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Non obbligatorio il consenso per dati sui pignoramneti appresi da pubblici registri

10 Ottobre 2012 | Autore:
Non obbligatorio il consenso per dati sui pignoramneti appresi da pubblici registri

Garante della Privacy: non è necessario il consenso per il trattamento dei dati contenuti nei pubblici registri (per esempio le informazioni sui pignoramenti a carico di un soggetto).

Tutte le informazioni provenienti da pubblici registri, come quelle relative ai pignoramenti subiti da un determinato soggetto, possono essere prelevate e poi trattate da chiunque senza bisogno del consenso dell’interessato.

È il Garante della privacy a stabilirlo: il recente provvedimento dell’Authority [1] ha dato ragione a un’agenzia di investigazioni cui era stata richiesta la cancellazione, dai propri archivi, delle notizie relative alle esecuzioni forzate subìte da un privato. Secondo il Garante, invece, è legittima l’attività dell’agenzia che non fa altro che veicolare ai propri clienti le informazioni prelevate da pubblici registri (come cancellerie o uffici dell’Agenzia del territorio): non osta il fatto che il terzo non abbia fornito il consenso al trattamento dei propri dati.

Difatti, l’utilità per chi si rivolge alle agenzie è poter avere un accesso più agevolato alle informazioni che, diversamente, bisognerebbe richiedere a uffici diversi, con conseguente perdita di tempo e di denaro.

I dati che provengono da registri ed elenchi pubblici possono essere trattati senza per forza acquisire il consenso preventivo dell’interessato. Resta tuttavia fermo l’obbligo di trattare solo dati esatti e aggiornati. Pertanto l’agenzia, per rispettare l’altrui privacy, ha solo il compito di controllare che le informazioni inviate ai propri clienti non siano errate e siano aggiornate: diversamente il trattamento è in contrasto con il codice della privacy [2] e dà diritto al risarcimento del danno.


note

[1] Garante della privacy, provv. n. 211/2012.

[2] Art. 11 Codice della privacy.


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