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Agevolazioni prima casa anche senza residenza


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 aprile 2017



Per le agevolazioni prima casa non è necessario il requisito della residenza se si dichiara di lavorare nel Comune in cui è l’immobile: dichiarazione nel rogito.

Per beneficiare delle agevolazioni prima casa (riduzione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale), è necessario trasferire la propria residenza entro 18 mesi dall’acquisto dell’immobile. In alternativa, anche se la residenza non viene trasferita, si ha diritto alle agevolazioni se si svolge la propria attività lavorativa (autonoma o dipendente) presso il Comune in cui è ubicato l’immobile.

La legge [1] prevede infatti, tra le condizioni dell’agevolazione, che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente:

  • ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza;
  • svolge la propria attività;
  • se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende.

Nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, è richiesto che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano.

La dichiarazione di voler stabilire la residenza (entro diciotto mesi) nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto.

Allo stesso modo, deve essere contenuta nell’atto di acquisto, la dichiarazione di svolgere attività lavorativa presso il Comune in cui è ubicato l’immobile.

Entrambe le dichiarazioni devono quindi, a pena di decadenza dal beneficio, essere formulate al momento della registrazione del rogito. Di conseguenza il contribuente che non abbia tempestivamente dichiarato di voler utilizzare l’abitazione in luogo di lavoro diverso dal Comune di residenza, decade dal diritto all’agevolazione fiscale.

Secondo la Cassazione [2] non basterebbe, infatti, la prova successiva dello svolgimento dell’attività lavorativa nel Comune dove viene acquistato l’immobile per potere beneficiare dell’aliquota agevolata. Se manca la dichiarazione nel rogito si decade automaticamente dalle agevolazioni prima casa.

Mancato trasferimento della residenza e svolgimento attività lavorativa

Secondo il Ministero dell’Economia e delle Finanze [3], l’acquirente che abbia dichiarato nel rogito di voler trasferire la residenza entro diciotto mesi dall’acquisto dell’immobile, ma poi non voglia o non possa più trasferirla, ha la possibilità di beneficiare comunque delle agevolazioni prima casa se dichiara di svolgere attività lavorativa presso il Comune in cui è ubicato l’immobile.

Tale dichiarazione deve però essere resa, prima della scadenza dei 18 mesi dall’acquisto, mediante un atto integrativo del rogito. L’atto di rettifica deve essere redatto secondo le medesime formalità giuridiche dell’originario atto di acquisto e registrato.

In essa deve essere scritto che, già alla data del rogito, l’acquirente svolgeva la propria attività lavorativa nel Comune dove è ubicata la prima casa.

La soluzione offerta dal Ministero impedisce il verificarsi della decadenza dalle agevolazioni prima casa ogniqualvolta l’acquirente non riesca o non voglia più trasferire la residenza,  – nonostante, nel rogito, si fosse impegnato a farlo -, ma lavora comunque nel Comune in cui è ubicato l’immobile.

note

[1] Art. 1, Nota 2 bis) 1, lettera a), della Parte 1 della Tariffa allegata DPR 26 aprile 1986, n. 131.

[2] Cass. ord. n. 3457 del 22.02.2016.

[3] MEF, question time n. 5-11109 presso la Commissione VI Finanze della Camera dei Deputati.

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