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Decadenza dalla rottamazione: tutte le conseguenze


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 aprile 2017



La rottamazione produce effetti solo se si pagano puntualmente tutte le rate. In caso contrario, il debito ritorna al suo importo originario.

La rottamazione delle cartelle estingue i debiti con l’Agente della riscossione solo in caso di pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate, fino ad un massimo di cinque, in cui si è scelto di pagare. In caso contrario, la rottamazione decade, le somme già pagate vengono considerate come un acconto e il debito ritorna al suo importo originario. Vediamo più nel dettaglio le conseguenze della decadenza dalla rottamazione.

Cosa si paga con la rottamazione?

Con la rottamazione delle cartelle, anche conosciuta come definizione agevolata dei ruoli [1], si può cancellare il debito con l’Agente della riscossione, pagando una somma ridotta rispetto a quella effettivamente dovuta.

Con la rottamazione dunque il debito viene scontato, infatti non sono più dovute:

  • le sanzioni;
  • gli interessi di mora;
  • l’aggio, ovvero il compenso dell’Agente della riscossione, calcolato sulle sanzioni e sugli interessi di mora.

Come si paga la rottamazione?

Le somme dovute in sede di rottamazione possono essere pagate in un’unica soluzione o in rate. Il contribuente deve scegliere, al momento di presentazione della domanda di rottamazione, il numero delle rate, che può variare da due fino ad un massimo di cinque.

Se si sceglie la rateazione più lunga, le scadenze e gli importi delle rate sono:

  • luglio 2017 – pagamento del 24% del debito;
  • settembre 2017 – pagamento del 23% del debito;
  • novembre 2017 – pagamento del 23% del debito;
  • aprile 2018 – pagamento del 15% del debito;
  • settembre 2018 – pagamento del 15% del debito.

Sulle rate sono dovuti, a partire dal 1 agosto 2017, gli interessi al tasso del 4,5% [2].

Quanto alle modalità di pagamento, la rottamazione si può pagare allo sportello dell’Agente della riscossione, con l’addebito sul conto corrente o con i bollettini precompilati (pagabili ad esempio alle Poste, in banca, al tabacchi).

Quando si decade dalla rottamazione?

Dalla rottamazione si decade nei seguenti casi:

  • mancato pagamento anche solo di una rata della rottamazione;
  • tardivo pagamento della rata rispetto alle scadenze stabilite dalla legge;
  • insufficiente pagamento della rata, che in questa ipotesi viene effettivamente pagata, ma per un importo più basso rispetto a quello dovuto.

In base a quanto prevede oggi la legge, basta pagare anche con un solo giorno di ritardo per decadere dalla rottamazione. Così come è sufficiente pagare pochi euro in meno rispetto al dovuto per decadere.

Quindi è consigliabile non pagare mai l’ultimo giorno, ma, vista la gravità delle conseguenze, organizzarsi per il pagamento qualche giorno prima della scadenza.

Non corre il rischio di dimenticarsi una rata chi ha scelto, come modalità di pagamento, l’addebito in conto corrente. In questo caso però è bene verificare di avere sul conto il denaro sufficiente a coprire l’addebito della rata della rottamazione.

Si può sanare la decadenza dalla rottamazione?

La decadenza dalla rottamazione non si può sanare.

Salvo novità legislative dell’ultimo momento, non è prevista la possibilità di rimettersi in regola a seguito di una rottamazione decaduta.

Quindi, ad esempio, non sarà possibile versare delle somme ulteriori a titolo di interesse, se paghiamo in ritardo: il pagamento sarà considerato irregolare.

Dunque, nel caso della rottamazione, non è ammesso il lieve inadempimento, che invece di norma può essere sanato nelle rateazioni con l’Agente della riscossione, come spieghiamo nell’articolo Dilazione Equitalia e Agenzia Entrate: non si decade per piccoli ritardi.

Quali sono le conseguenze della decadenza dalla rottamazione

Come abbiamo detto, la rottamazione si perfeziona solo dopo l’integrale pagamento del debito rottamato. Quindi, solo dopo il regolare pagamento dell’ultima rata il debito, che è stato inserito nella domanda di rottamazione, viene effettivamente cancellato, ossia si estingue.

Facciamo l’esempio della rottamazione di una cartella di pagamento avente ad oggetto un bollo auto, oltre sanzioni e interessi. L’intero debito, quindi tutta la cartella, viene cancellato se con la rottamazione viene pagato tempestivamente l’importo pari al solo bollo auto (oltre alle spese di notifica, sempre dovute).

Se si decade dalla rottamazione, il debito torna ad essere quello originario. Quindi saranno nuovamente dovuti il bollo auto, le sanzioni e gli interessi.

Cosa accade alle somme già versate in rottamazione?

Le somme versate con la rottamazione, in caso di decadenza, vengono trattenute a titolo di acconto. Quindi il debito torna all’importo originario e quanto già versato viene considerato come acconto sul pagamento dell’intero debito.

Non è possibile chiedere il rimborso delle somme versate in occasione della rottamazione.

Cosa si rischia con la decadenza dalla rottamazione?

Ecco cosa accade dal momento in cui si decade dalla rottamazione:

  • l’Agente della riscossione può pretendere il pagamento dell’intero debito in un’unica soluzione;
  • riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza;
  • possono essere intraprese nuovamente le azioni esecutive, ovvero i pignoramenti;
  • l’Agente della riscossione può notificare le misure cautelari al contribuente, ovvero fermi amministrativi e ipoteche.

Dopo la decadenza si può chiedere una nuova rateazione?

In caso di decadenza dalla rottamazione, non si possono chiedere ulteriori rateazioni del debito [3], eccetto che nei seguenti casi:

  • quando il contribuente aveva in corso una rateazione prima della rottamazione, in quanto la vecchia rateazione viene revocata solo al momento del pagamento della prima o dell’unica rata della rottamazione. Quindi, se si intende riprendere il vecchio piano di rateazione, è essenziale farlo a luglio 2017. Se però viene pagata la prima rata della rottamazione, la vecchia rateazione è revocata. In questo caso, una successiva decadenza dalla rottamazione fa venir meno la possibilità di riprendere il vecchio piano o di chiederne di nuovi;
  • quando la domanda di rottamazione è stata presentata entro sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento rottamata.

note

[1] Art. 6 D.L. 22.10.2016 n. 193.

[2] La legge sulla rottamazione rinvia al tasso di interessi previsto dall’art. 21 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

[3] La rateazione ordinaria si può richiedere all’Agente della riscossione in base all’art. 19 D.P.R. 29.09.1973 n. 602.

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2 Commenti

  1. Buongiorno
    Io avevo presentato istanza di rottamazione inserendo i debiti con la cassa di previdenza ed avevo ottenuto il piano delle rate da Ex equitalia.
    Ma mi arriva una comunicazione dalla cassa in cui mi si dice che non cè adesione da parte loro, dunque di pagare le cartelle relative nelle modalità ordinarie..
    Dunque non pago alcuna rata della rottamazione, la quale comprendeva anche una cartella per irpef..

    Oggi procedo ad istanza di rateizzazione ma mi viene negata in toto, motivata dal fatto che le cartelle erano state oggetti di rottamazione, non andata a buon fine..
    Rispondo che, vero è per la cartella Irpef; diversamente per i debiti della cassa che, appunto, cmq la Cassa non aveva aderito alla rottamazione, dunque c’era un erroer di fondo e insisto nella mia richiesta di vedermi riconoscere il diritto a rateizzare solo questi ultimi!

    Riposta non solo negativa, ma con emissione atto di initmazione ad adempiere entro 5 gg!!

    vedo tutto ciò ingiusto e scorretto
    l’ente puo non ammettere in rateizzazione solo la cartella con il debito irpef e non anche quelle della cassa che, a mio avviso, avrebbe piuttosto dovuto rifiutare direttamente alla mia richiesta, piuttosto che inserirle e farmi decadere da tutto!! anche dall’irepf che non potuto rottamare in maniera separata, essendo intanto scaduti i termini per presentare nuova istanza

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