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Rifiuto reiscrizione all’Albo: l’avvocato non può più esercitare?

6 maggio 2017


Rifiuto reiscrizione all’Albo: l’avvocato non può più esercitare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2017



Sono stata cancellata dall’albo degli avvocati, essendo stata condannata per patrocinio infedele, condanna ora estinta. Ho chiesto la reiscrizione ma è stata rigettata. Non potrò mai più esercitare?

 

Entro il termine perentorio di 20 giorni dalla notifica della copia integrale della delibera motivata del Consiglio dell’Ordine che rigetta la richiesta di iscrizione, la lettrice può presentare ricorso al Consiglio Nazionale Forense avverso la deliberazione di rigetto. Ricorso con il quale ben potrebbe sostenere come in casi del genere appaia opportuno applicare per analogia il principio di legalità [1] secondo cui nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione. Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati. Non sarebbe, infatti, per nulla peregrino considerare l’attuale disposizione ostativa prevista dalla legge professionale forense [2] alla stregua di una sanzione amministrativa; sanzione amministrativa che, nel caso di specie, è entrata in vigore in epoca di gran lunga successiva rispetto ai fatti che ebbero a determinare la cancellazione dall’Albo della lettrice e che oggi parrebbero esserle di ostacolo per il futuro esercizio della professione.

Appare inoltre opportuno rilevare come la lettrice abbia anche tutti i requisiti per chiedere e ottenere la riabilitazione [3] che, è noto, estingue ogni altro effetto penale della condanna. Una volta ottenuta la riabilitazione potrebbe provare a presentare una nuova richiesta di iscrizione [4].

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Marescotti

note

[1] Sancito dall’art. 1 l. n. 689 del 24.11.1981.

[2] Art. 17, co. 1, lett. g), l. n. 247 del 31.12.2012.

[3] Art. 178 e 179 cod. pen.

[4] Sulla scorta di quanto previsto dall’art. 30, ult. co. del Regolamento Cnf n. 2 del 21.02.2014 recante la disciplina del procedimento disciplinare forense in attuazione della riforma forense e in vigore dal 01/01/2015.


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