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Lo sai che? L’informativa privacy basta per pubblicare immagini altrui?

Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 maggio 2017

Una cooperativa sociale ha fatto un video durante una manifestazione. Sono stati ripresi i dipendenti che hanno sottoscritto l’informativa privacy. Uno si è dimesso. Se il video continua a essere usato, potrebbe lamentare qualcosa?

La legge sul diritto d’autore afferma che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa [1]. Quindi, in linea generale, qualora si intenda pubblicare un video che ritrae una determinata persona in una situazione in cui la stessa è protagonista, è necessario il consenso di quest’ultima.

La sottoscrizione da parte del lavoratore, come nel caso di specie, dell’informativa sulla privacy al momento dell’assunzione [2] non sempre può ritenersi sufficiente in tal senso. Il consenso può essere manifestato oralmente o per iscritto ed è necessario che abbia ad oggetto specificamente la pubblicazione dell’immagine dell’interessato.

Nel caso si specie, l’informativa sottoscritta dal lavoratore non consente di ritenere che lo stesso abbia autorizzato la cooperativa interessata anche alla pubblicazione di immagini che lo riguardano. Anzi, al contrario, il testo stesso dell’informativa assicura che «i dati non saranno invece diffusi a soggetti indeterminati», cosa che certamente consegue alla pubblicazione dell’immagine su piattaforma virtuale. Non è tuttavia richiesto il consenso dell’interessato [3]:

  • qualora il protagonista del video sia un personaggio pubblico (ad esempio un attore famoso) o un soggetto che riveste un ufficio pubblico (ad esempio un politico);
  • qualora la pubblicazione sia connessa a finalità di giustizia, di polizia, scientifiche, culturali o didattiche;
  • quando – come nel caso di specie – la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Tale ultima previsione può essere infatti ricondotta all’ipotesi prevista dalla legge sulla privacy [4] che disciplina il trattamento temporaneo dei dati del soggetto ripreso, qualora tale utilizzo sia finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione artistica. In tal caso, non è necessario richiedere il consenso degli interessati, purché il trattamento avvenga nel rispetto della dignità di chi viene ripreso e l’informazione rispetti i caratteri della verità dei fatti, interesse pubblico alla notizia ed essenzialità dell’informazione.

Nel caso di specie, la pubblicazione da parte della cooperativa sociale di un video per promuovere le proprie attività e per informare i giovani sui rischi connessi all’uso di alcool e droga non necessita del consenso dei dipendenti che compaiono nel video medesimo: ciò in quanto, come sopra considerato, si tratta di una ripresa svolta in occasione di una manifestazione pubblica, con finalità di pubblica informazione e per la promozione dell’attività della cooperativa interessata. Trattandosi di ripresa avvenuta nel corso di un evento pubblico, il lavoratore compare assieme ad un numero indistinto di altre persone, risultando così anche difficilmente individuabile; a maggior ragione, il suo consenso non sarà necessario. Se tuttavia il lavoratore si opponesse fermamente alla pubblicazione della propria immagine e chiedesse la rimozione del video, la cooperativa potrebbe ricorrere ad una soluzione di compromesso, quale la pubblicazione del filmato oscurando il volto dell’interessato. In tal modo verrebbero salvaguardate sia le esigenze “promozionali” della cooperativa, sia la tutela della riservatezza del lavoratore, il quale nulla potrebbe mai rimproverare all’ente.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Valentina Azzini

note

[1] Art. 69 l. n. 633 del 22.04.1941.

[2] Art. 13 Codice della Privacy.

[3] Art. 97 l. 633 del 22.04.1941.

[4] Art. 136 lett. c) d.lgs. n. 196 del 30.06.2003.


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