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Spostamento della residenza per poco tempo: come motivarlo?

30 aprile 2017


Spostamento della residenza per poco tempo: come motivarlo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 aprile 2017



Sono in malattia e devo spostare per 2 giorni la mia residenza per sottoscrivere un atto notarile. L’Inps dice che la variazione deve essere motivata da esigenze particolari e oggettive. Cosa si intende?

L’autocertificazione è una dichiarazione resa dal cittadino, sotto la propria responsabilità, che sostituisce i tradizionali certificati chiesti o emessi dalle amministrazioni pubbliche e dai gestori dei servizi pubblici. L’autocertificazione ha la stessa validità del certificato che sostituisce, è definitiva e, quindi, non c’è bisogno di presentare altri documenti (occorre solo allegare una fotocopia di un documento di identità valido). Per fare l’autocertificazione è sufficiente scrivere una dichiarazione in carta semplice firmata dall’interessato, senza autenticazione della firma e senza alcuna marca da bollo. Le amministrazioni pubbliche predispongono e mettono a disposizione i moduli per le dichiarazioni.

La dichiarazione firmata può essere:

  • consegnata dall’interessato al dipendente addetto a riceverla;
  • consegnata da un’altra persona, con la fotocopia del documento d’identità del dichiarante;
  • spedita per posta, via fax o via pec (scansionata oppure firmata digitalmente) con la fotocopia del proprio documento d’identità.

In caso di false dichiarazioni sono previste sanzioni penali e il dichiarante perde i benefici ottenuti sulla base delle false dichiarazioni rese. In altre parole, l’autocertificazione è una dichiarazione che viene effettuata per rendere nota una data situazione in sostituzione del canonico certificato. Alla luce di quanto detto, l’autocertificazione altro non è che una comunicazione scritta, dal valore formale, con la quale il lettore andrà ad esporre all’Inps la giustificazione del momentaneo spostamento di indirizzo di reperibilità durante il periodo di malattia di due giorni: ossia la redazione e la sottoscrizione di un atto notarile. La motivazione del lettore è certamente plausibile ed è annoverabile tra i “motivi oggettivi” indicati dall’Inps in quanto per la validità dell’atto notarile è necessaria la sottoscrizione, e dunque la presenza fisica, delle parti interessate.

La legge notarile [1] prescrive che l’atto notarile sia redatto a mano, a macchina o a stampa, che il notaio provveda personalmente alla redazione o diriga la stessa, in ogni suo momento, allorché l’abbia demandata a persona di sua fiducia e che debba essere ricevuto in presenza delle parti e, in alcuni casi, (come ad esempio per gli atti di donazione) di almeno due testimoni.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Rossella Blaiotta

note

[1] L. n. 89 del 16.02.1913.

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