Diritto e Fisco | Articoli

Prescritti i bolli auto fino al 2013

18 aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 aprile 2017



Prescrizione del bollo auto: come si calcola per sapere se l’accertamento o la cartella sono legittimi.

Il bollo auto si prescrive in tre anni qualora, entro tale termine, il contribuente non abbia ricevuto un sollecito di pagamento o una cartella esattoriale. Vediamo come si calcola il termine triennale.

Il termine di prescrizione decorre, non dal momento in cui la tassa è dovuta, bensì dal 1° gennaio dell’anno successivo. Per esempio, se il pagamento del bollo auto 2017 scade a luglio, i tre anni iniziano a decorrere a partire dal 1° gennaio 2018 e, quindi, scadono il 31 dicembre 2020.

Ad oggi sono quindi prescritti, in assenza di intimazioni di pagamento notificate dalla Regione, Agenzia delle Entrate o Equitalia, i bolli auto dal 2013 a ritroso. I bolli auto del 2014 si prescriveranno, in assenza di notifiche, entro il 31 dicembre 2017.

Cartella bollo auto: calcolo prescrizione

Il bollo auto si prescrive in tre anni anche successivamente alla notifica della cartella.

Per verificare l’eventuale prescrizione della cartella esattoriale occorre guardare alla data di ricezione da parte del destinatario e non a quella di spedizione da parte di Equitalia/Agenzia delle Entrate. Qualora, infatti, la legge abbia previsto termini di prescrizione, è essenziale ai fini del perfezionamento della notifica, la ricezione da parte del destinatario.

L’avviso di accertamento parte della Regione deve quindi pervenire al destinatario entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello per il quale la tassa è dovuta, mentre la cartella deve pervenire al destinatario o entro tre anni dalla notifica dell’accertamento.

Nel caso delle notifiche a mezzo posta vige il principio del cosiddetto doppio termine di notifica [1] secondo il quale vi sono due momenti perfezionativi della notifica a seconda che la si guardi dal punto di vista del notificante o da quello del destinatario.

La notifica si perfeziona, per il mittente, nel momento in cui consegna il plico all’ufficiale giudiziario o all’ufficiale postale, poiché è in quel momento che egli assolve il proprio dovere di comunicazione.

Per il destinatario, invece, la notifica si perfeziona quando riceve l’atto o è nella condizione di riceverlo (data attestata dalla relata di notifica) perché è in quel momento che egli ne viene a conoscenza o ne potrebbe venire a conoscenza.

La Cassazione [2] ha però precisato che tale principio deve ritenersi applicabile solo quando i termini per la notifica degli atti tributari siano previsti a pena di decadenza e non anche quando siano previsti a pena di prescrizione del diritto di recuperare il credito.

In altri termini, se Equitalia deve notificare una cartella entro un termine di decadenza, tale termine si considera rispettato anche se consegna l’atto all’ufficiale giudiziario l’ultimo giorno utile e l’atto giunge a conoscenza del destinatario oltre il termine di decadenza suddetto.

Invece, se il termine di notifica viene previsto a pena di prescrizione, è necessario che la cartella giunga al destinatario entro tale termine.

Di conseguenza Equitalia non potrà consegnare il plico all’ufficiale l’ultimo giorno utile perché se dovesse essere recapitato al destinatario anche solo il giorno successivo, il termine di prescrizione si considererebbe ormai spirato con conseguente nullità della cartella.

Dunque, solo nelle ipotesi di decadenza e non in quelle di prescrizione, si applica il doppio termine di notifica; per l’interruzione della prescrizione, invece, occorre che l’atto giunga nella sfera di conoscenza o di conoscibilità del destinatario prima che la prescrizione si sia realizzata.

note

[1] Corte Cost., sent. n. 477/2002.

[2] Cass. sent. n. 9302/2012 e n. 26804/2013.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Se è vero io so che facciamo parte alla comunità europea quindi non dovremmo nemmeno pagare la tassa di proprietà sull’auto tanto è vero che l’Italia paga una multa alla comunità europea perché continua a trasgredire alla legge europea

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI