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Come contestare i contributi del consorzio di bonifica

15 Aprile 2017 | Autore:
Come contestare i contributi del consorzio di bonifica

Ho ricevuto un avviso di pagamento per contributi di bonifica: come faccio a sapere se sono dovuti? Posso impugnare l’avviso?

Il contribuente può contestare la richiesta di pagamento dei contributi di bonifica se prova di non aver tratto uno specifico beneficio dalle opere apprestate dal consorzio.

Con il versamento del contributo consortile, ogni proprietario di un immobile rientrante nel comprensorio partecipa, in base all’indice di beneficio attribuito da un’apposita classifica, alle spese sostenute dal consorzio per la manutenzione e l’esercizio delle opere di bonifica.

L’obbligo contributivo presuppone dunque [1]:

a) la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio, cioè nell’area territoriale in cui il consorzio di bonifica svolge la propria attività; quando si possiede un immobile nel comprensorio si diventa automaticamente e obbligatoriamente consorziati cioè associati nel consorzio di bonifica;

b) la configurabilità di un vantaggio a favore dell’immobile; a tal fine rileva il perimetro di contribuenza, cioè la porzione di comprensorio che gode di un beneficio derivante dall’attività di manutenzione e gestione delle opere idrauliche. In mancanza di perimetrazione, il consorzio che pretende il pagamento del tributo deve provare i benefici effettivamente ottenuti dal proprietario del bene interessato dalle opere di bonifica [2].

Quando vi è un piano di classifica approvato dall’autorità competente e il terreno rientra nel perimetro di contribuenza, il consorzio non deve provare vantaggio diretto ed immediato per i fondi. Basta infatti la comprensione degli immobili nel perimetro d’intervento consortile e dell’avvenuta approvazione del piano di classifica [3] a far presumere il vantaggio in questione.

Tuttavia il contribuente può fornire la prova contraria, mediante dimostrazione di uno specifico fatto positivo o anche mediante presunzioni dalle quali possa desumersi il fatto negativo dell’assenza di qualsivoglia beneficio diretto e specifico per i fondi di sua proprietà [4].

Il consorziato che voglia contestare il pagamento dei contributi di bonifica deve indicare specificamente e sollecitare l’esperimento dei necessari mezzi di prova idonei a superare la presunzione di un beneficio.

Contestazione contributi consorzio di bonifica: onere della prova

In caso di contestazione delle somme richieste dal consorzio di bonifica, possono prospettarsi due distinte ipotesi nelle quali varia il riparto dell’onere probatorio:

1. se l’immobile del consorziato rientra nel perimetro di contribuenza e la relativa valutazione è stata effettuata nell’ambito di un piano di classifica, grava sul consorziato l’onere di contestare la legittimità del provvedimento oppure il suo contenuto. L’avvenuta approvazione del piano di classifica e della comprensione dell’immobile nel perimetro di intervento consortile fa presumere il vantaggio diretto e immediato per l’immobile e, quindi, per il contribuente;

2. in mancanza, invece, di perimetro di contribuenza, o in caso di mancata valutazione dell’immobile nel piano di classifica, grava sul consorzio l’onere di provare la qualità, in capo al contribuente, di proprietario di immobile sito nel comprensorio e il conseguimento da parte del bene, a causa delle opere eseguite, di concreti benefici, essendo irrilevante a tal fine il catasto consortile, avente mere finalità repertoriali.

Dove si impugna l’avviso o cartella contributi di bonifica

L’avviso o la cartella esattoriale avente ad oggetto contributi di bonifica devono essere impugnati entro 60 giorni con ricorso dinanzi alla commissione tributaria competente per territorio. Si tratta infatti di tributi locali per i quali è esclusa la competenza del giudice ordinario.


note

[1] Cass. sent. n. 7240/2003, sent. n. 4144/1996.

[2] Cass. sent. n. 19509/2004.

[3] Cass. sent. n. 21176/2014.

[4] Cass. sent. n. 18458/2016.


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