si pensa, il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale [2] non significa affatto che la condanna non venga iscritta sulla fedina penale, ma solo che non risulta se a richiederla è un privato: la condanna sarà ben visibile alle forze dell’ordine e al giudice, anche se neanche il condannato che faccia richiesta del casellario giudiziario riuscirà a vederlo nella copia che gli sarà rilasciata.

Come si chiede il casellario?

Per richiedere il casellario giudiziale è necessario:

  • recarsi presso l’ufficio del casellario giudiziale ubicato presso ciascuna procura della Repubblica (che si trova in ogni tribunale);
  • fare la richiesta, su apposito modulo, e previa esibizione della carta di identità;
  • pagare le marche da bollo (normalmente euro 3,68 + euro 16);
  • tornare dopo tre giorni (quando la richiesta è senza urgenza) per ritirare il certificato.

La visura

Se vuoi prendere visione di tutte le iscrizioni a tuo carico (comprese quelle non iscritte nel casellario) puoi chiedere la visura [3].

La visura, si badi bene, non ha efficacia certificativa (e quindi non può essere esibita per finalità amministrative o per ragioni di lavoro) e non reca il nome del richiedente.

La richiesta di visura può essere presentata (come quella del casellario) presso qualsiasi procura della Repubblica utilizzando l’apposito modello ed è gratuita.

I carichi pendenti

Se vuoi sapere se sono in corso nei tuoi confronti procedimenti penali non ancora definiti, devi richiedere il certificato dei carichi pendenti.

In quest’ultimo certificato, a differenze dei due sopra descritti che riportando le condanne definitive, si trovano i processi in corso.

Anche il certificato dei carichi pendenti va richiesto all’ufficio del casellario giudiziale della procura, con il pagamento dei diritti, proprio come per il casellario.

note

[1] Art. 3 D.P.R. n. 313 del 14.11.2002.

[2] Art. 175 cod.pen.

[3] Art. 33, D.P.R. n. 313 del 14.11.2002.


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