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Lo sai che? Occupare il parcheggio riservato ad un disabile è reato?

Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 aprile 2017

La Cassazione afferma che è violenza privata l’occupazione del parcheggio riservato ad un disabile.

La novità introdotta dalla sentenza della Cassazione

La Cassazione ha affermato [1] che l’occupazione dello spazio riservato ad una disabile non costituisce solo un illecito amministrativo punibile con una multa, ma un vero e proprio reato, esattamente quello di violenza privata.

La vicenda si svolge a Palermo, dove il Comune aveva assegnato sin dal 2005, ad una disabile, il diritto personale riservato ad uno spazio per il parcheggio nei pressi della sua abitazione, trovandosi essa nella condizione di necessità assoluta di dover raggiungere la propria abitazione senza ostacoli e barriere che le rendessero impossibile lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Pertanto, una volta verificato che l’occupazione abusiva del posteggio era avvenuta con modalità tali da impedire alla disabile l’esercizio di un proprio diritto – infatti l’auto occupante  abusivamente lo spazio era rimasta nel parcheggio per tutta la giornata ed era stata rimossa dai vigili urbani solo a tarda notte, senza alcun intervento da parte del proprietario della vettura – la quinta sezione penale della Cassazione ha ritenuto provata la sussistenza del reato di violenza privata ai danni della disabile.

Il codice penale [2] prevede che: «Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se concorrono le condizioni prevedute dall’articolo 339».

La sentenza adottata dalla Cassazione potrebbe essere estesa ad ogni caso nel quale si possa configurare l’impedimento dell’esercizio di un diritto spettante alle persone disabili e riconosciuto come tale secondo le norme di legge o le regole amministrative.

La vita è più difficile per i disabili

Chi è affetto da grave disabilità, troppo spesso nel nostro Paese incontra ostacoli, sia fisici che burocratici, soprattutto quando essa limita o rende impossibile la deambulazione.

Grazie ad una sensibilizzazione al problema, portata avanti con grande impegno e con fatica dalle associazioni nazionali che si occupano delle persone disabili e delle loro famiglie, oggi la situazione è migliorata, anche se, purtroppo, non tutti i cosiddetti “normodotati” si rendono conto della gravità di certi loro comportamenti.

Pertanto il nemico più acerrimo da combattere, oggi, non sembra essere solo la mancanza di infrastrutture o di strumenti per consentire anche ai disabili ed alle proprie famiglie di svolgere una vita il più agevole possibile, ma una mentalità diffusa che ritiene non sussistere alcuna particolare gravità nell’utilizzare – o nell’abusare di –  quelle strutture, anche quando è evidente  che sono state riservate ad altri per necessità.

L’importanza di rispettare gli spazi e le strutture riservati ai disabili

Dunque l’utilizzo e/o l’occupazione abusiva o non consentita di strutture, infrastrutture, spazi, mezzi pubblici, ecc. riservati alle persone disabili è un fatto grave, che impedisce, a chi ne ha bisogno, di svolgere la propria vita quotidiana agevolmente e normalmente come deve essere garantito a tutti i cittadini.

Nel caso di parcheggio in uno spazio per disabili generico, ad esempio, la violazione del codice della strada prevede una sanzione amministrativa – cioè il semplice pagamento di una multa di 86 euro e la decurtazione di due punti dalla patente di guida.

Nel caso di occupazione del posto in autobus altrettanto scatta l’obbligo di pagare una multa.

Difficilmente dunque, sinora, l’utilizzo abusivo o distorto delle strutture riservate ai disabili sembrava poter originare un reato punibile sotto il profilo penale.

note

[1] Corte di Cassazione – 5^ sezione penale – sentenza n. 17794 del 23.2.2017
[2] Codice penale – art. 610


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