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Spese di giudizio: devo pagare le spese forfettarie?

6 maggio 2017


Spese di giudizio: devo pagare le spese forfettarie?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 maggio 2017



Sono stato condannato a pagare le spese processuali per compensi e gli oneri accessori di legge; l’avvocato ha inserito in parcella anche le spese forfettarie. Sono tenuto a pagarle?

La disciplina che regola il riparto delle spese di giudizio è regolata dal codice di procedura civile ai sensi del quale il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell’altra parte e ne liquida l’ammontare insieme con gli onorari di difesa [1]. La suddetta regola non è altro che l’espressione di un principio saldamente consolidato nel nostro ordinamento, secondo cui il costo del ricorso alla giustizia civile non deve ripercuotersi in pregiudizio della parte che ha ragione, pur sempre secondo l’opinione del giudice.

Così è stato nel caso del lettore, ove, soccombente in un giudizio, è stato condannato al pagamento delle spese e degli onorari di difesa. Tra questi ultimi vanno annoverate, quale voce accessoria, le spese forfettarie. La legge stabilisce che, oltre al compenso e al rimborso delle spese documentate in relazione alle singole prestazioni, all’avvocato è dovuta — in ogni caso ed anche in caso di determinazione contrattuale — una somma per rimborso spese forfettarie di regola nella misura del 15% del compenso totale per la prestazione, fermo restando quanto previsto in materia di rimborso spese per trasferta [2]. Le spese forfettarie sono, dunque, dovute nella misura del 15% del compenso totale della prestazione e la circostanza che nel dispositivo non ve ne sia menzione e/o esatta quantificazione non esclude il diritto del difensore di controparte a chiederne la corresponsione al soccombente.

Sul punto si segnala che la Corte di Cassazione [3] ha enunciato il principio secondo cui il rimborso forfettario rappresenta un credito che consegue per legge e, essendone la misura determinata dalla disciplina di settore, l’eventuale quantificazione che il giudice ne effettua in sentenza ha mera efficacia dichiarativa. Essa, dunque, non incide sul diritto del procuratore di chiedere tale rimborso che nella legge già trova titolo e misura, così come devono essere corrisposti per legge, anche se non ve ne sia espressa menzione nel dispositivo della sentenza, gli ulteriori accessori, quali il rimborso Iva ed il contributo cpa. In conclusione, le spese forfettarie nella misura del 15% inserite in parcella dall’avvocato di parte vittoriosa sono dovute dal lettore, il quale pertnto non può esimersi dal corrisponderle.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Alessandro Dini

note

[1] Art. 91 cod. proc. civ.

[2] Art. 2, co. 2, D.M. n. 55 del 10.03.2014.

[3] Cass. sent. n. 9315 del 17.04.2013.


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