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Fedina penale: perché si chiama così?

23 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 maggio 2017



Fedina è un diminutivo di «fede», cioè «attestato». E’ il certificato su cui ci sono le condanne di un cittadino. A che serve e chi la può vedere.

Molto spesso abbiamo sentito parlare della «fedina penale». In tanti sanno di che cosa si tratta ma forse non tutti sanno perché si chiama così, a che serve, come si ottiene e chi la può vedere.

Scomodiamo, innanzitutto, il Garzanti per rispondere alla prima domanda, cioè perché la fedina penale si chiama così. Il termine «fedina» deriva da una voce di origine lombarda (fedinna), utilizzata nel milanese molto prima che scoppiasse lo scandalo di Mani Pulite (giusto per restare in tema). Il vocabolo era già corrente nella lingua amministrativa del capoluogo lombardo nel ‘700, forse addirittura un secolo prima. In realtà, era un diminutivo di «fede», «attestato», che si era diffuso prima nel Lombardo-Veneto e poi nel resto d’Italia.

Fedina, dunque, equivarrebbe ad «attestatino», così come «fede» sta per «attestato». Non a caso, la maggior parte dei certificati si concludono con l’espressione «in fede», sotto la quale si appone la firma.

A questa espressione si aggiunge il termine «penale» che si riferisce al rapporto che l’interessato ha avuto con la giustizia, quando per il cittadino non è andata proprio bene. In sostanza: la fedina penale, altro non è che un attestato o certificato penale rilasciato dal casellario giudiziale, in cui viene riportata – se «sporca» – la storia delle condanne penali passate in giudicato e di alcuni provvedimenti amministrativi, civili e giudiziari di un cittadino. Se, invece, è «pulita», quella fedina sarà bianca e immacolata come la neve. O meglio, si potrà leggere sul certificato una sola parola: «Nulla».

La fedina penale non contiene, però, alcune condanne, e cioè:

  • quelle per reati estinti;
  • quelle con il beneficio della non menzione;
  • quelle emesse dal Giudice di Pace o da un altro magistrato per reati di competenza del GdP;
  • quelle per contravvenzioni punibili con sanzione pecuniaria;
  • quelle di patteggiamento.

A che serve la fedina penale

La fedina penale (o fedinna, se in lombardo storico vogliamo chiamarla) ha una validità di 6 mesi e viene rilasciata ai sensi di legge [1] dal casellario giudiziario per un’infinità di motivi. Tanto per citarne i più comuni:

  • per essere assunti in un’azienda che chieda di conoscere per filo e per segno il passato di un futuro dipendente;
  • per partecipare ad un concorso pubblico;
  • per avere in affidamento o in adozione un minore;
  • per ottenere un permesso di residenza all’estero;
  • per la riparazione di un errore giudiziario;
  • per poter beneficiare del gratuito patrocinio.

Chi può chiedere la fedina penale

La fedina penale (o fedinna, o attestato o certificato casellario che dir si voglia), può essere chiesta in Tribunale da:

  • il diretto interessato o persona da lui delegata;
  • le pubbliche amministrazioni o i gestori di pubblici servizi, se la fedina penale è necessaria per l’espletamento delle loro funzioni (ad esempio, nel caso un cittadino voglia essere assunto come autista di un mezzo pubblico);
  • dall’autorità giudiziaria penale;
  • dal difensore della persona offesa dal reato e del testimone.

Se la fedina penale viene richiesta – personalmente o per posta – dal diretto interessato, quest’ultimo deve esibire un documento di identità valido, utilizzando un apposito modello. Se a richiedere la fedina penale è un cittadino extracomunitario, dovrà presentare il permesso di soggiorno in corso di validità.

Ci sono alcuni casi particolari che prevedono certe condizioni per ottenere la fedina penale:

  • se l’interessato è un ragazzo minore di 16 anni: la domanda va presentata da chi esercita la patria potestà del minorenne;
  • se è una persona interdetta: la domanda va presentata dal tutore, che deve esibire il decreto di nomina;
  • se è un detenuto o una persona inserita in una comunità terapeutica: la domanda può essere presentata per posta o tramite un delegato. Se l’interessato è sprovvisto di documenti, può inoltrare una richiesta vistata dal direttore della struttura o dall’ufficio matricolare del carcere;
  • se il richiedente è residente all’estero: può presentare domanda per posta o tramite un delegato.

Che cosa vuol dire avere la fedina penale sporca e chi può vederla

Se sulla propria fedina penale non c’è scritta la parola «Nulla», vuol dire che il diretto interessato qualche guaio l’ha avuto. Che cosa comporta per lui quel certificato penale?

Bisogna dire, intanto, che la fedina (abbiamo capito che si chiama così perché fedinna, cioè diminutivo di fede nel ‘700 o forse prima) oggi è informatizzata presso la cancelleria del Tribunale di residenza e viene aggiornata ogni volta che la Corte di Cassazione conferma una sentenza a carico dell’interessato, cioè quando la sentenza passa in giudicato, cioè – ancora – quando diventa definitiva.

Il guaio è che la nostra fedina penale può essere consultata in ogni momento dalle autorità giudiziarie e dalla pubblica amministrazione, così come disposto dalla legge.

Le conseguenze di avere la fedina penale sporca possono essere la non ammissione ad un concorso pubblico o la mancata possibilità di partecipare all’elettorato. Ma anche non venire assunto da un’azienda privata, se questa ponesse come condizione per offrire il posto di lavoro il fatto di avere la fedina penale pulita.

C’è la possibilità per il cittadino di chiedere che alcuni tipi di condanne o pronunce penali (ad esempio quelle elencate prima) vengano omesse dalla fedina penale agli occhi dei privati presso i quali vuole lavorare. Ma quegli «scheletri nell’armadio» saranno sempre visibili dalla pubblica amministrazione o dalla magistratura. Da lì non si scappa.

Quanto costa ottenere la fedina penale

Chiedere la fedina penale non comporta una spesa alta, anzi: in alcuni casi il rilascio è gratuito (fonte Ministero della Giustizia).

Il certificato penale non si deve pagare quando viene richiesto per:

  • adozione o affidamento di minore [2];
  • controversie di lavoro, previdenza ed assistenza obbligatorie [3];
  • un procedimento nel quale l’interessato è ammesso a beneficiare del gratuito patrocinio [4];
  • essere allegato alla domanda di riparazione di un errore giudiziario [5].

In qualsiasi di questi casi, bisognerà presentare la documentazione che dimostri il diritto ad avere la fedina penale gratuita.

Negli altri casi, la richiesta comporta i seguenti costi:

  • 3,84 euro per diritti di certificato;
  • 16 euro per bollo. Serve una marca da bollo ogni due pagine di certificato (meno guai si combinano, meno si paga, a questo punto);
  • 3,84 euro per diritti di urgenza se viene richiesto il rilascio della fedina penale in giornata.

Il certificato può essere rilasciato con la sola esenzione di bollo quando è richiesto nei casi previsti dalla legge [6].

note

[1] Art. 3, DPR n. 313/2002.

[2] Art. 82, legge n. 184/1983.

[3] Art. 10, legge n. 533/1973.

[4] Art. 18, DPR n. 115/2002.

[5] Art. 176 disp. att. cod. proc. pen.

[6] DPR 642/1972, tabella allegato B.

Autore immagine: 123rf.com


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