Diritto e Fisco | Articoli

Sovraindebitamento, l’apertura della procedura

16 aprile 2017 | Autore:


> L’esperto Pubblicato il 16 aprile 2017



Legge salva suicidi e procedimento, l’udienza davanti al giudice.

La procedura si apre con il provvedimento motivato emesso dal giudice all’esito positivo delle verifiche che la norma pone a suo carico nella fase introduttiva. Con il provvedimento il giudice detta e regolamenta le fasi successive del procedimento, apre il contraddittorio con i creditori e garantisce la conoscenza della proposta da parte degli altri soggetti interessati  ma  che  non  sono  coinvolti direttamente.

La comunicazione della proposta e del provvedimento di ammissione del giudice, deve essere effettuata a tutti i creditori almeno trenta giorni prima della data fissata per l’udienza. La norma dispone che l’organismo di composizione che assiste il debitore debba iniziare la medesima “… presso la residenza o sede legale, anche per telegramma o per lettera  raccomandata con avviso di ricevimento o per telefax o per posta elettronica certificata,..”. È opportuno rilevare che la previsione non è in linea con le modalità che l’organismo deve utilizzare per le comunicazioni in relazione a quanto previsto dall’art. 15, comma 7, che recita “… Le comunicazioni sono effettuate a mezzo posta elettronica certificata  se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo telefax o lettera raccomandata”.

Per quanto riguarda la pubblicità, sarà il giudice, valutata  la  situazione del soggetto che ha avanzato la domanda, a stabilire la modalità più  idonea a tale scopo, quindi potrà essere prevista la pubblicazione in uno o più quotidiani (a diffusione locale o nazionale), oppure su siti internet specializzati. Resta comunque l’obbligo della pubblicazione  nel registro delle imprese se la richiesta è avanzata da un soggetto che esercita un’attività d’impresa.

Considerato che la pubblicità  ha  un  certo  costo il giudice  nel  disporne  le idonee modalità dovrà tener conto anche di detto per non appesantire la procedura di eccessivi costi. Neppure per la formalità della pubblicità la norma prevede il termine entro cui provvedere.

Il provvedimento emesso dal giudice potrà essere reclamato dinanzi al tribunale in composizione collegiale  (collegio  al quale  non potrà  partecipare il giudice che ha emesso il medesimo) nei tempi di cui all’art. 739 c.p.c.

L’oggetto dell’udienza

Dopo il provvedimento di ammissione emesso dal giudice la procedura entra nella fase evolutiva e del contraddittorio che si svolge nell’udienza fissata e quindi  è importante  capire  chi  sono  i soggetti  che  possono  interloquire.

La norma nulla dice in relazione ai soggetti che sono legittimati a partecipare all’udienza fissata dal giudice dopo la verifica delle condizioni di ammissibilità.

Non sembra vi siano dubbi sulla legittimità della partecipazione del proponente ed è da ritenete che anche gli interessati possano partecipare altrimenti non sarebbe comprensibile la necessità della fissazione dell’udienza nella quale possono compiersi attività assertive e probatorie da  parte  degli intervenuti.

La norma specifica in maniera chiara l’oggetto della verifica nella “assenza di iniziative o atti in frode ai creditori” prodromico all’emissione dei provvedimenti estremamente importanti per il prosieguo ed il buon esisto  della  procedura.

L’indagine che il giudice deve compiere facendo ricorso  alle  notizie  rileva- bili dalla banche dati e sulla  base  di  elementi  emersi  nella  stessa  udienza per osservazione ed informative fornite dagli intervenuti, che il medesimo valuterà, tende a stabilire se il  proponente  ha commesso atti o iniziative  che possono determinare una qualche frode  per  i  creditori.  Per  esempio  non sia stata rappresentata correttamente la situazione  patrimoniale  oppure non siano stati elencati alcuni atti dispositivi o gli stessi siano da qualificare come atti distrattivi in frode. A tal fine rilevano tutti i comportamenti del proponente che siano  connotati  dal  dolo  cioè  della  consapevolezza  che  tali  atti  o iniziative  determinano  un pregiudizio  per  i  creditori [2].

Non spetta al giudice alcuna valutazione sulle cause del sovraindebitamento  né  del  merito  del  contenuto  della proposta [3].

note

[1] Trb. Di Firenze 27/8/12, in Il Fallimento 2012, pag. 1249.

[2]  Cass.  n.  17038  del  5/8/11.

[3] BERSANI G., La composizione della crisi da sovraindebitamento per le imprese non fallibili  nella L.  n.  3/2012,  in  IL  FISCO  2012,  pag.    1964

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI