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Separazione: se vendo la casa coniugale, cosa può pretendere l’ex?

6 Maggio 2017


Separazione: se vendo la casa coniugale, cosa può pretendere l’ex?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 Maggio 2017



Una donna separata, in comunione dei beni con l’ex, ha la casa coniugale intestata a sè stessa. La vende e regala il ricavato ai 2 figli maggiorenni. L’ex può pretendere qualcosa?

Per rispondere al quesito giova innanzitutto premettere che la separazione personale, giudiziale o consensuale che sia, è causa di scioglimento della comunione legale dei coniugi [1], cui subentra un regime patrimoniale di ordinaria comproprietà dei beni acquistati da ciascuno dei coniugi.

Pertanto, quando la lettrice afferma che dopo l’atto di separazione ha la casa coniugale intestata al 100% a se stessa, i casi possono essere due: o quella casa era già intestata esclusivamente a lei anche durante il matrimonio (per esempio perché pervenutale per successione o donazione [2] o perché acquistata con denaro personale [3]) oppure era un bene in comunione legale, dunque cointestato, e all’esito della separazione è divenuto integralmente di sua proprietà (ad esempio, grazie a un accordo col suo ex marito omologato dal tribunale).

Da quanto la lettrice riferisce, è stato grazie alla separazione personale che la casa è divenuta interamente di sua proprietà, ciò fa ritenere che precedentemente la casa fosse in comunione legale. Se ciò è vero ne discende allora che vi è stato un accordo in sede di separazione personale a mezzo del quale il suo ex marito ha trasferito il proprio 50% dell’immobile a lei. Le motivazioni alla base della suddetta operazione possono essere le più varie e solo una lettura degli atti della separazione potrà aiutare in tal senso.

Ad ogni modo, se così è avvenuto, oggi la lettrice può disporre liberamente del bene in parola anche per realizzare una donazione del ricavato della vendita ai figli. Quanto ad eventuali diritti che il suo ex marito potrebbe ancora vantare sull’appartamento in questione, potrebbero eventualmente residuare obbligazioni di rimborso aventi a oggetto somme che suo marito, in costanza di matrimonio o anche dopo, ha prelevato dal proprio patrimonio personale e impiegato in spese e investimenti realizzati sull’immobile suddetto [4], come può essere per il caso ad esempio di ristrutturazioni. In tale ultimo caso, il suo ex marito potrebbe avanzare legittime pretese sul ricavato della vendita del bene.

Diverso il caso in cui, a seguito della separazione, la proprietà dell’immobile già in comunione non sia stata trasferita integralmente alla lettrice ma le sia stato soltanto assegnato il diritto di abitarvi per le esigenze sue e dei suoi figli. Anche questa circostanza potrà essere facilmente appurata da una lettura degli atti della separazione. Ad ogni buon conto, in quest’ultimo caso la vendita potrà avvenire solo con il consenso del suo ex marito in quanto ancora comproprietario dell’immobile e a quest’ultimo dovrà essere consegnato metà del ricavato.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Enrico Braiato

note

[1] Art. 191 cod. civ.

[2] Art. 179, lett. b), cod. civ.

[3] Art. 179, lett. f), cod. civ.

[4] Art. 192, co. 3, cod. civ.


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