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Lo sai che? Software non attivato: posso chiedere indietro i soldi?

Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2017

Ho acquistato un software gestionale. Ad oggi, il contratto non si è perfezionato perché il software non è mai stato attivato. Come fare per recuperare i soldi?

Le circostanze messe in evidenza dal lettore nel quesito e verificatesi successivamente all’acquisto della licenza software indicata fanno emergere profili di inadempimento delle obbligazioni previste a carico della fornitrice del prodotto e, dal punto di vista del tenore letterale del contratto concluso, fanno addirittura dubitare dell’attuale efficacia dello stesso tra le parti.

In particolare, sotto quest’ultimo aspetto, la licenza d’uso rimette il perfezionamento del contratto a un momento successivo a quello tradizionale dello scambio dei consensi mediante sottoscrizione, ossia a quello della prima attivazione del software. Tale ultima circostanza, tuttavia, non essendosi ancora verificata, pare dunque togliere in radice qualunque efficacia al contratto in oggetto e, pertanto, legittimerebbe l’odierno utilizzatore a chiedere la restituzione del prezzo pagato in quanto detenuto illegittimamente dal fornitore del software [1].

D’altronde, la totale assenza di qualsivoglia clausola che imponga la prima attivazione del software entro un determinato termine non consente di addebitare alcunché all’utilizzatore finale del prodotto che, invece, si è visto modificare in itinere le condizioni di utilizzo della licenza senza alcun preavviso e senza ricevere alcuna assistenza da parte del fornitore.

Tali ultimi comportamenti, addebitabili al fornitore, costituiscono quantomeno un inadempimento all’obbligazione prevista dal contratto stesso secondo cui l’autrice si impegnerà alla fornitura delle chiavi di attivazione entro un massimo di trenta giorni solari dall’avvenuta ricezione della comunicazione delle chiavi da parte dell’utente.

Pertanto la mancata attivazione del software è da imputarsi esclusivamente alla condotta dell’autrice di esso che, inopinatamente e senza avvertire prima l’utilizzatore, ha modificato il sistema di attivazione del prodotto non consentendo peraltro alcuna sostituzione di esso. Tale comportamento è passibile di costituire inadempimento contrattuale legittimando una richiesta di risarcimento del danno da parte dell’utilizzatore finale del prodotto [2].

Per tali ragioni, onde pervenire al ristoro dei diritti del lettore, si rende necessario costituire in mora la fornitrice mediante una raccomandata di diffida nella quale, denunciando l’accaduto, si intima entro un termine prestabilito la restituzione del prezzo versato dal momento che la mancata attivazione del software ha impedito l’efficace perfezionamento del contratto. Ciò a pena dell’instaurazione di apposito giudizio civile nel quale accertare l’inadempimento commesso e chiedere la restituzione del prezzo oltre che il risarcimento del maggior danno subito.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Cfr. art. 2033 cod. civ. in tema di indebito oggettivo, ossia il diritto di chi ha effettuato un pagamento non dovuto di riottenere indietro ciò che ha pagato.

[2] Cfr. art. 1218 cod. civ. che prevede l’obbligo del contraente che non esegue la prestazione dovuta di risarcire il danno a meno che non provi che l’inadempimento o il ritardo nell’adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.


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