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Lo sai che? Che significa che l’assicurazione può agire in surroga?

Lo sai che? Pubblicato il 3 luglio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 luglio 2017

L’impresa di assicurazioni ha diritto di agire in surroga dei diritti risarcitori spettanti al proprio assicurato. Ma come funziona il meccanismo?

L’impresa di assicurazioni ha diritto di agire in surroga dei diritti risarcitori spettanti al proprio assicurato [1]. Ma che significa esattamente? Che vuol dire che l’assicurazione può agire in surroga? In parole povere, l’assicuratore agisce nei confronti del responsabile di un sinistro o di un furto per recuperare le somme pagate al danneggiato. In questo modo, l’assicurato non viene risarcito due volte e, cioè, da colui che ha causato il sinistro e dalla stessa assicurazione. A spiegare questo meccanismo è Tribunale di Cremona [2].

Con la surroga l’assicurato non viene risarcito due volte

La vicenda

Un’impresa di assicurazioni chiedeva la condanna di un meccanico, in via di surroga, alla restituzione di quanto versato al proprio assicurato a titolo di indennizzo per l’avvenuto furto dell’auto di proprietà di quest’ultimo, veicolo che era stato rubato dopo essere stato dato in custodia all’autofficina del meccanico. Quest’ultimo, però, sosteneva la responsabilità del proprietario del veicolo per il furto, essendo stato quest’ultimo (e non il personale dell’officina) a parcheggiare la vettura sulla pubblica via, anziché all’interno dell’officina, così rendendogli impossibile esercitare l’adeguata vigilanza nei confronti del mezzo.

Surroga dell’assicurazione: come funziona?

Il diritto di surrogazione o diritto di rivalsa è il diritto dell’assicuratore di agire nei confronti del responsabile di un sinistro o, come nel nostro caso, di un furto per recuperare le somme pagate al danneggiato a titolo di risarcimento.

Facciamo un esempio per capire come funziona il meccanismo: ipotizziamo di avere un’assicurazione sulla casa e che una macchina sia parcheggiata nei pressi della nostra abitazione; tale auto si incendia e danneggia i muri del nostro fabbricato. L’assicuratore pagherà l’indennizzo, ma agirà nei confronti del proprietario dell’auto (l’effettivo responsabile del sinistro) per il recupero delle somme. Se così non fosse, l’assicurato (cioè noi) riceverebbe un doppio risarcimento (quello del proprietario dell’auto e quello della propria assicurazione). In sostanza, quindi, l’assicuratore surrogante si sostituisce all’assicurato-danneggiato nei diritti che quest’ultimo vanta nei confronti del terzo responsabile.

Tale meccanismo ha, quindi, più scopi:

  1. evitare l’arricchimento dell’assicurato, che potrebbe ricevere sia l’indennizzo che il risarcimento;
  2. evitare l’arricchimento del responsabile, il quale – se non esistesse la surrogazione – beneficerebbe indirettamente della copertura assicurativa contro i danni stipulata dal danneggiato.

Con la surroga si evitano arricchimenti ingiustificati

Nel nostro caso, il giudice non ha potuto fare a meno di confermare la responsabilità del meccanico,quale titolare dell’autofficina rispetto al furto: egli, infatti, ha preso in consegna l’auto (con conseguenti obblighi di custodia), parcheggiandola fuori dall’officina, non prendendo le cautele adeguate per prevenire l’evento poi effettivamente verificatosi (ad esempio, non ha messo le chiavi in un luogo in cui nessuno avrebbe potuto vederle e, quindi, impadronirsene). Al contrario, nessuna colpa può essere invece attribuita al proprietario del veicolo, che ha semplicemente provveduto a consegnare auto e relative chiavi al personale dell’officina.

note

[1] Art. 1916 cod. civ.

[2] Trib. Cremona sent. n. 20 del 17.01.2017.

Fonte della sentenza: lesentenze.it


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