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Depressione post infortunio del dipendente: l’azienda risarcisce

20 aprile 2017


Depressione post infortunio del dipendente: l’azienda risarcisce

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 aprile 2017



Il datore di lavoro deve risarcire il danno morale al dipendente che, dopo l’incidente in azienda, manifesta depressione.

Se un dipendente si fa male sul luogo di lavoro l’azienda deve risarcirgli non solo i danni fisici e patrimoniali (come quelli per la ridotta capacità lavorativa), ma anche quelli morali qualora, a seguito dell’infortunio, il lavoratore manifesti una depressione. A dirlo è la Cassazione con una recente sentenza [1]. La pronuncia è particolarmente interessante perché fa il punto sul tema della responsabilità del datore di lavoro per gli infortuni ai dipendenti avvenuti in azienda.

Il datore di lavoro è obbligato a garantire ai lavoratori la sicurezza e la tutela delle condizioni di lavoro, adottando dell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

Al dipendente infortunato non spetta dimostrare la colpa del datore, ma è piuttosto quest’ultimo a dover dare prova che il danno è dipeso da causa a lui non imputabile [2].

L’azienda non è completamente esonerata dalla responsabilità in caso di concorso di colpa di altri dipendenti, salvo che la loro condotta rappresenti la ragione esclusiva del danno [3].

L’azienda è inoltre tenuta ad adottare comportamenti specifici che, pur non dettati dalla legge, ma suggeriti da conoscenze sperimentali e tecniche nonché dagli standards di sicurezza normalmente osservati, siano idonee ad evitare infortuni. Difatti la responsabilità dell’imprenditore non è circoscritta alla violazione di regole di esperienza o di regole tecniche preesistenti e collaudate, bensì in modo aperto sanziona l’omessa predisposizione di tutte le misure cautele atte a preservare l’integrità psicofisica del lavoratore nel loro di lavoro, tenuto conto della concreta realtà aziendale della maggiore o minore possibilità di indagare sull’esistenza di fattori di rischio in un determinato momento storico [4].

Nell’eventualità in cui il dipendente si faccia male durante il lavoro o, comunque, in azienda, il datore gli deve risarcire anche il danno non patrimoniale a condizione che la lesione sia grave è che il danno non sia futile [5].

Ne consegue che anche la sindrome depressiva successiva a un infortunio sul lavoro va risarcita come autonoma fonte di danno, oltre a tutte le altre conseguenze patite dal dipendente, come i postumi invalidanti temporanei e definitivi e/o l’eventuale danno economico per l’incapacità lavorativa riportata.

note

[1] Cass. sent. n. 9870/2017.

[2] Cass. sent. n. 836/2016; n. 8855/2013.

[3] Cass. sent. n. 2209/2016.

[4] Cass. sent. n. 18626/2013.

[5] Cass.sent. n. 26367/2014.

Autore immagine: 123rf com

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