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I diritti di chi deve fare una risonanza magnetica

19 Mag 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Mag 2017



Diritto all’urgenza, tempi di attesa per l’esame diagnostico, esenzione dal ticket, consenso informato: cosa c’è da sapere quando si deve fare una risonanza.

Tre sono i fattori che incidono su un esame diagnostico prescritto ad un cittadino: l’eventuale urgenza dell’esame, i tempi di attesa per poterlo effettuare ed il costo, se è prevista l’esenzione dal ticket. Naturalmente, poi arriverà il quarto elemento, il più importante, cioè: il risultato. Ma è nei primi tre che si concentrano i diritti di chi deve fare quell’esame, e quindi anche i diritti di chi deve fare una risonanza magnetica.

Alcuni di questi elementi possono variare a seconda della Regione di appartenenza, perché sono proprio gli Enti sovracomunali a gestire la Sanità pubblica. Ci sono, comunque, dei punti in comune che vale la pena conoscere, per sapere i diritti di chi deve fare una risonanza magnetica.

Diritto alla risonanza magnetica urgente

L’eventuale urgenza di una risonanza magnetica viene stabilita in primis dal medico di base oppure dal medico che ha eseguito una visita specialistica e vuole approfondire la sua diagnosi con un esame strumentale. Per poter fare una risonanza magnetica urgente, il medico di base, nel prescrivere l’esame diagnostico, dovrà apporre il bollino verde (la cosiddetta urgenza differibile), che dà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore dalla richiesta. A patto, però, che la prenotazione avvenga subito, cioè entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa. E che la prenotazione venga fatta di persona: gli ospedali o le strutture sanitarie non accettano questo tipo di prenotazione on line.

Ci sono, però, degli aspetti critici sul rilascio di un’impegnativa per fare una risonanza magnetica urgente. Il primo, il numero dei bollini verdi a disposizione dei medici curanti: non è infinito. I bollini vengono assegnati dai distretti in base al numero dei pazienti che ha ogni medico di famiglia. Ciascuno di loro ha a disposizione un numero di bollini pari al 10% dei suoi assistiti. Quindi, considerando che ogni medico di base può avere al massimo 1.500 pazienti, se ne deduce che potrà avere a disposizione 150 bollini verdi. Finiti quelli, finite le urgenze. A meno che il medico di base faccia richiesta di altri bollini al distretto e quest’ultimo abbia la cortesia di rilasciarli (di norma il distretto valuta caso per caso).

Altro aspetto da tenere in considerazione è quello dell’obbligo di prestazione entro 72 ore dal rilascio dell’impegnativa. Badate bene che si tratta di 72 ore lavorative. Questo vuol dire che si è in balia del calendario e che se si è particolarmente sfortunati con le date, le 72 ore possono diventare parecchie di più.

Se, ad esempio, il medico mi rilascia l’impegnativa con il bollino verde un giovedì 14 agosto, mi converrà precipitarmi subito alla struttura in cui desidero fare la risonanza magnetica per prenotare l’esame. Dopo di che, calendario alla mano, si conta: venerdì è Ferragosto, quindi niente. Sabato e domenica non se ne parla. Il primo giorno lavorativo, dunque, sarà il lunedì. 72 ore equivalgono a 3 giorni, quindi potrò fare la risonanza magnetica soltanto mercoledì 20. In realtà sono passati non i 3 giorni previsti dalla normativa ma 6. Colpa della festa e del week end.

Attenzione: è importante fare la prenotazione subito quando l’impegnativa viene rilasciata di venerdì oppure alla vigilia di due giorni festivi. In alcune strutture, se le 48 ore coincidono con il week end viene considerato scaduto il tempo per avere la prestazione urgente.

I tempi di attesa per fare una risonanza magnetica

Tasto particolarmente dolente della sanità italiana è quello dei tempi di attesa per fare un esame diagnostico che non ha bisogno del bollino verde, in questo caso una risonanza magnetica. C’è, però, un limite imposto dalla legge e fissato in 60 giorni.

Che succede, però, se al momento della prenotazione si scopre che l’esame lo si può fare non entro 2 mesi ma dopo 3, 4 o 5 mesi? Quali sono, in questo casi, i diritti di chi deve fare una risonanza magnetica?

Certamente non quello di adeguarsi alle lunghe liste di attesa degli ospedali e men che meno rivolgersi ad una struttura privata spendendo cifre proibitive. Ma prendere la legge in mano [1] ed agire di conseguenza.

In pochi sanno (anche perché ospedali o Asl se ne guardano bene di dirlo) che se una prestazione sanitaria come una risonanza magnetica non può essere garantita entro i tempi massimi fissati dalla legge, quindi entro 60 giorni per la risonanza , il cittadino ha il diritto ad avere la stessa prestazione da medico privatamente, in intramoenia (cioè all’interno della struttura ospedaliera ma in regime di libera professione) e senza pagare alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket sanitario già versato.

Come fare? Occorre farne richiesta al direttore generale dell’Azienda sanitaria di appartenenza, in carta semplice, per «prestazione in regime di attività libero-professionale intramuraria».

Nella richiesta, il cittadino deve fornire i propri dati anagrafici e precisare che:

  • gli è stata prescritta una risonanza magnetica;
  • il Cup ha comunicato l’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima della data del… (indicare la data che, come detto, deve essere superiore a 60 giorni);
  • la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati;
  • il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni.

Premesso tutto ciò, nella stessa comunicazione bisogna chiedere:

  • che la risonanza magnetica venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria (o intramoenia, che dir si voglia), con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13;
  • che venga fornita immediata comunicazione in merito.

Infine, sempre nella stessa istanza, il malato deve comunicare che, in mancanza di prenotazione in regime di attività libero-professionale intramuraria come sopra richiesta, la suddetta prestazione verrà effettuata privatamente, con preavviso di successiva richiesta di rimborso da parte dell’Azienda sanitaria.

È simile il diritto riconosciuto dal Tribunale di Castrovillari in una sentenza di qualche anno fa che si può leggere nell’articolo L’Asl rimborsa le cure in strutture private. Il cittadino costretto a curarsi presso cliniche private non convenzionate a causa delle interminabili liste di attesa all’ospedale, incompatibili con il proprio stato di salute, può ottenere, dal Servizio Sanitario Nazionale, il rimborso delle spese sostenute a condizione che:

  • tali prestazioni costituiscano – a causa delle specifiche condizioni cliniche o di rischio del paziente – un significativo beneficio in termini di salute;
  • e, nello stesso tempo, non sia possibile effettuare cure dello stesso tipo presso strutture pubbliche o convenzionate oppure non sia possibile farle entro i tempi previsti per legge.

L’esenzione dal ticket per una risonanza magnetica

L’esenzione dal pagamento del ticket sanitario non è vincolata al tipo di visita o di esame da effettuare – in questo caso una risonanza magnetica – ma alla patologia riscontrata nel paziente, oppure al suo reddito. Ad esempio, se viene prescritta una risonanza magnetica per un semplice dolore al ginocchio, è facile che il Servizio sanitario chieda il pagamento del ticket. Ma se quella stessa risonanza viene prescritta ad un paziente a cui è stato trovato un tumore alle ossa, il malato avrà un’esenzione per patologia che gli consente di fare l’esame strumentale senza pagare il ticket.

A questo proposito, trovate tutte le informazioni sul diritto all’esenzione dal ticket sanitario e sulle nuove malattie tutelate nei nostri articoli:

L’obbligo del consenso informato

Prima di fare una risonanza magnetica, la struttura sanitaria è obbligata a far firmare al paziente il modulo di consenso informato. Si tratta di un foglio in cui viene spiegato:

  • che cos’è la risonanza magnetica;
  • a che cosa serve;
  • quali sono le eventuali complicanze (claustrofobia, calore, prurito, affanno, palpitazioni o sensazione di malessere);
  • la preparazione necessaria per escludere possibili controindicazioni (non avere addosso oggetti metallici, telefonini, protesi dentarie o auditive, lenti a contatto, carte di credito o altre tessere magnetiche, ecc.).

Allegato al consenso informato c’è il questionario anamnestico, in cui il medico raccoglie una serie di informazioni che il paziente è tenuto a fornire: se soffre di claustrofobia, se ha mai avuto incidenti, se ha dei tatuaggi o dei piercing, se è in stato di gravidanza accertata o presunta, se ha mai avuto reazioni allergiche ai liquidi di contrasto, se ha mai subìto interventi chirurgici, ecc.

In base a queste informazioni, il medico autorizza o meno l’esecuzione della risonanza magnetica.

note

[1] Dlgs. N. 124/1998.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Buongiorno,
    È vero che per la prescrizione di una risonanza magnetica col ssn oltre i 50 anni è necessario che vi sia una precedente tac “non risolta” ?
    Grazie

  2. Buongiorno,
    nonostante abbia una prescrizione medica con bollino verde per risonanza magnetica con mezzo di contrasto al collo, e nonostante mi sia recata personalmente presso 3 strutture di Pavia (Policlinico S. Matteo, Ics Maugeri, Città di Pavia), il primo posto disponibile è dopo 13 giorni lavorativi (impegnativa del 06/07, primo posto disponibile il 25/07).
    Quello che mi domando è se sia legale una situazione del genere. In Policlinico S. Matteo mi è stato addirittura detto che le agende (anche per le urgenze) sono chiuse fino a Dicembre.
    Come mi posso comportare io? Considerando che non esiste un numero telefonico a cui fare riferimento per le urgenze ma bisogna recarsi di persona (a questo punto a scatola chiusa) presso ogni ospedale della provincia per poi sentirsi dire che non c’è posto?
    Vorrei sapere come posso essere tutelata in questo.
    Grazie per la disponibilità.
    Cordiali saluti

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