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News Pubblicato il 14 aprile 2017

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Pensione anticipata con salvacondotto con un minimo di 15 anni di contributi per le donne e quota 96 per gli uomini: nuova proposta di legge.

 

Pensione a 64 anni con 15 anni di contributi per le nate nel 52 che beneficiano della deroga Amato, o per le donne che hanno maturato 20 anni di contributi entro il 2012 o, ancora, per i lavoratori che alla stessa data hanno maturato quota 96. Sono queste le principali novità che emergono dal progetto di legge sulle pensioni presentato in data odierna dall’On. Gnecchi [1]: il progetto ha infatti lo scopo di abolire le limitazioni del cosiddetto salvacondotto, cioè della deroga che consente a lavoratrici e lavoratori del settore privato di pensionarsi a 64 anni di età. La norma, tra l’altro, abolisce anche il “paletto” del 28 dicembre 2011, che rende molto difficile, se non preclude, l’accesso alla pensione a 64 anni per coloro che non risultano occupati come dipendenti del settore privato a tale data; infine, elimina l’adeguamento alla speranza di vita, consentendo il pensionamento a 64 anni esatti e non a 64 anni e 7 mesi e amplia la categoria dei lavoratori destinatari, includendo tutti gli iscritti all’Ago (assicurazione generale obbligatoria) e alle forme sostitutive della medesima.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona, oggi, l’agevolazione che consente di pensionarsi a 64 anni di età, chi può beneficiarne, e che cosa cambierà con la nuova legge.

Salvacondotto per la pensione a 64 anni

Il cosiddetto salvacondotto è un beneficio che consente di pensionarsi a 64 anni di età (64 anni e 7 mesi, nel 2016, per effetto degli incrementi legati alla speranza di vita), senza penalizzazioni, per coloro che sono nati sino al 31 dicembre 1952. Per beneficiare del salvacondotto, però, è necessario possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 e la quota 96 (somma di età e contribuzione) alla stessa data, per gli uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, per le donne.

Inoltre, possono ottenere l’agevolazione i soli lavoratori dipendenti del settore privato.

Pensione a 64 anni: i disoccupati e gli autonomi sono esclusi?

In base a una vecchia circolare Inps, potevano essere ammessi al salvacondotto soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della Legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al salvacondotto [1].

Di recente, invece, l’Inps [2], recependo l’indirizzo del Ministero del lavoro, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

  • se uomini, risultino in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote [3], con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato;
  • se donne, risultino in possesso del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, cioè pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.

In parole povere, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono pensionarsi col salvacondotto con gli ordinari requisiti, cioè col possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché si tratti di contributi da lavoro dipendente svolto nel settore privato.

Gli uomini, invece, se non occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011, oltre a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 devono anche possedere, alla stessa data, la quota allora richiesta per pensionarsi, intesa come somma di età e contributi (nel 2012 la quota richiesta era 96). Tutti i contributi, anche in questo caso, devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato.

Sono dunque esclusi i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato, i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso la gestione Artigiani e commercianti, questi possono essere contati ai fini del salvacondotto, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato [4].

In caso contrario, vale quanto esposto nel precedente paragrafo: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.

Pensione a 64 anni: le novità

In caso di approvazione della proposta di legge, la platea dei beneficiari del salvacondotto si amplierà notevolmente. Potranno infatti pensionarsi a 64 anni:

  • le donne che raggiungono, entro il 31 dicembre 2012, 20 anni di contributi, anche se non sono nate nel 1952;
  • le donne nate entro il 31 dicembre 1952 che possiedono 15 anni di contributi e sono beneficiarie di una delle deroghe Amato;
  • gli uomini che possiedono almeno 35 anni di contributi, 60 anni di età e quota 96 (quota 97 con 61 anni di età se autonomi) entro la data del 31 dicembre 2012.

Non si applicano più i 7 mesi di speranza di vita: la decorrenza della pensione, difatti, avverrà il mese successivo al compimento dei 64 anni di età. Sparisce anche il requisito che richiede di essere occupati come lavoratori dipendenti del settore privato alla data del 28 dicembre 2011.

I destinatari del salvacondotto, poi, secondo la proposta di legge, saranno:

  • gli iscritti all’Ago, cioè all’assicurazione generale obbligatoria: ne fanno parte la generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti);
  • gli iscritti alle forme sostitutive dell’Ago:
    • fondo trasporti;
    • fondo dazieri;
    • fondo elettrici;
    • fondo telefonici;
    • fondo volo;
    • fondo dirigenti di aziende industriale (Inpdai);
    • fondo per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti (Enpals);
    • fondo pensione dei giornalisti (Inpgi).

Pensione a 64 anni con 15 anni di contributi

La proposta di legge, come abbiamo detto, introduce la possibilità di pensionarsi, per le nate entro il 1952, con 15 anni di contributi se si rientra in una delle cosiddette deroghe Amato. Ma in che cosa consistono queste deroghe?

Grazie alla Legge Amato [6], nel dettaglio, è possibile anticipare la pensione usufruendo di tre differenti deroghe:

  • secondo la prima deroga, è possibile pensionarsi con 15 anni di contribuzione se si possiedono 15 anni di contributi (780 settimane) collocati prima del 31 dicembre 1992;
  • la seconda deroga Amato prevede la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contribuzione, se si è ammessi al versamento dei contributi volontari con autorizzazione anteriore al 31 dicembre 1992;
  • la terza deroga Amato prevede infine la possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi, per i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima, se si possiedono:
  • 25 anni di anzianità assicurativa (vale a dire che il primo contributo deve essere versato almeno 25 anni prima della data di maturazione dei requisiti per la pensione: può essere contato qualsiasi contributo, a tal fine, anche per attività di lavoro autonomo o svolte all’estero in un Paese Ue o convenzionato);
  • 15 anni di contribuzione: nel computo dei 15 anni valgono i soli contributi da lavoro dipendente versati all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della stessa;
  • almeno 10 anni lavorati discontinuamente, cioè per periodi inferiori alle 52 settimane.

Bisogna poi specificare che:

  • la prima deroga può essere fruita da chi ha una posizione assicurativa nel Fondo lavoratori dipendenti (Fpld) o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi dell’Inps, o in ambedue; la deroga si applica anche agli iscritti ex Inpdap, ex Enpals, ex Ipost;
  • la seconda deroga vale per i lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago) e per gli iscritti ex Enpals (non per gli iscritti all’ex Inpdap ed all’ex Ipost);
  • la terza deroga è valida i soli lavoratori dipendenti, iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ad un fondo sostitutivo o esonerativo della medesima.

Le lavoratrici, dunque, che soddisfano i requisiti di una di queste tre deroghe e che sono nate entro il 1952, potranno pensionarsi a 64 anni con 15 anni di contributi.


PROPOSTA DI LEGGE

XVII LEGISLATURA A.C. 4196

ART. 1.

Il comma 15-bis dell’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è sostituito dal seguente:

« 15-bis. In via eccezionale, per gli assicurati le cui pensioni sono liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima:

a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi, di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 e che, senza l’applicazione delle modifiche al regime di accesso al trattamento pensionistico introdotte dal presente decreto, avrebbero maturato entro la medesima data i requisiti per il trattamento pensionistico ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età non inferiore a 64 anni;

b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia, oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a):

1) con un’età non inferiore a 64 anni, qualora abbiano maturato entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni, comprensiva di contributi da riscatto e figurativi;

2) con 15 anni di contributi, qualora si tratti di lavoratrici rientranti nelle deroghe previste dall’articolo 2, comma 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, 503, che alla medesima data del 31 dicembre 2012 abbiano compiuto un’età non inferiore a 60 anni;

c) nei casi di cui alle lettere a) e b), il trattamento pensionistico decorre dal mese successivo al compimento del sessantaquattresimo anno di età anche qualora la domanda di pensione sia stata presentata successivamente ».

note

[1] Proposta di legge n.4196/2017.

[2] Art. 24, Co. 15-bis, D.L. 201/2011.

[3] Inps Circ. n. 196/2016.

[4] Tab. B, L. 243/2004.

[5] Inps. Mess. n. 219/2013.

[6] D.lgs 503/1992.


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10 Commenti

  1. Speriamo…e speriamo che mantengano queste regole anche nei prossimi anni..anche per chi è nato nel 53/54/55…ecc….

  2. Ho maturato 20 anni di contributi ho smesso di lavorare nel 2004 e sono del1958.rientrerò nei parametri?

  3. si io con 37 anni contributi ho 51 anni quando vado in pensione ?
    Questo è come un auto se fa 50.000 km anno in 8 anni la devi buttare se ne fa 10.000 anno la butti dopo 40 anni.
    che voglio dire .
    che non esiste una giustizia devono verificare tante varianti quando sei andato al lavoro e che cosa hai fatto
    per avere una pensione in tempo per poterne usufruire
    e vivere decentemente io comincio già ad avere difficoltà con ginocchi schiena pensa se devo arrivare a 70 anni ed ancora andare su un tetto o su un impalcatura già adesso i riflessi son calati la vista ecc. ecc.. Pero giustamente i politici ci vanno con una legislatura 5 anni signori miei

  4. Ho iniziato a lavorare a 18 e 6 mesi quindi non sono precoce , c’era una legge per andare in pensione con 14 anni 6 mesi ed 1 giorno un anno prima che potevo beneficiarne è stata cancellata poi c’era quella dei 19 anni 6 mesi ed 1 giorno un po’ prima è stata cancellata poi quella dei 35 anni cancellata quella dei 40 cancellata quella dei 42 e 10 mesi mi ci fate andare in pensione o volete che resti a lavorare fino alla morte all’anim e chi vamm…………..

  5. Mio marito è nato 29-07-53 è disoccupato dà 5 anni ,per motivo di salute. Invalido con il 75/cento ha meno di 30 anni di contributi. Lavorava in hotel
    Come cuoco. Quindi sempre stagionale
    C’è una legge anche per quelli che lavorano in hotel, che si sa che non lavorano annuali. ma stagionale?

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