Diritto e Fisco | Articoli

Sovraindebitamento: pagamento dei soggetti estranei all’accordo

15 Aprile 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 15 Aprile 2017



Legge salva suicidi: gli effetti dell’accordo con i creditori nei confronti dei soggetti estranei all’accordo stesso.

Nella vigenza della legge originaria l’ultimo comma dell’articolo in commento dispone che il piano possa provvedere la moratoria, fino ad  un anno, per il pagamento dei creditori estranei quando siano contemporaneamente  soddisfatte  le  seguenti  condizioni:

a) il piano risulti idoneo ad assicurare il pagamento alla scadenza del nuovo termine;

b) l’esecuzione del piano sia affidata ad un liquidatore nominato dal giudice su  proposta  dell’organismo  di  composizione  della crisi;

c) la moratoria non riguardi il pagamento dei titolari di crediti impignorabili.

Prima di esaminare le condizioni che devono sussistere per poter prevedere la moratoria nel pagamento dei creditori estranei è necessario evidenziare che la norma fissa in un anno il termine massimo della medesima senza indicare la decorrenza e nulla dispone  sulla debenza  o  meno  degli  interessi  nel  predetto periodo.

In relazione al termine, è da ritenere che il medesimo decorra dalla data dell’omologazione [1].

Non è fuori luogo pensare che la moratoria, poiché determina la non esigibilità del credito per il periodo di vigenza, comporti la conseguente sospensione della decorrenza degli interessi. Tale impostazione non contrasta con la norma che nulla dice in relazione alla debenza e alla misura degli stessi per il periodo di moratoria.

La norma, infine, individua i soggetti nei confronti dei quali può scattare  la moratoria in quelli “estranei”. Chi sono i creditori estranei? Sicuramente sono coloro ai quali il creditore non ha rivolto la proposta ma è necessario verificare se oltre a questi ve ne sono altri.

Tra i creditori estranei rientrano anche quelli che non hanno accettato l’accordo proposto? La  risposta  è  sicuramente  collegata  alla  natura  che si attribuisce alla procedura. Se la stessa è classificata come concorsuale e quindi anche i creditori che non hanno accettato la proposta devono sottostare alla volontà della maggioranza, costoro non vanno considerati come estranei, mentre,  in  caso  contrario,  sono  da  includere  tra  gli estranei.

I primi commenti ritengono che la procedura non sia di natura concorsuale [2] e quindi tra i creditori estranei devono  essere  collocati  anche  coloro  che  non  hanno  accettato  la  proposta  del  debitore.

Tra i creditori estranei che possono essere interessati dalla moratoria non sono collocabili i creditori successivi alla presentazione della domanda perché la moratoria riguarda situazioni precedenti e non successive.

Il primo requisito che dovrà essere soddisfatto per poter proporre la moratoria e che il piano sia idoneo ad assicurare il pagamento alle scadenze, il che sta a significare che la moratoria nell’ambito del termine massimo  consentito  può  essere  diversificata  non  essendo  quindi  necessario che sia per il medesimo periodo per tutti i creditori o complessiva   per il medesimo creditore. La durata diversificata è sicuramente più agevole nel caso in cui i creditori siano suddivisi per classi oppure se applicata ai crediti scaduti alla data di presentazione della proposta o da scadere  nei  mesi  successivi.

La necessità della predetta condizione è indispensabile in quanto il piano potrebbe prevedere il pagamento dei  creditori  aderenti  anche  prima  della scadenza del termine della moratoria e quindi la mancanza della idoneità a garantire il regolare pagamento alla scadenza del nuovo  termine potrebbe determinare una diminuzione di garanzia per questi ultimi. Anche se la mancanza del requisito dell’idoneità può essere fatta valere    dal creditore estraneo, che deve essere informato della moratoria, contestando la carenza in sede di omologazione il controllo spetta d’ufficio  al giudice in sede di omologazione come espressamente previsto dal secondo comma dell’art. 12 che recita “…verificata l’idoneità  di  assicurare il pagamento dei creditori estranei e risolta ogni altra contestazione,   il   giudice   omologa l’accordo…”.

La seconda condizione che deve  essere  soddisfatta  affinché  il  piano  possa prevedere la moratoria è che la liquidazione sia affidata a un liquidatore nominato dal giudice su proposta dell’organismo di composizione della crisi. Quindi non è possibile accedere alla moratoria quando  il piano preveda che la liquidazione sia affidata allo stesso debitore.

La nomina del liquidatore è necessaria, inoltre, quando tra i beni destinati alla soddisfazione dei debiti sono compresi beni sottoposti a pignoramento ovvero se previsto dall’accordo come stabilito dall’art. 13,  comma  1.

Infine, l’ultima condizione è che la moratoria non debba interessare i pagamenti  dei  titolari  di  crediti impignorabili.

I  crediti  impignorabili  sono  individuati  dall’art.  545 c.p.c.

La moratoria dopo le modifiche

Il D.L. 179/2012 riscrive completamente il comma 4 dell’art. 8 che disciplina  la moratoria.

In base alle nuove regole, la moratoria è possibile soltanto in due casi espressamente previsti:

a) il piano prevede la continuazione dell’attività d’impresa del proponente;

b) il piano  è  presentato  da  un consumatore.

Negli altri casi, pertanto, il paino  non  può  prevedere  alcuna  moratoria  nei  pagamenti.

Ciò precisato è necessario individuare i creditori nei confronti dei quali  può  essere  chiesta  la  moratoria  e  la  durata  della stessa.

La moratoria, per un massimo di un anno dall’omologazione, può essere chiesta nei confronti dei soggetti che  devono  essere  pagati  per  intero  cioè che sono muniti di privilegio, pegno o ipoteca salvo che non sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.

note

[1] QUARTICELLI P., Le prescrizioni contenutistiche dell’accordo rispetto  ai  “terzi”,  in  Composizione della crisi da sovraindebitamento (a  cura  di  DI  MARZIO  F.  –  MACARIO  F.  –  TERRANOVA  G.),  Giuffrè  2012,  34.

[2] FABIANI   M.,   La   gestione   del   sovraindebitamento   del   debitore   “non   fallibile”   (D.L.   212/2011), in www.ilcaso.it,  cit.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI