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Lo sai che? Voucher, quali posso continuare a utilizzare?

Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

L’Inps, con un nuovo messaggio, ha spiegato come gestire i voucher sino al 31 dicembre 2017.

Nonostante la recente abolizione dei voucher, c’è ancora qualcuno che può continuare a utilizzare i buoni lavoro: si tratta di chi ha acquistato i voucher entro il 17 marzo 2017, quindi prima dell’entrata in vigore del decreto che li ha aboliti, e delle beneficiarie del bonus babysitter, alle quali l’Inps paga la prestazione in buoni lavoro.

Questi buoni “sopravvissuti”, dunque, possono essere utilizzati sino al 31 dicembre 2017 (i voucher babysitter, probabilmente, sino al 31 dicembre 2018): l’Inps, a tal proposito, ha chiarito, con un recente messaggio [1], con quali modalità è possibile continuare a fruire dei voucher.

Voucher già comprati: come gestirli nel periodo transitorio

Come abbiamo anticipato, i voucher acquistati entro il 17 marzo 2017 non vanno persi, ma è possibile continuarli a utilizzare entro il 31 dicembre 2017, ossia entro il cosiddetto periodo transitorio.

Anche se non è più possibile acquistare nuovi buoni, dunque, quelli già emessi restano pienamente validi, purché il loro acquisto si sia perfezionato entro il entro il 17 marzo 2017: l’utilizzo dei voucher per prestazioni di lavoro accessorio, in particolare, durante il periodo transitorio, deve essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto. Valgono quindi le norme precedentemente in vigore, che regolamentavano la materia del lavoro occasionale accessorio.

Le prestazioni lavorative devono naturalmente essere svolte non oltre il termine ultimo del 31 dicembre 2017. Non è possibile, invece, registrare tramite la procedura telematica del lavoro accessorio prestazioni lavorative in assenza di buoni lavoro il cui acquisto si sia perfezionato entro il 17 marzo 2017: per quanto riguarda i voucher telematici, ad esempio, non possono essere utilizzati quelli i cui versamenti sono stati effettuati con bollettino postale, bonifico, F24 e portale dei pagamenti, in data successiva al 17 marzo 2017.

Questi versamenti, comunque, rimborsati a cura delle sedi Inps territoriali, previa verifica del regolare afflusso dei fondi. Poiché per tale finalità è necessaria la predisposizione di un apposito applicativo informatico, l’Inps ha comunicato che sarà pubblicato un successivo messaggio nel quale verranno fornite le indicazioni per la gestione e le modalità dei rimborsi.

Voucher babysitter

I buoni lavoro ancora utilizzabili, ad ogni modo, non sono solo quelli già acquistati: possono essere ancora richiesti, infatti, i voucher per retribuire la babysitter, erogati dall’Inps come incentivo alla rinuncia al congedo parentale; lo ha recentemente reso noto l’Inps, a seguito di un interpello al ministero del Lavoro e al dipartimento per le Politiche per la famiglia.

In buona sostanza, chi rinuncia alla maternità facoltativa può continuare a scegliere fra il bonus per il pagamento della retta del nido e i voucher per il pagamento dei servizi di babysitting: è dunque possibile richiedere i buoni “ex novo” e non soltanto utilizzare quelli già emessi. Si presume che i buoni potranno continuare a essere erogati sino a dicembre 2018, cioè sino alla data ultima in cui potrà essere richiesto il bonus nido- babysitter.

Voucher Pronto badante

Fino alla data del 31 dicembre 2017, inoltre, sarà possibile utilizzare i buoni lavoro acquistati dalla Regione Toscana entro la data del 17 marzo 2017 per l’esecuzione del progetto regionale “Pronto Badante“.

Voucher: entro quando si possono incassare?

Per quanto riguarda la riscossione dei voucher da parte del lavoratore rimangono valide le precedenti disposizioni.

In particolare, è possibile incassare i voucher:

  • entro 24 mesi dalla data di emissione per i voucher postali;
  • entro 12 mesi dalla data di emissione per i voucher distribuiti dai tabaccai abilitati e dalle banche popolari.

note

[1] Inps mess. n. 1652/2017.


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