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Come ricusare il pm?

4 maggio 2017


Come ricusare il pm?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2017



Ho denunciato un dirigente responsabile dell’ufficio Ici per una serie di reati. Il pm ha portato il reato a prescrizione e voglio ricusarlo. Faccio bene?

Alla luce di quanto emerge è da ritenersi che alcune delle ipotesi delittuose ascritte nella denuncia ai funzionari citati non appaiono  facilmente inquadrabili nelle relative previsioni del codice penale per motivazioni di ordine diversificato.

Per esempio, in ordine al reato di appropriazione indebita ipotizzato dal denunciante, sembra oltremodo azzardato sostenere che il pubblico dipendente che non provveda solertemente ad un rimborso dovuto dall’ente cui è stata versata un’imposta, concretizzi l’ipotesi delittuosa in questione, la quale punisce chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso [1]. Presupposto di questo reato è il possesso della cosa oggetto di appropriazione: non può certamente sostenersi, nel caso in esame, che le somme versate alla tesoreria comunale possano considerarsi in possesso del dipendente e, quindi, suscettibili di “interversione”, cioè di cambiamento dell’intenzione: prima si deteneva qualcosa per conto d’altri, poi si cambia il titolo del possesso e le cose sono tenute per conto proprio e per farne uso personale. L’ipotesi delittuosa in esame può configurarsi, ad esempio, nel caso del dipendente che incassa direttamente delle somme (per esempio le multe pagate dai cittadini) e le trattiene senza versarle a chi ne è il legittimo titolare.

Anche gli atteggiamenti che sono riassunti nella voce “eccesso di potere”, seppure aventi un possibile rilievo disciplinare, non configurano ipotesi di reato: l’aver difeso l’ente sostenendo, per esempio, tesi giuridicamente inappropriate e bollate come infondate dalla Commissione Tributaria, non è certamente un reato, così come il ritardo nell’ottemperanza alla sentenza che troverebbe certamente molte plausibili giustificazioni.

La paventata distrazione di personale attuata per svolgere attività amministrative risultate erronee a seguito del giudizio tributario, non costituisce ipotesi di reato. Non è però assurdo il rilievo che vi potrebbe essere stato un danno erariale in relazione ad alcuni comportamenti quali il ritardo nell’esecuzione dei rimborsi, o l’aver esposto temerariamente l’ente ad un giudizio conclusosi con la condanna anche alle spese processuali. Non si tratta, comunque, di reati.

In merito al procedimento penale ed alla volontà di presentare dichiarazione di ricusazione, v’è da dire che la legge [2] non richiede l’ausilio del difensore, prevede espressamente che essa può essere proposta, qualora non sia fatta personalmente dall’interessato, a mezzo del difensore. Con il che legislatore lascia intendere chiaramente che il difensore è una semplice eventualità non indispensabile.

Il lettore ci chiede se la denuncia è pertinente. Molti dei comportamenti sottoposti all’esame del giudice non sembrano rientrare in ipotesi previste da norme penali. Se, invece, vi è stato un diniego non giustificato ad una istanza di accesso agli atti o se, viceversa, vi è stato un ritardo nel compimento di atti d’ufficio, potrebbe ipotizzarsi l’abuso d’ufficio [3]. Trattasi di un reato perseguibile d’ufficio.

Si potrà eventualmente attendere l’esito del processo e, nel caso di condanna, agire in sede civile per il risarcimento del danno. La costituzione di parte civile nel procedimento penale in corso non è, in definitiva, indispensabile. I tempi, però, saranno molto lunghi e, nel caso di dichiarazione di prescrizione dei reati con conseguente omissione di ogni pronuncia sulla fondatezza delle accuse, occorrerà dimostrare in sede civile l’illiceità dei comportamenti alla base dell’eventuale domanda di risarcimento.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Vincenzo Rizza      

note

[1] Art. 646 cod. pen.

[2] Art. 38, co. 4, cod. proc. pen.

[3] Art. 323 cod. proc. pen.

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