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Avviso dalla Procura della Repubblica: che significa?

1 Maggio 2017
Avviso dalla Procura della Repubblica: che significa?

Ho ricevuto dalla Procura della Repubblica art. 415 bis per articolo 10 bis, d.lgs. n. 74/2000, totale ritenute non pagate euro 94.000. Che significa?

 

Dal punto di vista processuale, il fatto che al lettore sia stato notificato l’avviso secondo  l’articolo 415-bis del codice di procedura penale vuol dire che la Procura della Repubblica ha esercitato l’azione penale per i fatti che gli vengono contestati in quanto ha ritenuto gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari idonei e sufficienti a sostenere la relativa accusa in giudizio nei suoi confronti.

Il lettore può ora prendere visione ed estrarre copia di tutta la documentazione relativa alle indagini espletate e, nel termine di 20 giorni dalla notifica, può inoltre a propria discolpa presentare memorie, depositare documentazione, chiedere al pubblico ministero il compimento di ulteriori atti d’indagine nonché presentarsi in Procura per rilasciare dichiarazioni ovvero chiedere di essere sottoposta a interrogatorio. Per l’eventuale espletamento di una o più tra queste attività appare opportuno rivolgersi sin d’ora a un avvocato di fiducia in grado di consigliare (presa visione di tutti gli atti) la migliore linea difensiva anche e soprattutto in vista delle prossime scelte processuali da effettuarsi quando il lettore riceverà, sempre dalla Procura, la notifica del decreto di citazione a giudizio contenente l’indicazione del giudice competente nonché del luogo, del giorno e dell’ora della comparizione.

Al termine del processo, il lettore potrà essere assolto , se risulterà colpevole, il giudice lo condannerà alla pena della reclusione che potrà quantificare tra un minimo di 6 mesi e un massimo di 2 anni come previsto dall’articolo 10-bis del decreto legislativo n. 74/2000 in caso di omesso versamento entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta delle ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituti per un ammontare superiore ai 50.000 € per ciascun periodo d’imposta.

In caso di condanna è possibile beneficiare della sospensione condizionale della pena consistente nel fatto che il giudice con la sentenza ordina che l’esecuzione della pena rimanga sospesa per 5 anni al termine dei quali, se non avrà commesso altri reati, il reato per il quale è stata riportata la condanna sarà estinto.

Per determinare la migliore strategia difensiva e le conseguenti scelte processuali è fondamentale considerare la data dei fatti che vengono contestati al lettore. Infatti, per questo tipo di reati, il termine di prescrizione è di sette anni e mezzo che decorrono dal termine stabilito per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta che è quello del 30 settembre dell’anno successivo trattandosi di ritenute complessivamente operate nell’anno di imposta.

 

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti



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