Diritto e Fisco | Articoli

Chi non paga le spese di condominio va denunciato ai creditori

19 aprile 2017


Chi non paga le spese di condominio va denunciato ai creditori

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 aprile 2017



L’amministratore di condominio è tenuto a fornire l’elenco dei morosi ai creditori affinché questi procedano al pignoramento prima nei confronti di chi non è in regola con le quote.

Chi non paga un debito non può essere denunciato ai carabinieri o alla procura della repubblica; ma se si tratta di debiti di condominio può essere “denunciato” ai creditori del condominio medesimo affinché, nel momento in cui decidono di avviare il pignoramento, aggrediscano prima i beni dei morosi e poi quelli di tutti gli altri condomini (in base ai rispettivi millesimi). Quella che è una delle novità più salienti della riforma del condominio del 2012 è oggetto di una recente pronuncia del tribunale di Roma [1].

Obbligato a fornire ai creditori (dietro loro espressa richiesta) i nominativi dei proprietari non in regola con le quote condominiali è l’amministratore, senza che possa interferire alcuna tutela dell’altrui privacy. Ma, in concreto, cosa deve fare l’amministratore se i condomini non pagano? In buona sostanza, il meccanismo è il seguente:

  • inizialmente il creditore del condominio che non ha ricevuto il pagamento di una delle proprie fatture può chiedere il decreto ingiuntivo al tribunale presentando la fattura a dimostrazione del proprio credito. Al procedimento non partecipa il debitore a cui, però, nei 60 giorni successivi, viene notificato il decreto ingiuntivo e contro cui ha facoltà, nei 40 giorni successivi, di presentare opposizione al giudice che lo ha emesso. In tal caso inizia una vera e propria causa;
  • se il decreto ingiuntivo non viene opposto (entro 40 giorni) oppure, a seguito di opposizione del debitore, viene confermato dal giudice, il creditore notifica al condominio l’atto di precetto con cui intima il pagamento entro 10 giorni;
  • se il condominio non paga neanche dopo la notifica del precetto, il creditore può intraprendere il pignoramento. A tal fine può scegliere se aggredire inizialmente (ma non è tenuto a farlo) i beni del condominio (come, ad esempio, il conto corrente) oppure avviare il pignoramento direttamente contro i beni dei singoli condomini. Se il conto corrente del condominio è in rosso e/o non vi sono altri beni condominiali pignorabili non resta che aggredire i beni dei proprietari degli appartamenti, uffici e negozi dell’edificio;
  • prima di iniziare il pignoramento contro i condomini, il creditore deve farsi consegnare dall’amministratore l’elenco dei nomi di proprietari che non hanno pagato le quote di loro spettanza relative alla spesa cui la fattura non pagata (e che ha dato vita al predetto procedimento) si riferisce. Ottenuta tale informazione, il creditore è obbligato a intraprendere il pignoramento prima contro i suddetti morosi (eventualmente anche attraverso il pignoramento della casa);
  • se il pignoramento contro i morosi non va a buon fine, il creditore può rivolgersi a tutti gli altri condomini, avviando l’esecuzione forzata anche nei loro confronti. Tuttavia non può chiedere, a ciascuno di essi, un importo superiore a quello rapportato alla rispettiva quota millesimale;
  • se il creditore, prima di rivolgersi ai morosi, avvia il pignoramento contro quelli in regola con i pagamenti, questi ultimi possono fare opposizione.

Il tribunale di Roma ha confermato l’obbligo per l’amministratore di condominio di comunicare ai creditori non ancora soddisfatti che lo interpellano i dati dei condòmini morosi, pena l’applicazione di una “penale”. L’amministratore, insomma, non può rifiutarsi e, se lo fa, dopo la condanna, il giudice gli infligge un’ulteriore pena: il pagamento di una somma per ogni giorno o mese di ritardo [2]. La condanna quindi aumenta tanto più si protrae l’inadempimento all’ordine del tribunale.

Il caso trattato è uno dei tanti che si verificano nella pratica quotidiana: un amministratore di condominio, senza un’ apparente fondata ragione, omette di trasmettere al creditore della compagine i dati dei condòmini morosi, impedendo lo svolgimento dell’azione esecutiva. Il creditore, così, chiama in causa il condominio per ottenere dal giudice un ordine che condanni l’amministratore a fornire l’elenco dei condomini morosi. Il silenzio mantenuto dall’amministratore è stato ritenuto come comportamento “ostracistico”, volto a rendere difficoltosa la possibilità per il creditore di agire in esecuzione a tutela di un proprio legittimo credito, e, pertanto, meritevole di essere sanzionato con l’applicazione di una misura coercitiva.

note

[1] Trib. Roma, ord. del 1.02.2017.

[2] Art. 614 bis cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

IL TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA SEZIONE QUINTA CIVILE

nella persona del Giudice designato dott. Mario Bertuzzi, visti gli artt. 702 bis e 702 ter cod. proc. civ., ha emesso la seguente

ORDINANZA

nella causa civile di primo grado iscritta al n. 74916 del Ruolo Generale per l’antro 2016, vertente

TRA

(…) rappresentata e difesa per procura alle liti in calce al ricorso dagli Avvocati Da.Mo. e Ma.Bl., elettivamente domiciliata presso lo studio di quest’ultimo in Roma, via (…),

RICORRENTE E

(…) rappresentato e difeso per procura alle liti in calce alla memoria di costituzione e risposta dall’Avvocato Cl.Ba., elettivamente domiciliata presso il suo studio in Roma, via (…)

RESISTENTE

Il Giudice,

a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 25.1.2017;

visto il ricorso depositato ai sensi dall’art. 702 bis cod. proc. civ. il 2/11/2016 dalla (…) dopo avere esposto che con sentenza n. 22657 del 2003 di questo Tribunale (…) era a pagare in suo favore la somma di 9.350,53 oltre spese giudiziali e che tale decisione era stata parzialmente riformata dalla Corte di appello di Roma che, con la sentenza n. 3007 del 2010, aveva condannato il condominio al pagamento della somma di Euro 157.433,59, oltre spese, e che il condominio debitore, che non aveva mai provveduto al pagamento di quanto dovuto, non aveva altresì dato riscontro alla propria richiesta di consegnare l’elenco dei condomini morosi e delle quote dovute da ciascuno di essi ha chiesto

la condanna del condominio a comunicare le generalità dei condomini morosi in relazione al proprio credito sopra indicato e la quota di debito dagli stessi singolarmente dovuta in base alle tabelle millesimali;

rilevato che il ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza sono stati notificati in data 13.12.2016 al condominio intimato;

vista la memoria di costituzione del condominio – che ha contestate la pretesa avversaria, deducendo di avere rappresentato aita controparte che tutti i condomini avevano pagato quanto liquidato dalla sentenza di primo grado e che la differenza di quanto dagli stessi ancora dovuto in forza della sentenza di appello, anche in relazione alle corrispondenti quote di proprietà, era già dalla stessa conosciuto;

ritenuto che il ricorso appare fondato, atteso che, ai sensi dell’art. 63 disp. att., cod., civ., il condominio e per esso il suo amministratore ha l’obbligo di comunicare al proprio creditore Insoddisfatto i dati dei condomini morosi nel pagamento dei contributi condominiali relativi al credito stesso e che il condominio convenuto non ha provato di avervi provveduto né che di tali dati la società creditrice fosse comunque a conoscenza, tenuto conto che la corrispondenza prodotta ai riguardo dalla parte resistente appare precedente alla sentenza della Corte di appello del 2010 e quindi palesemente inidonea ad indicare la quota di debito a carico dei singoli condomini; che merita altresì accoglimento la richiesta della società ricorrente di fissare, ai sensi dell’art. 614 bis coti. prot. civ., una somma a carico dell’obbligato per l’eventuale ritardo nella esecuzione di tale condanna, somma che, tenuto conto dell’ammontare del credito e di ogni altra circostanza. Si determina in Euro 2.000,00 per ogni mese di ritardo successivo a quello decorrente dalla data di notifica del presente provvedimento;

che le spese del procedimento vanno poste a carico della parte soccombente.

P.Q.M.

condanna il (…) a consegnare alla società ricorrente un elenco completo delle generalità dei condomini morosi in relazione al credito vantato daila stessa e delle quote di debito che sono singolarmente a loro carico sulla base delle tabelle millesima in vigore;

Condanna altresì il condominio al pagamento della somma di Euro 2,000,00 per ogni mese di ritardo, successivo a quello decorrente dalla data di notificazione del presente provvedimento, nella esecuzione dell’adempimento sopra indicato;

condanna infine il condominio convenuto alla rifusione delle Spese di lite, che liquida in Euro 3,800,00, di cui Euro 300,00 per esborsi, comprensivi del contributo unificato, oltre accessori di legge e spese generali.

Così deciso in Roma il 31 gennaio 2017. Depositata in Cancelleria l’1 febbraio 2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Se nn ho la pulizia della.scala è nn ho il condatore della luce , in un condominio di 6 persone .È giusto che l’amministratore li mette nel bilancio annuale?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI