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Lo sai che? Ciechi assoluti: la pensione di reversibilità spetta sempre?

Lo sai che? Pubblicato il 12 maggio 2017

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La pensione non reversibile per i ciechi civili assoluti è erogata se il beneficiario si trova in uno stato di bisogno economico e non supera una certa soglia di reddito.

La pensione non reversibile per i ciechi civili assoluti [1] è erogata a condizione della permanenza in capo al beneficiario dello stato di bisogno economico. Si tratta, infatti, di una prestazione assistenziale [2], per cui non viene più erogata al superamento del limite di reddito previsto per la pensione di inabilità [3]. Lo stabilisce il Tribunale di Civitavecchia in una recente sentenza [4].

Tizio, riconosciuto cieco civile assoluto, titolare della pensione per ciechi civili, lamentava che l’Inps aveva sospeso l’erogazione della pensione per superamento del limite reddituale, continuando ad erogare soltanto l’indennità di accompagnamento; chiedeva, quindi, il ripristino del trattamento in questione e la condanna dell’Inps al pagamento in suo favore dei ratei scaduti dalla data della revoca.

Ciechi: trattamenti pensionistici

Affinchè i ciechi civili assoluti possano beneficiare della pensione non devono disporre di un reddito annuo personale superiore a 16.532,10 euro. L’importo della pensione risulta essere pari a 302,23 euro per 13 mensilità se il minorato non è ricoverato in istituto, mentre è pari a 297,47 euro per 13 mensilità se il disabile è ricoverato in istituto con pagamento della retta a carico, del tutto o in parte, dello Stato o di ente pubblico.

Tali soggetti possono contare anche sull’indennità di accompagnamento [5], indipendentemente dall’età e dal reddito personale. Per poterne beneficiare, infatti, basta essere cittadino italiano o dell’Unione europea residente in Italia o essere cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo ed essere stato riconosciuto cieco assoluto.

Dunque, presupposto di legge imprescindibile perché questi soggetti possano beneficiare della pensione in questione è lo stato di bisogno, che dipende dal loro reddito.

Da segnalare che la pensione ai ciechi civili è dovuta, a differenza di quella di invalidità civile e di quella di invalidità, indipendentemente dalla incidenza dello stato di minorazione sulla capacità di lavoro, spettando anche oltre il raggiungimento dell’età pensionabile [6]. Ciò dipende dal fatto che si tratta di misure protettive dell’invalidità diverse in cui diverse sono le modalità di finanziamento delle prestazioni:

  • quelle previdenziali [7] sono alimentate dai contributi gravanti sugli specifici soggetti obbligati ed i datori di lavoro;
  • quelle assistenziali [8] sono finanziate dallo Stato attraverso il ricorso alla fiscalità generale.

Nel caso oggetto della sentenza, quella pretesa da Tizio è una prestazione assistenziale che, se viene superata la soglia di reddito prevista dalla legge, non viene più erogata, dato che lo stato di bisogno non sussiste. Ecco perché la sua domanda deve essere respinta.

note

[1] Art. 7 l. n. 66 del 10.03.1962.

[2] Rientrante nell’ambito di cui all’art. 38, co. 1, Cost.

[3] Di cui all’art. 12 l. n. 118 del 30.03.1971 di conversione del d.l. n. 5 del 1971. Si legga Cass. sent. n. 17398 del 29.08.2016.

[4] Trib. Civitavecchia sent. n. 155 del 16.03.2017.

[5] Art. 1 l. n. 406 del 28.03.1968.

[6] Cass. sent. n. 5138 del 26.05.1999.

[7] Trovano fondamento nella previsione di cui all’art. 38, co. 2, Cost.

[8] Art. 38, co. 1, Cost.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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