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È legale fare l’attore porno e cosa si rischia?

8 maggio 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2017



Fare l’attore porno è un’attività assolutamente lecita in Italia. Produrre, girare e diffondere in rete o attraverso dvd film pornografici si può senza incorrere in conseguenze spiacevoli dal punto di vista giuridico.

Fare l’attore porno è un’attività assolutamente lecita in Italia. Dunque, produrre, girare e diffondere in rete o attraverso dvd film pornografici è possibile senza incorrere in conseguenze spiacevoli dal punto di vista giuridico.

Fare l’attore porno: come farlo nel rispetto delle regole?

Naturalmente è sempre meglio svolgere tale attività in modo pienamente conforme alle regole: significa che chi intende fare dei provini per la ricerca di attori e attrici, dovrà poi metterli sotto contratto, scegliendo esclusivamente soggetti maggiorenni; in caso contrario, il rischio di pedopornografia è dietro l’angolo. Non è tutto: importantissimo è ottenere il loro consenso scritto non solo per le riprese, ma anche per la successiva attività di diffusione e vendita dei prodotti realizzati.

Proprio a proposito di pedopornografia, e cioè la pornografia avente ad oggetto dei minori, una precisazione va fatta, soprattutto riguardo a chi è solito guardare film a luci rosse su internet: la legge non punisce la loro visione ma la detenzione o la diffusione del materiale [1]. In pratica, guardare su internet è lecito ma non scaricare e detenere. Attenzione: la detenzione è punibile solo se è consapevole, cioè cosciente. Se così non fosse, tutti saremmo colpevoli: pensiamo, infatti, a quei file temporanei, creati automaticamente dal pc quando si visitano pagine nuove, per velocizzare gli accessi successivi o a chi scarica un file, pensando che sia un film lecito e, invece, si trova di fronte a un contenuto pedopornografico.

Fare l’attore porno: dove?

Chiaramente attenzione particolare deve esserci anche nella scelta dei luoghi in cui girare: meglio se si tratta, infatti, di posti appartati per non incorrere in denunce per atti contrari alla pubblica decenza.

Da non dimenticare, inoltre, quanto affermato dal codice penale che punisce chiunque fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, o mette in circolazione scritti, disegni, immagini o altri atti osceni di qualsiasi specie allo scopo di farne commercio o distribuzione o di esporli pubblicamente [2]. Sanzione amministrativa che oscilla dai 103 ai 619 euro anche per chi espone al pubblico, offre in vendita e distribuisce scritti, disegni o qualsiasi oggetto figurato, che offenda la pubblica decenza [3]. In realtà, la Corte di Cassazione, pronunciandosi in materia, ha ritenuto illecite tali attività solo quando siano svolte con ostentazione a danno di terzi non interessati o non consenzienti o dei minori di anni diciotto. Per capirci, se in edicola vengono vendute riviste porno, tale attività è consentita a patto che sia svolta nel rispetto dei terzi e dei minori. Proprio per questo motivo, è fondamentale che la diffusione online dei film avvenga con sistemi di protezione di minori o terzi inconsapevoli, utilizzando appositi filtri (si pensi a una password) utili a far sì che solo i soggetti interessati all’acquisto (e mai i minori) possano accedere alla visione dei film posti in vendita online. Stesso discorso nel caso in cui la vendita avviene nelle edicole: gli esercenti devono oscurare tali prodotti, consentendone la visione solo ai soggetti interessati.

note

[1] Art. 600 quater cod. pen.: «Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 600-ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549».

[2] Art. 528 cod. pen.

[3] Art. 725 cod. pen.

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