Diritto e Fisco | Editoriale

I furti di auto diminuiscono, ma il costo dell’assicurazione non scende

19 Aprile 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Aprile 2017



La Polizia di Stato ha diffuso i dati dei furti di mezzi di trasporto in Italia avvenuti nel 2016: sono il 7% in meno rispetto all’anno precedente. Quanto ci guadagnano le compagnie di assicurazione?

Quante volte abbiamo comprato un’auto nuova e poi abbiamo dovuto stipulare l’assicurazione obbligatoria di responsabilità civile.

Quante volte il nostro amico assicuratore, visto che il sorriso sulle nostre labbra stava svanendo alla comunicazione del costo dell’assicurazione, ci consolava dicendo che avrebbe cercato di contenere il costo del premio furto-incendio – obbligatori insieme naturalmente – a dispetto del fatto che gli incendi di vetture in Italia rappresentano circa l’1per mille del totale dei veicoli circolanti.

In effetti, se gli automobilisti confrontassero i dati comunicati dalla Polizia di Stato [1] e dall’Ania [2] per il 2015, potrebbero verificare quanto rende alle compagnie di assicurazione il settore furto e incendio e quanto costano i sinistri denunciati e liquidati ai danneggiati.

Intanto, non ostante le notizie di cronaca allarmanti, in realtà in Italia nel 2015 sono stati rubati 166.000 veicoli, mentre nel 2016 sono stati sottratti ai proprietari 155.000 veicoli circa, con una diminuzione tendenziale del 7% rispetto all’anno precedente.

L’andamento dei furti di auto e moto è infatti in costante discesa dal 2010.

Ma anche di fronte a questa diminuzione rilevante dei furti di veicoli, le compagnie di assicurazione non diminuiscono i premi del furto-incendio che rimangono attestati da un minimo di 12 euro ogni mille di valore assicurato sino agli oltre 100 euro ogni mille per le autovetture di maggior pregio.

Inoltre ogni automobilista sa che quando stipula l’assicurazione furto-incendio paga il premio sul valore della vettura nuova ma che, in caso di sinistro, parziale o totale, cioé furto dell’auto o di parti della vettura (gomme, specchietti, accessori, navigatori, ecc.) verrà risarcito sul valore deprezzato che la vettura avrà al momento della denuncia.

Allora da buoni automobilisti, cerchiamo di essere consapevoli dei rischi che corriamo perché dobbiamo pagare un costo così alto non ostante i furti siano in costante diminuzione.

Pertanto proviamo a fare un po’ di conti in tasca alle compagnie di assicurazione.

L’Ania, nella sua relazione annuale, dichiara che le assicurazioni per furto-incendio, stipulate nel corso del 2015 sono state circa 9 milioni su un totale di 49,5 milioni di veicoli circolanti.

Considerando dunque il valore minimo di 12 euro per ogni mille euro di valore assicurato ed ipotizzando che la copertura dal rischio di furto venga sottoscritta in prevalenza da chi acquista auto nuove, pur non avendo riferimenti oggettivi al valore complessivo dei premi raccolti, presumendo che il valore minimo assicurato corrisponderà almeno al valore medio di acquisto di una vettura nuova di piccola cilindrata, che si aggira intorno ai 15mila euro, si può presumere che i premi raccolti dalle compagnie, nel 2015, per il settore rischio furto-incendio, ammontassero, minimo, a circa 1,6 miliardi di euro.

Dall’altra parte sempre l’Ania dichiara che la frequenza dei sinistri denunciati, sia totali che parziali, è pari al 10% circa degli assicurati, dunque circa 900.000 furti sono stati denunciati nel 2015.

Poichè il grado medio di pagamento dei danni da furto si attesta intorno al 37% del valore assicurato, ciò significa che sono stati liquidati risarcimenti per furti denunciati dagli automobilisti, nel 2015, per un importo pari a circa 162 milioni di euro, sempre ipotizzando il valore medio delle vetture assicurate pari ad euro 15mila ed il valore del premio pagato nel minimo di euro 12 ogni mille di valore assicurato.

Questi dati l’Ania non li indica però non è difficile ricostruire i valori, prudenzialmente utilizzati e basati su importi minimi, sia del valore assicurato, sia del valore del premio-base indicato.

Dunque le compagnie assicurative, pur avendo usato nel calcolo di cui sopra valori minimi e prudenziali, incassano almeno 10 volte di più di quanti danni paghino agli automobilisti derubati.

Dato che l’andamento della denuncia dei furti di auto e moto è in costante riduzione e che sicuramente su questo trend incide lo strumento del sistema antifurto satellitare, che, peraltro, agli automobilisti costa comunque un canone annuale che, spesso compensa la riduzione del premio assicurativo pagato, forse le compagnie di assicurazione dovrebbero prendere in seria considerazione l’ipotesi di ridurre considerevolmente il costo dell’assicurazione contro il furto.

Anche perché là dove le denunce di furto sono più elevate (Puglia e Campania) le assicurazioni rifiutano di assicurare il rischio e dunque gli eventi di furto di auto, calcolati in quelle regioni, circa 41.000 – senza contare i furti di motoveicoli – costituiscono il 25% dei furti totali e, di fatto, riducono di parecchio il rischio delle compagnie, che rifiutano di coprire l’evento dannoso.

A titolo di curiosità, la città in cui gli automobilisti rischiano di non trovare più la propria vettura o parte di essa, è Foggia, in testa alla classifica con 31 furti ogni mille veicoli, mentre la città meno pericolosa è Trento con due furti ogni mille veicoli.

note

[1] www.poliziadistato.it – I dati numerici dei furti di auto a confronto fra 2015 e 2016
[2] www.ania.it – Le assicurazioni in Italia anni 2015 – 2016 – Cap. 6: Le assicurazioni auto – Ania  (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici)


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