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Lo sai che? Cartella di pagamento: entro quanto tempo il pignoramento?

Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

Quanto tempo passa tra la notifica della cartella esattoriale e il pignoramento dei beni del contribuente?

Diciamoci la verità: la prima cosa a cui pensa un contribuente quando riceve la notifica di una cartella esattoriale non è tanto «come e dove posso pagare», ma «come non pagare» o «se non pago che succede?». A queste domande risponde la legge in modo molto chiaro e semplice. Per non pagare la cartella esattoriale bisogna impugnarla davanti al giudice e sperare di vincere la causa; in alternativa, se il vizio della cartella è particolarmente palese, si può presentare un’istanza di sgravio all’ente sperando che questi annulli l’atto in autotutela. Dall’altro lato se non si paga la cartella né si fa ricorso è verosimile che l’Agente della riscossione avvii il procedimento di riscossione esattoriale (in altre parole, l’esecuzione forzata). Ma entro quanto tempo arriva il pignoramento dalla notifica della cartella? Di questo ci occuperemo in questo articolo, chiarendo entro quali termini il contribuente può attendersi la “mossa” del fisco e dopo quanto, invece, può tornare a dormire sonni tranquilli.

Cartella di pagamento: dopo quanto tempo arriva il pignoramento?

La cartella di pagamento diventa definitiva, e quindi esecutiva, dopo 60 giorni dalla sua notifica. Solo dopo la scadenza di tale termine quindi – e mai prima – il pignoramento può intervenire.

Nei 60 giorni il contribuente ha la possibilità di presentare opposizione al giudice. L’impugnazione non sospende in automatico la cartella a meno che il giudice la conceda su richiesta del contribuente e verificati validi sospetti di fondatezza del ricorso.

Neanche la presentazione di una domanda di sgravio (per l’annullamento in autotutela) sospende l’efficacia esecutiva della cartella. Anzi, tale istanza non sospende neanche il decorso dei termini per presentare ricorso al giudice. Questo significa che il contribuente che non riceve risposta dall’ente o la riceve negativa e, nello stesso tempo, non ha depositato per tempo il ricorso al giudice, perde la possibilità di impugnare la cartella.

Per rispondere quindi alla domanda iniziale: dopo quanto tempo arriva il pignoramento, la prima risposta da dare è «non prima di 60 giorni» dalla notifica della cartella. Questo è il termine minimo per il pignoramento, prima del quale esso è illegittimo.

Stesso discorso vale per le misure cautelari come fermo e ipoteca. Anche queste non possono essere iscritte se prima non sono passati 60 giorni.

Cartella di pagamento: entro quanto tempo arriva il pignoramento?

L’agente della riscossione deve iniziare il pignoramento entro un anno dalla notifica della cartella o dell’accertamento esecutivo; decorso tale termine non è più possibile il pignoramento. Per poter avviare le azioni esecutive scaduto l’anno dalla notifica della cartella, l’Agente della riscossione deve notificare al contribuente un avviso chiamato «intimazione ad adempiere» con cui gli intima il pagamento entro 5 giorni (e non 60 come invece con la cartella di pagamento).

L’intimazione di pagamento perde di efficacia se l’Agente della riscossione non procede al pignoramento entro 180 giorni dalla sua notifica (invece, come abbiamo appena detto, per la cartella di pagamento il termine di efficacia è di 1 anno).

Decorsi 180 giorni, per poter nuovamente iniziare l’esecuzione forzata, il fisco deve notificare un altro avviso di pagamento.

I termini di efficacia della cartella fanno salvi la prescrizione

Quelli che abbiamo appena indicato sono i termini di efficacia della cartella di pagamento. Come si è appena detto, quindi, la cartella diventa efficace – e quindi è possibile attendersi il pignoramento – non prima di 60 giorni e non oltre 1 anno dalla sua notifica. Ma anche che sia decorso un anno il pignoramento è ugualmente possibile se viene notificato un ulteriore atto di intimazione di pagamento.

Se però l’agente della riscossione non svolge alcuna attività il debito del contribuente si prescrive. La prescrizione varia a seconda del tributo. Di recente la Cassazione ha affermato che per tutte le imposte erariali la prescrizione è di 5 anni. Per l’Iva è di 10 anni. Per le imposte locali è ugualmente di 5. Di 3 anni è invece la prescrizione del bollo auto.

Efficacia del pignoramento

L’esecuzione forzata inizia generalmente con il pignoramento dei beni del debitore, a cui, quindi, viene sottratta la disponibilità materiale e giuridica degli stessi.

Il pignoramento assume forme diverse a seconda che riguardi beni mobili (espropriazione mobiliare), immobili (espropriazione immobiliare) o crediti vantati dal debitore (espropriazione presso terzi). Una volta eseguito, il pignoramento perde efficacia quando dalla sua esecuzione sono trascorsi 200 giorni senza che sia stato effettuato il primo incanto per la vendita del bene all’asta.


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