HOME Articoli

Lo sai che? Si possono pubblicare le notizie di una indagine penale?

Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 17 aprile 2017

Ho un sito di informazione: se pubblico le accuse contro un indagato, per come formulate dalla procura della repubblica, risultanti da un fascicolo penale e formalizzate nell’avviso di garanzia, posso essere responsabile per diffamazione se ancora non c’è stata condanna?

Il titolare del giornale, così come l’autore del sito internet di informazione, che si limita a riportare gli atti del procedimento penale a carico di una persona, non risponde del delitto di diffamazione neanche se le accuse formulate nei confronti dell’indagato – per come risultanti dal fascicolo della procura della Repubblica e dall’avviso di garanzia – dovessero risultare poi infondate all’esito del processo penale. In altre parole, anche se dovesse sopraggiungere l’assoluzione è lecito pubblicare le accuse e le notizie di una indagine penale. L’importante è che il giornalista si limiti a riportare le semplici informazioni tratte dagli atti giudiziari, senza aggiungervi valutazioni personali o pronostici sull’esito del processo. In buona sostanza, ci si deve limitare a fare solo cronaca, senza eccedere in commenti o critiche personali. L’autore dell’articolo giornalistico che voglia evitare il reato di diffamazione, deve evitare di far credere al lettore che le accuse siano fatti veri e già accertati, benché non ancora confermati dalla sentenza (che, per ovvie ragioni, non è stata ancora emessa).

Il diritto di cronaca deve essere, comunque, contemperato con il diritto all’oblio che spetta anche al condannato, per come avremo modo di chiarire a breve. Leggi, a riguardo, Come eliminare i propri dati dai risultati di Google.

Sulla possibilità di pubblicare le notizie di una indagine penale si è di recente espressa la Cassazione (leggi È diffamazione se pubblico le accuse penali?). Secondo la Corte non c’è diffamazione nel limitarsi a riportare le accuse penali formulate dal pubblico ministero nei confronti dell’indagato, anche se poi l’indagine viene archiviata, se l’indagato viene ritenuto innocente all’esito dell’istruttoria o se, in secondo grado, la sentenza di condanna viene riformata.

Il giornalista che riesce ad acquisire le informazioni del procedimento penale dovrà attenersi alle stesse, non travisarle, non filtrarle o, peggio, esagerarle o far ritenere certi fatti che, per il momento, non sono stati ancora oggetto di accertamento giudiziale. È vero che, per costituzione, anche l’indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza di condanna irrevocabile, ma è anche vero che è reato pubblicare una notizia presa da un provvedimento giudiziario, come una sentenza di condanna di primo grado o un rinvio a giudizio.

Cosa può fare l’indagato? Non potendosi opporre alla pubblicazione della notizia dell’indagine, anche se ancora non confluita in una sentenza, può certamente, in caso di archiviazione delle indagini o di assoluzione, chiedere al giornale la rettifica della notizia pubblicata con l’aggiornamento dei fatti (se si tratta di un sito internet, l’aggiornamento deve essere riportato sulla stessa pagina e non su altra, che potrebbe non essere letta da chi è riuscito a reperire la prima).

Infine, una volta decorso qualche anno e divenuto il fatto non più di pubblico interesse, si matura il cosiddetto diritto all’oblio: esso consiste

  • nel caso di carta stampata, nel diritto alla non riproposizione di fatti vecchi con successive pubblicazioni;
  • nel caso di giornale online, nel diritto alla cancellazione della notizia o alla de-indicizzazione dai motori di ricerca (per sapere come si fa, leggi Come eliminare i propri dati dai risultati di Google).

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI